Un nemico che ti vuole bene fra commedia, realismo e drammaticità: Diego Abatantuono e Sandra Milo protagonisti a Locarno

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 Un nemico che ti vuole bene fra commedia, realismo e drammaticità: Diego Abatantuono e Sandra Milo protagonisti a Locarno

Un uomo guida in una notte di pioggia quando si trova davanti un uomo ferito. Lo aiuta, salvandolo da una ferita d’arma da fuoco, scoprendo che è un killer della mafia locale, che a quel punto insiste per poter ricambiare il favore offrendogli i suoi servigi, proponendogli di uccidere un suo nemico. È una storia realmente accaduta, una quindicina d’anni fa, in Georgia e raccontata da un uomo al polacco Krysztof Zanussi, portata ora sullo schermo dallo svizzero vallese di origine italiana Denis Rabaglia

Un nemico che ti vuole bene è il frutto di molte riscritture di quell’idea di partenza, presentato in Piazza Grande al Locarno Festival 2018, in attesa di arrivare nelle sale italiane a ottobre, distribuito da Medusa. Ambientazione per lo più italiana, nello specifico a Bari, presenta Diego Abatantuono nei panni del professore di astronomia protagonista, a cui l'irruzione del killer nella sua vita causerà la progressiva consapevolezza che nella sua famiglia tutti nascondono in realtà qualcosa, arrivando addirittura a farlo pensare di aver trovato un nemico nelle mura di casa. Fra i suoi cari Sandra Milo, nel ruolo della madre, presente insieme a regista e protagonista all’incontro con la stampa presente in Ticino.

“Il nemico è dietro l’angolo”, ha dichiarato Abatantuono, “tutti sono amici ma tanti sono nemici, magari cerchi il nemico all’esterno delle mura e invece te lo trovi in casa, è questa la storia che racconta questo film. Fortunatamente io nella vita la famiglia me la sono fatta da solo e sono convinto che non ci sia tutta questa cattiveria, ma all’esterno nel quotidiano, nel lavoro, c’è una costante aria rancorosa. La cosa più forte del film è proprio il capovolgimento per cui il nemico diventa amico e i parenti sono nemici. Il mio personaggio è stanco, va avanti con la stanchezza del criceto nella ruota, si è fatto una ragione delle angherie che ha subito, ma forse gli serviva qualcosa di straordinario per dare un colpo di reni alla sua vita.”

Parlando di cattiveria, la Milo ha una ricetta difensiva. "Quando incontro una persona cattiva, cancello la sua faccia presente e me lo immagino bambino, magari un tesoro molto amato dalla madre che vive in un ambiente protetto e molto diverso. Così cerco di cancellare la cattiveria, di non farmici avvicinare. Nel film ho un figlio bellissimo”, dice scatenando la battuta di Abatantuono: “con l’età si perde la vista”, a cui la Milo risponde convinta: “la bellezza è armonia e Diego è estremamente armonioso. Sono una mamma cattiva, che ama il bridge e le sue sigarette schifose (‘è un po’ una stronza’, interviene ancora il Diego nazionale). Il figlio è buono e lei lo usa come un oggetto di proprietà, mentre lui nella sua infinita bontà si lascia usare da tutte le donne della sua famiglia, dalla moglie, dalla madre, dalla figlia.”

Un incontro stampa diventato presto un palcoscenico per il consueto spettacolo nello spettacolo di Abatantuono, abituato a trasformare eventi del genere un one man show. Ma questa volta Sandra Milo gli ha tenuto testa, con il suo solito candore sul filo dell’ironia e dell’inopportunità. “Volevo ringraziare Denis Rabaglia, il regista. Non è che mi aspettassi granché (‘neanch’io’, fa eco per una risata generale Abatantuono), invece è stata una sorpresa bellissima, ho scoperto che era un regista che aveva molto pensato al film e quindi sapeva quello che voleva e quello che doveva chiedere agli attori. Ha avuto qualche scontro con Diego, sono due personalità molto forti ed è normale, ma alla fine hanno trovato sempre un accordo. Non vi dico chi vinceva [ride]. Invece poco fa qualcuno mi ha detto che il film gli ha ricordato Kafka, che questo nemico potrebbe essere una proiezione del protagonista. È interessante come sia un film che fa pensare, che ti spinge a non accettare la tesi presentata, ma stimola la fantasia e l’intelligenza delle persone, mi sembra un buon risultato.”

Un nemico che ti vuole bene ha una struttura particolare, che ha richiesto a Diego Abatantuono un lavoro di cucitura. “Un film, per me, più è semplice e più diventa importante, quando gli intrecci si sovrappongono si perde la sostanza. La cosa più interessante di questo film era la contrapposizione fra la bontà apparente e quella reale. Il mio compito era cercare l’ironia, mia cifra da sempre, senza perdere il realismo e mantenendo la drammaticità della storia. Molti confondo la comicità con la commedia, se fai un film comico e fai ridere hai ottenuto il tuo risultato. La commedia, in particolare quella all’italiana, è una storia, che può essere brillante in certi momenti, con passaggi dal comico al drammatico, che fa piangere e ridere. Il cinema è una delle forme d’arte più affascinanti perché è il lavoro di tante persone, ognuno fa bene il suo e il regista mette tutto insieme."

Un nemico che ti vuole bene sarà nelle sale italiane dal 4 ottobre, distribuito da Medusa.




Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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