Interviste Cinema

Un Natale stupefacente: i protagonisti presentano il cinepanettone 2.0

Lillo e Greg, Ambra Angiolini, Paolo Calabresi, Paola Minaccioni, Riccardo De Filippis e Volfango De Biasi in conferenza.

Un Natale stupefacente: i protagonisti presentano il cinepanettone 2.0

Ultimo nelle presentazioni, tra i tradizionali appuntamenti natalizi italiani, arriva quello che possiamo definire come il Cinepanettone 2.0., un nuovo inizio per la serie iniziata da Aurelio De Laurentiis ben 31 anni fa. Dopo avere tentato negli ultimi due anni la carta del film a episodi, quest'anno la Filmauro affida la regia a Volfango De Biasi e punta tutto sull'esperienza e sull'accertato carisma comico di una coppia affiatata come Lillo e Greg, affiancando loro un gruppo di attori davvero bravi.

Al centro di Un Natale stupefacente c'è per la prima volta un bambino - il piccolo ma bravissimo Niccolò Calvagna - in una storia tra il surreale e il fiabesco che non è mai volgare e punta su una comicità di situazione più che sulle gag. A presentarla alla stampa romana in una nutrita e divertita conferenza stampa c'erano quasi tutti, a partire da Aurelio e Luigi De Laurentiis, dal regista e dagli attori, Lillo e Greg, Ambra Angiolini, Paola Minaccioni, Paolo Calabresi e Riccardo De Filippis (che nel film fa coppia col suo sodale di Romanzo Criminale e della webserie Super G, Francesco Montanari).

Apre l'incontro Aurelio De Laurentiis, che su questo cambiamento ha qualcosa da dire: "Questo è il trentunesimo anno, non è la prima volta che cambiamo, già nei primi 7 anni abbiamo cambiato umore e modalità almeno 3 volte. Abbiamo fatto un salto all'epoca di Roma, poi siamo andati in giro per il mondo, poi indietro nel tempo fino alla preistoria, abbiamo cambiato cast e rinnovato in continuazione. Fare dei film a episodi è più complicato e più riduttivo rispetto al fare un film a tema unico. Lillo e Greg erano stati i veri campioni degli ultimi due Natali, abbiamo capito che su loro si poteva costruire un altro tipo di cinema ed è lì che è iniziato uno sganciamento dal passato". 

Nel film, che è una storia originale, ci sono anche riferimenti ai personaggi interpretati da Pasquale Petrolo e Claudio Gregori, in arte Lillo e Greg. Come mai?

Risponde De Biasi: "io sono un grandissimo estimatore del loro repertorio da tempi non sospetti, per due anni abbiamo lavorato su di loro e abbiamo riapprofondito il repertorio, quest'anno ho cercato di coinvolgere tutti gli attori ogni volta che facevamo una una stesura ed è un lavoro che è continuato anche sul set. Anche se il nome degli attori non compare sul copione tutti hanno contribuito".

Come è stato per Paola Minaccioni lavorare con Lillo e Greg in un film? "Loro sono sempre così, li conosco da tanto tempo e la cosa vincente che hanno è la dimensione del gioco, che mantengono molto vero, sono due eterni bambini meravigliosi, molto onesti nel loro gioco. Ho la fortuna di farlo con loro da tanto tempo ed è bellissimo poter portare questo gioco a più persone possibili".

Paolo Calabresi racconta la sua esperienza: "Quando mi hanno proposto di farlo ero al settimo cielo perché era un'esperienza che avrei fatto comunque, anche se si fosse trattato di un cinepanettone vecchio stampo. Anzi, un po' mi fa rabbia perché avrei voluto girare ai Caraibi, comunque a compensare la cosa avevo questi splendidi tatuaggi (due me li sono tenuti, sembrano proprio veri!). E' stata un'esperienza che sapevo esser giusta e gratificante, con una comicità ai limiti del surreale ma appoggiata sulla realtà".

Ambra Angiolini, capelli lunghi, bellissima e sexy nel film, commenta così la sua partecipazione: "Ci sono arrivata facendo altre esperienze, volevo proprio lavorare con Lillo e Greg. Interpretare Jenny è stato come entrare in una spa, nelle migliori condizioni, è stato bello venire trasformata nella cosa necessaria per il film. Inoltre ho una bellissima storia d'amore con Greg, bacio entrambi e posso flirtare anche con Calabresi, cosa potrei chiedere di più? Volfango è stato un ottimo direttore d'orchestra, grazie a lui (fa riferimento a una scena del film, ndr) adesso posso anche grugnire con eleganza, che non è una cosa da tutti".

Lillo ringrazia la produzione: "Era capitato fin dal primo film,  hanno avuto una fiducia immediata in noi, nonostante fossimo vergini dal punto di vista cinematografico. Ogni comico ha il suo stile con cui si trova meglio, nel nostro caso è quello un po' surreale, l'atmosfera favolistica è l'aspetto che più ci si addice e con cui ci troviamo bene. E poi non mi capiterà mai più una scena in cui una donna mi prende per i capelli e mi bacia. Del resto ho cominciato come bello al cinema e ora mi sento solo attore comico".

Riccardo De Filippis, che ha il ruolo del membro di una bizzarra coppia di assistenti sociali, definisce il suo personaggio: "diverso in tutti i sensi. Mi dispiace che Francesco non sia qui oggi, è un grande amico e compagno di viaggio. E' la seconda volta che lo bacio, è l'unica cosa drammatica del film. La nostra sfida è stata quella di rendere credibili due personaggi un po' assurdi, atipici".

Per quanto riguarda il tipo di comicità, De Biasi spiega: "Io non sono molto per la gag avulsa dal racconto ma cerco di lavorare su una comicità adatta al cast che abbiamo, cercando di dare senso alla scena e di far ridere lo spettatore senza fargli perdere l'evoluzione della storia. Abbiamo provato, fosse per me farei anche 12 letture e le filmerei in video, stavolta abbiamo fatto più di una lettura teatrale e anche se i tempi in cui si gira sono furibondi, nel nostro caso 6 settimane e 4 giorni, abbiamo sempre cercato di ritagliarci del tempo con gli attori prima di girare".

Lillo parla di modelli: "Nelle commedie francesi o americane, di Mel Brooks o degli Zucker, che abbiamo metabolizzato, c'è una certa naturalezza nell'esporre i personaggi che rende credibile anche quello che è poco credibile. Se l'assurdo è supportato da una recitazione credibile e non troppo macchiettistica ti affascina e queste sono cose che si metabolizzano da spettatore fin da bambini".

Sui personaggi femminili, De Biasi aggiunge: "Io sono figlio di una femminista e per me la donna è l'oggetto sacro ed è imprescindibile nella commedia e un personaggio femminile stereotipato per me non ha alcun fascino. Soprattutto nel 2014, quando è la donna che sceglie che film andare a vedere, è impossibile non creare delle figure femminili a tutto tondo. Per quanto riguarda il tipo di comicità, mi sembrava che le web series e quello che ci arriva dall'America avesse importanza ora, per questo si ride con e non dei due assistenti sociali. Tutti i personaggi devono raccontare una storia di sé, anche colorata in maniera fortissima, ma senza mai perdere in tenerezza".

Greg, al solito silenzioso, si anima parlando dei colleghi: "Credo che questo film colpisca tanto per la capacità attoriale che si vede, gli attori sono di una bravura spettacolare, è stato bellissimo lavorarci e vederli in azione".

Conclude Ambra Angiolini: "Nei confronti dei film che sono dichiaratamente per tutti c'è sempre un certo snobismo, la gente ti chiede "ma come, fai il film di Natale?". Io ci tengo a precisare che i film si scelgono per le storie, per il cast e per la professionalità. Il mio era un ruolo molto bello, anche esteticamente, abbiamo lavorato tutti sullo stesso livello e mi è stato chiesto di trasformarmi, cosa che ho trovato molto stimolante perché non ho nessun interesse a fare me stessa. Questo film mi ha dato la possibilità di fare bene il mio lavoro, è questo il dato importante".

Un Natale stupefacente arriva domani nelle sale italiane, pronto alla sfida con gli altri colossi delle feste, su 650 schermi.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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