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Un confronto di attrici - Olivier Assayas parla del suo Sils Maria con Kristen Stewart e Juliette Binoche

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Il film presentato a Locarno 67

Un confronto di attrici - Olivier Assayas parla del suo Sils Maria con Kristen Stewart e Juliette Binoche

Girato a poche valli di distanza dalle montagne locarnesi, il film di Olivier Assayas Sils Maria fa quasi una tappa obbligata al festival dopo essere stato presentato, con ottima accoglienza ma nessun premio, allo scorso Festival di Cannes.

La storia è quella di Maria Enders - attrice dalla grande carriera, una diva del cinema europeo – e dell’efficiente assistente Valentine, americana e poco più che ventenne. Quando una giovane attrice interpreterà il ruolo che l’ha resa famosa, in uno spettacolo teatrale in cui lei asseconderà il passare del tempo indossando invece i panni della sua vecchia antagonista, la sua vita e la sua carriera prenderanno direzioni impreviste.

Ambientato in buona parte a Sils Maria, sulle pendici del Passo Maloja, è stato un film nato per caso, come ha detto Olivier Assayas incontrando la stampa a Locarno. “Ho scelto l’Engadina perché degli amici ci vanno regolarmente e mi è capitato di essere invitato. Ho molto camminato, cosa che fa bene alla salute. Una mattina mi sono svegliato e ho visto passare una nuvola molto particolare lungo il fianco della montagna. Qualche settimana dopo ho visto in dvd Le phenomène nuageux de Maloja, un film muto di Arnold Frank, pionere del cinema di montagna. Al di là della notevole bellezza del documentario, mi sono reso conto che erano le nuvole che avevo visto a Sils Maria”.

Un film che nasce dall’amicizia lunga anni del regista con Juliette Binoche. “In quel periodo stavo preparando un film che ruotasse intorno a Juliette Binoche, sul passaggio del tempo, con la presenza di un’attrice più giovane. Ho pensato che un paesaggio come quello dell’Engadina, abitato dai fantasmi del passato, potesse dare risonanza al tema centrale del rapporto fra queste due donne.”

Gli scenari sono di grande suggestioni, ma Assayas non aveva intenzione di fare una carrellata di paesaggi da cartolina postale. “Suono luoghi magnifici, ma abitati dalla storia, in senso positivo e negativo. Lo stesso Frank diventò un convinto nazista, al pari di Leni Riefenstahl. Le nuvole sono anche minacciose, come si capisce dal nome del fenomeno: il serpente. Il paesaggio può essere un personaggio anche minaccioso”.

Assayas e Binoche hanno debuttato insieme, nel film di André Téchiné Rendez-Vous (1985), che ha dato il via alla carriera di entrambi: di Juliette giovane attrice e del critico Olivier Assayas che in quel film collaborò alla sceneggiatura, prima di esordire con un suo film, Désordre, l’anno successivo.
Poteva essere l’inizio di una collaborazione professionale, che invece non c’è stata, ma è continuato un rapporto personale, fatto di conversazioni sul cinema.

“Ci siamo ritrovati solo nel 2008 in Ore d'estate , un film collettivo. Insomma, dopo tanto tempo solo pochi giorni di lavoro, allora questo nuovo film è nato dalla frustrazione di Juliette, che mi ha chiamato proponendomi di fare un vero film insieme che riverberasse il nostro dialogo continuo nel corso degli anni. Avevo la sensazione che mancasse qualcosa nella nostra storia comune: il senso del tempo. La commistione fra le nostre carriere parallele, un’idea transnazionale del cinema, ha portato alla realizzazione di questa storia, coerente col suo e il mio lavoro di questi anni”.

Alla nostra domanda sull’idea di coinvolgere due attrici così diverse: da una parte il cinema d’autore europeo classico e dall’altra la giovane star resa famosa dal cinema di effetti speciali, Assayas ci ha detto che “non esisteva nessuna attrice più adatta di Kristen Stewart per questa storia. Sarebbe stato folle non proporglielo. Quello che è stato sorprendente è che abbia accettato di fare un passo lei per avvicinarsi a me, per accettare. È fra le attrici più richieste di Hollywood, ha avuto l’intelligenza di andare verso un film in cui ci fosse qualcosa di nuovo da imparare. Credo le piacesse le piacesse la libertà dimostrata sempre da Juliette, mai guidata dalle mode, sempre pronta a prendere nuovi rischi. Voleva comprendere questa libertà, vedere come lavorasse giorno dopo giorno. Era affascinante vedere sul set Kristen, molto controllata e cerebrale per natura, che rifletteva molto velocemente, sapeva sempre come mettere il corpo, dire le battute, sempre con la consapevolezza dei propri limiti, ossessionata dalla spontaneità del primo ciak. Juliette le ha mostrato come si potesse continuare a cercare la spontaneità anche dopo molti ciak, andando alla ricerca di cose sempre nuove. Dopo le riprese ero sbalordito di come Kristen si fosse appropriata della maniera di essere di Juliette, di quanto avesse imparato. Del resto anche lei ha fatto delle scelte in libertà. È una ragazza con grande indipendenza di spirito, sempre vicina al cinema indipendente”.

Sils Maria verrà distribuito prossimamente in Italia da Good Films.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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