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Interviste Cinema

Tiramisù: incontro coi protagonisti della commedia dolceamara di Fabio De Luigi

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Presentato alla stampa l'esordio alla regia di Fabio De Luigi, con Vittoria Puccini, Giulia Bevilacqua, Angelo Duro e Alberto Farina.

Tiramisù: incontro coi protagonisti della commedia dolceamara di Fabio De Luigi

E' stato presentato alla stampa Tiramisù, il primo film scritto e diretto da Fabio De Luigi che prende lo spunto del goloso e (in apparenza) semplice dolce che non si cucina ma si prepara, per raccontare la storia di un informatore sanitario che fa carriera nel modo sbagliato, rischiando di perdere la sua parte migliore e l'amore della sua compagna, che poi sono la stessa cosa. Al fianco di De Luigi  c'è un ottimo cast: nei ruoli principali Vittoria Puccini (la moglie), Giulia Bevilacqua (la tentazione), Angelo Duro (il cognato cinico) e Alberto Farina (l'amico depresso e sfigato).

Si parte con un'osservazione sul fatto che è un film in cui le donne hanno un ruolo importante, soprattutto la moglie del protagonista.

“E' vero – risponde De Luigi – uno dei temi importanti di questo film è proprio il fatto che ci sia una donna che mi sostiene e che è decisamente migliore di me. In genere si dice che dietro a un grande uomo c'è una grande donna, ecco, lei poteva poteva stare direttamente davanti e io avrei fatto meno danni. Il film racconta di un uomo di scarse qualità che si trova a fare una scalata incredibile in un mondo da cui all'inizio era escluso e i danni che questa scalata crea per la sua incapacità di gestire questo successo. Paradossalmente lei mi supporta quando sono in difficoltà e mi lascia quando ho successo”.

Come mai questa decisione di passare dietro la macchina da presa?
“Ero incuriosito dalla possibilità della regia ma ho sempre avuto tanti pudori rispetto a un ruolo che conoscevo poco, anche se avevo seguito con Genovesi un film fin dall'inizio e avevo voglia e curiosità di provare. Medusa mi ha proposto questa storia, ci abbiamo provato e l'importante è che sono sopravvissuto. Fare un film è incredibilmente affascinante e altrettanto difficile, è come fare un affresco, si lavora a piccoli tasselli ma nel farlo, anche se è banale dirlo, costruisci attraverso il copione un'idea di insieme. Ci sono tanti momenti in cui devi decidere improvvisamente su cose che si verificano e che non ti immaginavi - intendo problemi pratici - e devi avere la tranquillità e la lucidità di capire cosa fare per poter andare avanti. Questo porta il risultato finale ad essere imponderabile per certi versi, . Quello che fai non ha mai un risultato certo ed è la parte che trovo più affascinante di questo mestiere. Io sono un esordiente e ho cercato di raccontare una storia semplice, però con tanti personaggi e con tante facce e ho capito che come primo film era anche troppo complicato".

Vittoria Puccini risponde a una domanda sulle dinamiche di coppia nel film e nella vita:
“All'inizio lei sostiene il marito perché nella coppia ci si aiuta e ci si sostiene a vicenda, ma questa unione si rompe quando lei si accorge di essere usata da lui, per delle scelte eticamente discutibili che lui le ha nascosto. La felicità non è detto che sia nel successo se non ti riconosci più, ti trasforma, ti cambia e ti fa perdere anche la tua parte più fanciullesca”.

C'è anche un intento polemico o satirico nell'aver scelto il mondo della sanità pubblica rappresentandolo in modo negativo? De Luigi ha avuto presente o si è ispirato a Il medico della mutua con Alberto Sordi?

“L'ho scelto come ambientazione perché è come se fosse uno stagno dove un uomo come Antonio riesce a nuotare, pur senza particolari capacità. E' vero che si parla spesso di malasanità, io mi sono appoggiato a un ambiente in cui sono accaduti spesso episodi del genere per raccontare la storia, ma voglio precisare che il film non è affatto contro il nostro sistema sanitario, che anzi sostengo e difendo. Per esperienza personale posso dire di aver avuto sempre ottime esperienze in merito, ho sempre trovato medici pieni di attenzione e capacità, ringrazio che esista in questo paese una sanità pubblica di qualità.  Quando introduco il personaggio del dottor Galbiati (una piccola ma magistrale partecipazione di Pippo Franco, ndr) che è la parte sana di chi fa quel lavoro, è il mio modo per dire che non va tutto male, non c'è un intento educativo né moralistico, è solo uno sguardo verso qualcosa che esiste. E' più uno spaccato di una società dove anche un gesto innocente come quello di regalare un tiramisù può dar vita a qualcosa di imprevedibile, una cosa tira l'altra e da quello vengono fuori conseguenze inaspettate. L'accostamento con Sordi può venire naturale ma non è consapevole, non era quella l'intenzione.

Una domanda che non richiede una risposta seria: gli altri attori presenti, sostengono in genere le scelte del partner e come se la cavano in cucina e col tiramisù?

Giulia Bevilacqua: "Certo, come in tutte le coppie. Se due persone si amano è una condizione fondamentale assecondare le scelte professionali l'uno dell'altro e sostenerle per la felicità della coppia in sé. Ad esempio il mio compagno vive a Milano e io a Roma, il compromesso è vederci tre volte a settimana, una soluzione che consiglio vivamente per far funzionare le cose al meglio".

Angelo Duro, dal web e dalle Iene a questo film, in un ruolo decisamente negativo: “Non sono come lui ma mi piace raccontare le cose con cinismo, basta col buonismo! Grazie al mio personaggio mi piace poter dire le cose come stanno senza girarci troppo intorno. Con la mia ragazza tutto bene. E l'altra domanda qual era? Ah, come me la cavo in cucina. Mi sembra di stare dalla Parodi, io cucino tanto, so fare il tiramisù e i cannoli.

Conclude con una battuta Alberto Farina, il comico romano che si è fatto conoscere a Colorado:
“Io sono molto disordinato e non ho il permesso di entrare in cucina perché combino casini, per questo la mia ragazza ha emesso un ordine restrittivo che mi impedisce di entrarci. Il tiramisù lo so fare perché ho vissuto tanto tempo da solo e dunque se non me lo facevo da solo non lo mangiavo. Quanto al sostegno tra partner, uno si fidanza e che fa, spezza le gambe all'altro? Mi sembra una cosa normale. Credo comunque che Fabio non appena ha pensato al personaggio di Marco mi abbia chiamato perché ha capito che io sono esattamente come lui, non ho mai avuto il senso degli affari: non riuscivo a farli nemmeno quando spacciavo”.

Tiramisù arriva in sala distribuito da Medusa Film il 25 febbraio.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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