Interviste Cinema

Uomini che odiano le donne - parla il regista del film Niels Arden Oplev

“Molti mi hanno chiesto se mi sentivo onorato di essere stato scelto per dirigere il film Uomini che odiano le donne tratto dalla trilogia ‘Millennium’ di Stieg Larsson. La verità è che quando il produttore Sören Staermose me l’ha chiesto la prima volta, gli ho detto di no. Avevo sentito parlare dei libri, ma non li avevo letti. Inolt...

Uomini che odiano le donne - parla il regista del film Niels Arden Oplev

Uomini che odiano le donne - parla il regista del film Niels Arden Oplev

“Molti mi hanno chiesto se mi sentivo onorato di essere stato scelto per dirigere il film Uomini che odiano le donne tratto dalla trilogia ‘Millennium’ di Stieg Larsson. La verità è che quando il produttore Sören Staermose me l’ha chiesto la prima volta, gli ho detto di no. Avevo sentito parlare dei libri, ma non li avevo letti. Inoltre, non avevo né il tempo né la voglia di girare un giallo per il cinema in quel momento.”

“Sören è tornato alla carica un anno e mezzo dopo, e me l’ha chiesto di nuovo. La produzione era stata rimandata e lui ci teneva che il film lo facessi io. Così ho letto il libro. Era molto interessante ma non lo vedevo come un giallo. Lo vedevo piuttosto come un film drammatico a sfondo poliziesco, con personaggi forti e originali che crescevano nel corso della storia. La storia della tormentata e ribelle Lisbeth e del giornalista senza paura Blomkvist mi ha subito conquistato. Ho detto a Sören che avrei fatto il film, ma solo se avessi avuto il controllo artistico sul cast, la sceneggiatura, la lunghezza, il montaggio e tutto il resto. Mi sembrava una condizione indispensabile per poter girare un film di successo tratto da un libro così popolare. Dovevo poter essere libero di prendere tutte le decisioni necessarie a realizzare il film migliore possibile.”

“Volevo fare un film con emozioni forti, personaggi forti e una storia controversa e intrigante. Questi elementi sono già il mio marchio di fabbrica, e nel libro c’erano tutti. Volevo che scenografie e immagini contribuissero a farne un film speciale, importante. E volevo che ci fossero tutti i dettagli e le sfumature del libro di Larsson – le vecchie foto attraverso cui rivive il personaggio di Harriet, i vecchi filmati di repertorio dell’incidente sul ponte, la memoria fotografica di Lisbeth. Era importante che il film conservasse lo spirito tagliente del libro, che avesse il coraggio di mostrare il lato oscuro della società.”

“Ho chiesto a due dei migliori sceneggiatori scandinavi, Rasmus Heisterberg e Nicolaj Arcell, di scrivere la sceneggiatura. Insieme, abbiamo dissezionato il libro e tracciato la trama. Dopodiché Rasmus e Nikolaj si sono messi a scrivere come pazzi, quando ormai mancava poco tempo all’inizio delle riprese.”

“Io e la direttrice del casting, Tusse Lande, ci abbiamo messo dei mesi a trovare gli interpreti giusti. Sono un maniaco del casting: dev’esserci un legame speciale tra l’attore e il personaggio che interpreta. Nei panni di Blomkvist, l’attore Mikael Nyqvist esprime tutta l’umanità, l’empatia e la capacità intellettuale che ci aspettiamo dal suo personaggio. E lo fa così bene da conquistarci e da rendere il film avvincente dall’inizio alla fine. Lisbeth Salander è un personaggio drammatico molto impegnativo, e non era facile trovare un’interprete all’altezza delle aspettative. Che fortuna avere trovato Noomi Rapace! Ancora non ci credo. Noomi ha trasformato se stessa fino a ‘diventare’ il suo personaggio in modo assolutamente perfetto. La sua interpretazione nel ruolo di Lisbeth è straordinaria.”

“Ho convinto il direttore della fotografia Eric Kress e lo scenografo Niels Sejer a girare questo film in Svezia e in condizioni estreme. Una decisione di cui non mi sono mai pentito neppure per un solo istante. Hanno dato il massimo, realizzando scenografie curate fino all’ultimo dettaglio e immagini cariche di inquietante intensità. Fin dall’inizio mi sono reso conto che ci sarebbe voluto un miracolo per finire il film nei tempi e nei costi previsti. A quel punto è entrata in scena la troupe svedese, una squadra che da subito è stata pronta a lavorare duramente e in condizioni molto difficili per realizzare un film di qualità. E accidenti come hanno lavorato, i membri di quella troupe! Insieme agli attori, naturalmente. Ogni giorno di riprese è stata una battaglia per la qualità. Una battaglia che eravamo determinati a vincere. E ora che il film è finito, so che ce l’abbiamo fatta.”

(dichiarazioni tratte dal pressbook ufficiale del film)

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