Interviste Cinema

Tornare: Cristina Comencini, viaggiatrice nel tempo della memoria, ci parla del film con Giovanna Mezzogiorno

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Abbiamo "incontrato" la regista, che insieme ai produttori, a Rai Cinema e a Vision Distribution ha deciso di far uscire il film direttamente in streaming il 4 maggio.

Tornare: Cristina Comencini, viaggiatrice nel tempo della memoria, ci parla del film con Giovanna Mezzogiorno

Quando ha presentato Tornare alla Festa del Cinema di Roma in autunno, Cristina Comencini lo ha definito il suo film più libero. Aveva ragione. Raccontando la storia di una donna che dall'America vola nella sua Napoli dopo la morte del padre, la regista si è inoltrata infatti nel tempo non lineare della memoria e ha fatto parlare il personaggio principale con la sua versione adolescente. Tornare è anche un viaggio nel rimosso e in questo senso è un thriller dell'inconscio, nel quale la protagonista ha il nome di una delle creature di una delle favole più belle di sempre, fatta di conigli, cappellai matti e regine di cuori. La Alice non del paese delle meraviglie del film è stata affidata dalla regista a Giovanna Mezzogiorno, già diretta ne La bestia nel cuore nel 2005 e ritrovata con grandissimo piacere. Attraverso la donna "interrotta" che l'attrice ci restituisce, e che incontra Vincenzo Amato, la Comencini ha potuto raccontare anche il lutto e ripensare a com'era da adolescente. 
Insieme ai produttori Lionello Cerri e Cristiana Mainardi, e a Rai Cinema e Vision Distribution, la regista ha deciso di non aspettare la riapertura delle sale per mostrare Tornare al pubblico, optando invece per l'uscita on demand, il 4 maggio, sulle piattaforme streaming Sky Primafila Premiere, TIMVision, Chili,  Google Play, Infinity, CG Digital, Rakuten TV. Ovviamente non abbiamo potuto incontrare la Comencini di persona, a causa del lockdown imposto dal Coronavirus, ma la tecnologia, o meglio Zoom, ci ha permesso di chiacchierare amabilmente con lei insieme ad alcuni colleghi. Ecco di cosa abbiamo parlato.

L'uscita di Tornare direttamente in streaming senza passare per la sala

Il film doveva uscire il 12 marzo, l'epidemia gli è arrivata letteralmente addosso. E’ stata una decisione collettiva, perché il film è nuovo, non si sa quando riapriranno le sale e soprattutto come riapriranno, e ci sarà probabilmente una ressa di film. Ho avuto la sensazione che fosse bello portarlo nelle case, io amo la sala, però ho pensato che fosse una cosa positiva farlo vedere e andare avanti.

La protesta degli artisti che si sentono ignorati

Per il momento non sentiamo parlare di cultura in generale, né di cinema né di teatro né di musica. Mi chiedo per esempio perché non si occupi questo periodo per il rinnovo e la costruzione di nuove sale. Quando è arrivata l’epidemia, già c'era stata una crisi gigantesca delle sale italiane, l'Italia è scoperta di cinema quasi interamente, da Roma a tutto il sud. Bisogna ripartire anche con le troupe. E’ necessario, insomma, fare un piano, non lo vedo ancora, sinceramente.

Viaggiare nel tempo

Tornare non è un viaggio a ritroso, è il passato che viene ad abitare il presente, anche perché solo in sistemi piccoli come la Terra esiste un passato, un presente e un futuro. Le serie già hanno lavorato molto sul tema del tempo, e anche il cinema. Mi piaceva l'idea di una donna che in una casa viene visitata dal passato, c'è un rapporto reale fra lei e la se stessa diciottenne. Il cinema in senso lato lavora sul tempo da sempre, il tempo è la materia stessa del cinema: con il capovolgimento, la dilatazione, la sintesi.

La casa al tempo del Coronavirus

Noi tutti abitavamo le nostre dimore molto velocemente, era un continuo andare e venire. Di colpo la casa è diventata un mondo in cui appaiono oggetti, ti si presentano certe cose, ti ricordi di altre. Quello che gli orientali chiamano "stare" è cambiato, e penso che questo resterà. Noi siamo la generazione che ha vissuto questa cosa, come altri hanno vissuto la guerra e la spagnola, noi abbiamo vissuto questa epidemia e forse ci aiuterà in futuro a far rallentare cose che erano troppo veloci.

Il lutto

Come Alice, io pure ho perso madre e padre. Noi crediamo che il lutto sia ripensare alla persona che è morta, invece è ripensare a noi stessi. Qui c'è un padre forte che muore, un militare, e nel ricordarlo si apre per Alice un tempo. Tutta la nostra vita è non riflettere su queste cose, noi non pensiamo mai alla morte, alla sparizione e alla perdita. Quando hai un lutto, invece, sei obbligato, e allora, pensando anche a quello che è accaduto a me, cominci ad avere un'elaborazione tua, magari pensando: ma… quella volta lì perché era così? Ma che è successo? E allora ricominci a ricostruire. Il lutto è come la memoria, è colmare certe cose. Noi abbiamo ricordi frammentari, fotografie, il lutto ti aiuta a recuperare istanti, conversazioni, ti fa ridare un nome alle cose.

Cristina Comencini donna ripensa a Cristina Comencini adolescente

La Cristina adolescente, come accade nel film, è sparita per moltissimi anni, non c'era più, io ho cercato sempre di essere più seria di quella che ero, ho cercato di avere una vita più inquadrata. La mia parte pazza è andata a finire nei film, nei libri, e invece a un certo punto è tornata, ed è da lì che è venuta l'idea del film. Quella ragazza è tornata con quella sua spensieratezza e follia, e follia erano gli anni '70, e lo sono stati per un'intera generazione. A ripensarci adesso, che siamo chiusi in queste bolle, là c'era, fortissima, l'idea del contatto, anche della sessualità, dell'incontro libero, e la ragazza del film sperimenta questo a suo danno, perché in quegli anni le donne hanno pensato di poter fare tutto, ma non era vero, perché il modo in cui gli uomini le guardavano non era cambiato. E dunque si andava incontro a cose che nemmeno si potevano immaginare.

Un thriller dell'inconscio

Un thriller dell'inconscio non può essere così chiaro come un thriller normale, realistico, perché le associazioni sono spesso inconsce, appunto, sono strane. Però abbiamo osato farlo, anche se ci sono alcuni passaggi che si intuiscono, si comprendono. Noi abbiamo cercato di privilegiare l'idea che Alice sia come un rebus, nel rebus ci sono degli oggetti che appaiono, scompaiono, delle persone, e c'è un senso, una frase, però bisogna cercarla, non è semplice. Qui segue l’emotività. Il film ha questo: se ti prende e se lo segui assecondando le emozioni, ti è chiaro tutto.

La psicanalisi

Io sono stata a lungo psicanalizzata e poi ho una esperienza molto interessante di rapporto fra arte e psicanalisi. A me interessa il procedimento interno della psicanalisi, che è molto vicino sia alla creazione cinematografica che letteraria, perché sono associazioni libere che inizialmente non sembrano finalizzate a una conseguenza concreta di comprensione, ma che piano piano arrivano a mettersi insieme e formano una storia. E’ un sistema che mi ha affascinato intanto perché mi ha curato, e poi perché trovo interessante il procedimento. Poi ho letto molto, leggo molto, non sono rimasta a Freud. Il film può portare una novità nel modo di assemblaggio di personaggi, storie e ambienti. Lynch lo fa in modo straordinario, con i suoi fantasmi precisi.

L'Alice di Tornare come quella del paese delle meraviglie

Alice nel paese delle meraviglie è un mondo prima della sessualità, il suo autore aveva una sessualità disturbata, ha creato un universo in cui la sessualità è latente e quindi Alice non è subalterna agli esseri maschili, non cerca l'amore dell'uomo, cerca la sensualità ovunque la trova, è prima dell'amore, di quell'amore fra adulti che poi inguaia la mia Alice.

Perché Giovanna Mezzogiorno

Con Giovanna ho fatto La bestia nel cuore, poi ho pensato a questo film che in fondo un po’ gli somiglia. Giovanna si è trasformata, è cambiata, ha avuto tutta una vita, i bambini, io pure, e dunque ci siamo ritrovate, in fondo il cinema è fatto anche di affettività, si creano dei rapporti. Giovanna è un'attrice drammatica fantastica. E’ molto più importante quello che pensa di ciò che dice, Giovanna pensa delle cose, tu le senti, nelle parti drammatiche riesce a darti tutto questo spessore, la paura, la timidezza, l'angoscia, la violenza.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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