Interviste Cinema

Una donna per amica: da Nuti a De Luigi e Casta, Veronesi racconta la sua nuova commedia

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Presentato a Roma alla presenza del cast al gran completo il nuovo film del regista toscano.

Una donna per amica: da Nuti a De Luigi e Casta, Veronesi racconta la sua nuova commedia

Deve puntarci molto, la Warner, su Una donna per amica, il secondo film di Giovanni Veronesi che si prepara a debuttare nelle sale italiane nel giro di pochi mesi dopo quel L’ultima ruota del carro che ha aperto ufficialmente il Festival di Roma 2013.
Il multisala romano che ha ospitato anteprima e conferenza stampa era tappezzato di cartelloni, e per la conferenza i mezzi e le risorse spiegati sono stati superiori a quelli della media dei film italiani. Sarà forse stato anche per la presenza di una star internazionale come Laetitia Casta, radiosa ed elegantissima in un sorbrio abito rosa antico.
Oltre al regista e alla Casta, c'erano anche le co-protagoniste femminili Valentina Lodovini, Valeria Solarino, Geppi Cucciari, Virginia Raffaele e Monica Scattini. E, ovviamente il protagonista maschile Fabio De Luigi e il suo collega Adriano Giannini.

Come da copione con parterre tanto affollati, più che un incontro utile a sviscerare i come e i perché del film, quello con la stampa presente è stato una sorta di extra del film, una sua appendice, nella corso della quale si sono sprecate battute, battutine, jokes e in-jokes tra le varie personalità presenti, con De Luigi come sornione e quasi riluttante protagonista, due  comiche come Raffaele e Cucciari a fargli da spalla e l’orchestrazione sapida di un Veronesi vagamente cardinalizio e compiaciuto al centro della scena.

Eppure, o proprio per questo, è stato proprio Veronesi quello che ha rilasciato le uniche vere dichiarazioni relative a questo suo film che, come da titolo, si premura di andare a raccontare il tema sempiterno e universale della (im)possibilità dell’amicizia tra uomo e donna. Con, spiega il regista nel pressbook “la forma tipica della commedia realista, mantenendo però gli standard di comicità che di solito metto nei miei film.”
“L’idea del film nasce anni fa, assieme a Francesco Nuti,” ha raccontato il regista. “Francesco non concepiva proprio l’idea di poter essere amico di una donna, anche se questa magari non gli piaceva. E allora qualche tempo fa avevamo pensato di fare questo film insieme: poi è andata come è andata.” Con Nuti, però, del progetto Veronesi non ha parlato quando lo ha ritirato fuori dal cassetto, perché “il mio rapporto con lui oggi è diverso, e non voglio parlare di lavoro e di cinema con lui.”

È stato l’incontro con Fabio De Luigi a spingere Veronesi a girare Una donna per amica. “Quando lo ho conosciuto,” ha spiegato, “ho capito che era perfetto per questo ruolo: aveva la faccia del mio migliore amico ideale. Poi subito dopo ho scelto Laetitia: mi piaceva l’idea che Claudia, il suo personaggio, fosse straniera, e li ho messi assieme per raccontare la storia.”
E cosa pensa Veronesi del tema del film? “Penso che l’amicizia uomo-donna sia difficile, anche perché fosse davvero pura, c’è sempre l’ingresso di altri uomini e donne che sono portatori e poratrici di gelosie. Il tema per me me è molto interessante, c’è anche una trasmissione tv americana che si chiama Friend Zone e che l’affronta settimanalmente. Sono quasi sempre gli uomini ad innamorarsi delle loro amiche, che poi spesso così si sentono tradite. Nel film ho cercato di raccontare tutto questo con leggerezza, ma anche con una profondità che si esprime soprattutto attraverso il personaggio di Claudia, sul quale abbiamo lavorato molto con Laetitia.”

La Casta ha raccontato di credere nella possibilità dell’amicizia pura tra donne e uomini, anche se ha specificato di non averla mai provata sulla sua pelle. “È un po’ il fantasma di noi donne, un ideale irrealizzato, quello di trovare un amico che sia davvero disinteressato,” ha dichiarato. E, nel suo caso, non stentiamo a credere alle sue difficoltà.
De Luigi, col sorriso, ha detto che è stato proprio sul set del film, con la Casta, che ha avuto reale esperienza della possibilità dell’amicizia tra un uomo e una donna, aggiungendo di essersi trovato bene con la collega francese “anche perché è una cazzuta. Ha preso il film e il ruolo con la giusta serietà e col giusto piglio. È stata addirittura più rompiscatole di me nella puntigliosità, nel voler ripetere le scene e via dicendo.”
“Quando ho letto il copione ho trovato la storia del film molto universale,” ha ripreso Laetitia Casta, “e mi è piaciuto perché parla di questioni molto attuali riguardo l’amore oggi: un amore che sembra dover andare sempre velocissimo, senza mai avere la possibilità di fermarsi a riflettere. Claudia, in fondo, è una ragazza fragile e piena di paure. Credo che la battuta del film in cui dico che l’Italia è un molto complicata per i sentimenti, in realtà non riguardi solo questo paese. Io poi sono corsa, e i corsi come gli italiani hanno dei sentimenti molto passionali, molto forti: un atteggiamento che appesantisce e che porta via la libertà.”

Una donna per amica è tutto ambientato in una Puglia cartolinesca, con esterno girati tra Trani e il Salento. “Ho scelto Trani perché penso che sia una delle più belle città d’Europa," ha raccontato Veronesi. "Ha una dimensione a misura d’uomo e monumenti meravigliosi; e poi c’è il mare, che per me è una grande passione. Il Salento non l’avevo mai visitato, ma mi hanno talmente sommerso di commenti su quella zona di recente che non potevo non considerarlo per il film. Dopo i primi sopralluoghi mi sono reso conto che il Salento è davvero estremo, un luogo estremo perfetto per raccontare una storia anche lei a suo modo estrema. E poi non dimentichiamoci che Domenico Procacci, il mio produttore, è pugliese.”

A proposito di produttori, Giovanni Veronesi non ha mancato l’occasione di chiudere l’incontro con la stampa lanciando una frecciata a suoi vecchi partner di lavoro. Parlando delle grandi mangiate che tutto il cast si faceva durante le riprese in Puglia, e del fatto che veniva frequentemente rimpinzato di cozze pelose dal padrone della casa che aveva preso in affitto, Veronesi ha raccontato di essersi chiesto, a un certo punto, dove avesse preso gli anticorpi necessari ad ingurgitare una tale quantità di bivalvi senza conseguenze gastro-intestinali: “Ci pensato ho un po’ su, poi ho trovato la risposta: gli anticorpi me li han fatti 20 anni di lavoro con Cecchi Gori e 10 con De Laurentiis.”
Chissà se gli interessati risponderanno o meno.




  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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