Interviste Cinema

Vacanze ai Caraibi: Il cast ci parla del ritorno del cinepanettone

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Neri Parenti, Christian De Sica, Massimo Ghini, Luca Argentero, Ilaria Spada, Angela Finocchiaro e Dario Bandiera raccontano il perché di una rinascita.

Vacanze ai Caraibi: Il cast ci parla del ritorno del cinepanettone

Uscirà mercoledì 16 dicembre in 600 copie Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale, che rappresenta il ritorno del classico e amato Cinepanettone, che ha trovato una nuova casa in Medusa ma per il resto, pur con qualche new entry, torna alla classica formula che da 20 anni diverte gli spettatori italiani (certo non tutti, ma a giudicare dagli incassi una parte cospicua): tornano Fausto Brizzi e Marco Martani come cosceneggiatori e produttori con la Wildside, Neri Parenti alla regia, Christian De Sica, Massimo Ghini e Dario Bandiera, ai quali si aggiungono i neofiti del genere Angela Finocchiaro, Luca Argentero e Ilaria Spada.

Come da formula, tre episodi in ambientazione esotica. Presentando il film alla stampa in una conferenza affollata sia sul palco che in platea, Neri Parenti ha raccontato la genesi del film:

“Così come Spielberg e Lucas si incontrano a Hollywood, io mi sono incontrato in un bar di Prati con Brizzi e Martani e davanti a un cappuccino e a dei Martini ci siamo detti “perché non facciamo un film come quelli che facevamo e riformiamo la vecchia squadra?" Poi abbiamo trovato una produzione interessata e una grande distribuzione e abbiamo iniziato con Massimo e Christian, tornando alla farsa e abbandonando la commedia e dal momento che ci criticavano sempre per la scelta delle attrici che facevano le mogli ne abbiamo scelta una brava come Angela Finocchiaro. E siccome loro nel film sono tre mostri abbiamo pensato di avvicinarli a qualcosa di bello, di solare, ad una storia d’amore, e sono arrivati Ilaria Spada e Luca Argentero. Ci mancava un pezzo e Dario Bandiera con la sua comicità si è rivelato perfetto”.

E se Fausto Brizzi dice che la frequentazione privata non è mai cessata e che più che da un ragionamento produttivo il film è nato dalla voglia di tornare a lavorare insieme, di “tornare in gita”, Christian De Sica racconta il suo entusiastico coinvolgimento. “Erano due anni che non facevo il film di Natale e quando mi hanno chiamato ho detto subito di sì senza neanche conoscere la storia. Facciamo di nuovo un film farsa, lasciando perdere la commedia sofisticata che non ci viene bene. E io e Massimo, che abbiamo lavorato diverse volte insieme, leghiamo alla grande in questo film. L’ho visto ieri e anche se all’inizio non credevo molto nell’episodio di Dario, vedendolo mi sono divertito moltissimo e inoltre la performance di Ilaria Spada mi ha lasciato sbalordito, è un’attrice comica fantastica, per me una rivelazione. Massimo poi si è fatto “bionda” per me nel film. Nasce come attore shakespeariano ed è diventato un grande attore comico. E’ stata una bella festa, speriamo che abbia anche successo e che il film di Lillo e Greg vada male... scherzo, davvero, non c’è competizione, mi auguro che tutti i film italiani vadano bene, perché se vanno bene è una festa per tutti quanti, altrimenti sono problemi".

Massimo Ghini, che nel film è uno spiantato che spera di sposare la noiosa figlia di De Sica perché pensa che il futuro suocero sia ricchissimo, racconta la sua esperienza, dal look alla sostanza: "Io ero un pupo biondo, poi per esigenze di scena sono stato colorato parecchie volte e finalmente Neri mi ha dato la possibilità di riapparire biondo, e credo che mi vedrete così per un pezzo. Io e Christian eravamo la blonde et la brunette, magari potrebbe essere il titolo del nostro prossimo film insieme. Io sono stato anche diretto da Christian, c’è un rapporto che ci lega da anni, erano 4 anni che non facevamo più il cinepanettone e tutta la gente che incontravo mi chiedeva quando e dove lo avremmo fatto quest'anno, perché c'è una memoria che non si è interrotta, sono film che continuano ad avere una nuova vita in tv e quest’anno mi sembra che da parte del pubblico ci sia un’attesa. Volevo anche dire bravi a tutti e devo ringraziare ancora una volta Neri Parenti che è il regista con cui lavoro meglio. Io sono un attore scomodo, uno che discute, e Neri è il regista che mi ha insegnato a stare davanti alla mdp e a fare la commedia, con lui mi sento tranquillissimo".

Luca Argentero non è esattamente il genere di attore che ci si aspetterebbe di trovare in un cinepanettone e queste sono state le sue reazioni alla proposta: “L'ho vissuta come una lusinga perché per riceverla, visto il successo che hanno in genere questi film, significa che c’è un’aspettativa rispetto alla tua presenza, e allo stesso tempo con terrore perché bisogna essere in grado di indossare una maschera di questo tipo e io non avevo mai affrontato questo genere. Riempire questo tassello mi ha divertito molto. Ho avuto la fortuna di trovare una compagna di lavoro dotata di un senso dell’ironia fuori dal comune, che non mi aspettavo, e da buon torinese mi sono lasciato sorprendere dal garbo e dall’eleganza di Neri. E’ rassicurante, in più è dotato di una tecnica sopraffina e il fatto che sia così sicuro di quello che fa ti tranquillizza. Neri è Robocop, è incredibile la precisione con cui fa il suo lavoro. Vivo questa esperienza come se qualcuno mi avesse messo un bollino di qualità addosso ed essere in mezzo a questo gruppo mi lusinga".

Ilaria Spada, che nel film è una coatta romana irresistibile che stabilisce un legame passionale col triste filologo nordico di Argentero, ringrazia dei complimenti, che ricambia, e dichiara: “Sono strafelice, all’inizio ero un po’ preoccupata perché c'erano anche cose un po' azzardate in sceneggiatura che avrei dovuto dire e qua è subentrato Neri, che sovrasta tutto il film. E’ instancabile, non si siede mai e non ti molla. All'inizio Massimo mi disse di fidarmi completamente di lui, a volte sul set ti viene ansia ma lui da subito, dopo un paio di mie proposte, con molta democrazia ha detto “no”, e a quel punto ho detto “va beh” e mi sono affidata a lui, che è a metà tra un grande professionista e uno psicopatico ed è un grandissimo conoscitore della comicità. E Christian per me è un dio, imitavo le sue battute, come i miei genitori che sono in sala possono testimoniare".

Angela Finocchiaro confessa il suo imbarazzo iniziale, presto superato: “mi sono sentita un’ospite che entrava con le pattine in un gruppo formato, ho trovato una grande apertura e un grande aiuto da parte della bionda e della bruna. E' stata una telefonata di Christian che mi ha spinto a farlo, non conoscevo Neri e lui ha insistito e infatti ho trovato una grande apertura e posso ribadire quello che tutti hanno detto di lui, del suo garbo, eleganza, simpatia e accoglienza. Sono tornata felice al di là dell’umidità sul set, se ho superato la sfida della comicità lo dirà il pubblico, ma loro mi aiutavano molto, c’era una grandissima collaborazione".

Infine Dario Bandiera, che nel film è dipendente dalla tecnologia che si ritrova su un'isola deserta e "senza campo", e per tutta la conferenza agisce da disturbatore della situazione, si unisce al coro a modo suo: “Pensavo che Neri lo facesse solo con me, credevo che avesse un occhio di riguardo per me e questo non va bene. E’ il mio secondo cinepanettone e già nel primo mi ero divertito un sacco, era Vacanze di Natale a Cortina, sono passati quattro anni e mi ero un po’ arrugginito. All’inizio mi ha cazziato perché sono uno che ogni 3 secondi cambia le battute e questo è un problema, quindi ha utilizzato sei macchine da presa facendole manovrare da chiunque pur di cogliere la battuta giusta. Poi ha piovuto tutto il tempo e lui è stato in grado di girare come se ci fosse il sole. Ti lascia libero, mi ha dato un sacco di spunti, se vedo che lui si diverte allora mi tranquillizzo perché sono molto timido e mi bloccherei, ma con lui c’è terreno fertile".

Conclude Neri Parenti, non senza logica, “i cinepanettoni sono stati film di successo ma anche molto criticati perché ogni tanto sono scollacciati o toccano certi argomenti in maniera non proprio delicatissima, ma il bello di questa avventura è che tutti l’abbiamo fatta sapendo quello che facevamo, senza vergogna. Questo tipo di film è fatto così: o si fanno così o è meglio non farli".

Potrete constatare se il genere è stato dato prematuramente per spacciato e ritrovare il ricco e un po' indigesto sapore del classico cinepanettone - in un film che De Sica definisce anarchico, chiosando che “non è il Notting Hill di Villa Clara” -  andando al cinema il 16 dicembre.

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