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Interviste Cinema

This Is Me... Now, Jennifer Lopez sul film: "Un messaggio più grande del solito video"

Abbiamo incontrato in conferenza stampa Jennifer Lopez e il producer Dave Meyers, coautori di This Is Me... Now: A Love Story, dal 16 febbraio su Prime Video in streaming. Un video musicale di un'ora? O un musical breve? Entrambe le cose, per un esperimento sul quale J. Lo si è intestardita.

This Is Me... Now, Jennifer Lopez sul film: "Un messaggio più grande del solito video"

Dal 16 febbraio sarà disponibile su Prime Video in streaming l'ultima fatica di Jennifer Lopez, cioè This Is Me... Now, che condivide il titolo con l'omonimo album in uscita contemporanea (il nono della sua carriera, "sequel" dichiarato di This Is Me... Then del 2002). Ma di cosa si tratta esattamente? Non è così semplice descriverlo, e ci hanno provato in conferenza stampa la stessa J.Lo e il suo producer/regista Dave Meyers. Un'ora di video musicali uniti tematicamente? Un musical? Entrambe le cose? 

This Is Me... Now, Jennifer Lopez racconta la sua dipendenza... dal sesso? No, dall'amore!

È comprensibile che This Is Me... Now sia definito da Prime Video, che lo pubblicherà in streaming il 16 febbraio, come un "cinematic original", perché in effetti non è un film. Ma non è nemmeno un video musicale, piuttosto è una fiction semiautobiografica inframmezzata da video di stile diverso, legati dallo stesso tema che regge il nuovo album omonimo. Una mossa inusuale nella quale Jennifer Lopez ha creduto moltissimo: "Volevo farlo, volevo cogliere un momento della mia vita, sapevo che era una cosa surreale, ma ho fatto l'album e ho pensato che ci fosse qualcosa di più grande da fare, non il solito video, c'era un messaggio più grande. Ne ho parlato con Dave [Meyers, producer e regista del film, ndr], non sapevo esattamente come procedere, era una cosa mai fatta prima in questo modo, non è proprio un film e non è proprio un video...."
This Is Me... Now mette in scena una versione semirealistica di Jennifer, che passa da un uomo all'altro in cerca non del sesso ma proprio dell'amore, un amore che si è spezzato anni prima: la prima rottura con Ben Affleck viene messa in scena "metaforicamente", come spiega Dave Meyers, poi la J.Lo del film attraversa vari stati d'animo, confrontandosi con gli amici e il suo analista, che vogliono difenderla dal suo farsi del male. In nome dell'amore vero. "C'è sempre stato un po' della mia vita nei miei lavori, le tue esperienze devi metterle in gioco, era un momento di svolta nella mia vita, come artista e persona ho finalmente capito bene cosa so fare, ho messo tutto in un film. Ci sono parti 'meta', ma non c'è proprio la realtà. Alcune cose le abbiamo cambiate per il bene della narrazione, volevamo che fosse realistico e allo stesso tempo magico e surreale. [...] Io  ho lavorato davvero in una fabbrica!"
È stato proprio quell'amore vero ritrovato, Ben, ad avanzare dubbi sul progetto. Meyers racconta: "Più il progetto sembrava impossibile, più lei si accaniva: Ben ci diceva che non si poteva fare, lei diceva il contrario, poi lei e Ben sono andati in giro per trovare finanziamenti, alla fine l'ha finanziato lei stessa, l'abbiamo fatto da soli".

This Is J.Lo... Now!

Il producer Dave Meyers, che in questo caso si è occupato anche della regia, è un collaboratore storico di Jennifer Lopez, ed è normale paragonare questa J. Lo a quella che era allora. "Ne abbiamo discusso, ti sei anche messa a cantare!", scherza Dave con Jennifer. "Questo è un racconto che copre vent'anni, che abbiamo esplorato insieme. È sempre stata una che lavora sodo, ma l'ho ritrovata più Luke del Ritorno dello Jedi, non il Luke di Guerre stellari! Ora sa mostrarsi vulnerabile, è più forte e coraggiosa, più aperta nel mostrarsi. Ambiziosa sì, in quello è rimasta sempre uguale!" Jennifer sorride e inquadra l'amico a questo punto come il suo Yoda!
"Abbiamo dovuto costruire un copione per far capire cosa volevamo fare", spiega J. Lo, che ha scritto la sceneggiatura con Matt Walton. [...] È stato Ben a suggerirmi di assecondare la mia voglia di scrivere, dirigere, produrre, perché... già lo facevo. Questo lavoro chiude per me un capitolo e ne apre un altro, accetto più me stessa. Solo per il fatto di essere stata sincera, mi sono sentita più sicura."

This Is Me... Now, la sfida produttiva

Oltre alla difficoltà di spiegare a tutti cosa fosse This Is Me... Now, a partire dalla troupe per arrivare agli attori e alle attrici (che per ragioni di tempistiche strette hanno interpretato i loro ruoli spesso separatamente), c'era da organizzare una post-produzione complicata: "La CGI è stata completata a tempo di record", riflette J. Lo: "È stato bellissimo passare dalle riprese in green screen a quello spettacolo, certo un budget sostenuto c'era, ma non era una roba da 50-60 milioni di dollari!"
La produzione è stata complessa anche per i diversi approcci, dettati dal pezzo che di volta in volta veniva messo in scena: "Ogni canzone è come un film a sé stante, ha una sua personalità, ho usato diversi coreografi e li ho scelti personalmente." Le ispirazioni sono state tante, cominciando dalle più ovvie come Cantando sotto la pioggia (s'intuisce dall'immagine che abbiamo scelto per questo articolo!). "Io sono una grande fan dei musical, ci sono cresciuta, poi c'è stata l'MTV degli anni Ottanta e Novanta... abbiamo fuso tutto insieme. Amo Funny Girl, West Side Story, Capobanda, i film Disney, oltre al fatto che amo anche recitare. Qui cercavo l'epica, oggi si può fare tanto anche con pochi soldi, ma nella Golden Age dei video musicali c'era più immaginazione". Meyers estende le ispirazioni anche a The Wall dei Pink Floyd, Hair e al lavoro svolto da Julie Taymor in Across the Universe.

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