Interviste Cinema

The Nice Guys: Ryan Gosling e Russell Crowe a Roma, il nostro incontro con i due attori

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In conferenza stampa con loro, il regista Shane Black e il produttore Joel Silver.

The Nice Guys: Ryan Gosling e Russell Crowe a Roma, il nostro incontro con i due attori

Dalla Croisette al Colosseo. Il tour promozionale dei Nice Guys si ferma a Roma "casa spirituale del Gladiatore", come ha detto scherzosamente in italiano Russell Crowe salutando il pubblico alla première del film. L’attore è di ottimo umore così come lo è il collega Ryan Gosling, ma mentre il primo tende a mostrarlo esplicitamente, il secondo si nasconde dietro sorrisetti beffardi e quella che può essere timidezza o un saggio risparmio di parole. Con loro in conferenza stampa, il regista e sceneggiatore Shane Black e il mitico produttore Joel Silver, gente che dagli anni ottanta contribuito in modo determinante nel genere degli action movies (un titolo su tutti, Arma letale).

The Nice Guys è una commedia noir ambientata negli anni 70 in cui Crowe e Gosling sfoderano generosamente anche il loro repertorio comico. “Shane è stato il maestro, questi personaggi erano così già sul copione, non abbiamo preso spunto da altre coppie della commedia cinematografica” dice Ryan seguito a ruota da Russell, “Shane ci ha dato molta libertà rispetto allo script che lui stesso aveva scritto e questo significa che aveva molta fiducia in noi e nonostante avessimo ben presente i film delle coppie comiche del passato, abbiamo mirato a un obiettivo diverso”.

Riguarda al registro del film che non teme variazioni di tono, Gosling spiega di cercare sempre lo humour nel dramma e “non capisco perché debba esserci spesso un’asportazione chirurgica delle parti più umoristiche nei film drammatici. A volte si girano scene più leggere, ma finiscono inevitabilmente tagliate al montaggio. In questo film Shane era aperto a esplorare entrambe gli aspetti, oltra alla comicità fisica”. Lo stesso Black interviene sottolineando che “è un grave errore pensare di realizzare film con un unico tono… i migliori film per me variano il tono a storia in corso”. Anche Crowe si dimostra aperto quando, parlando del suo lavoro, racconta che “il bello sta nella possibilità di cambiare e interpretare ruoli diversi rispetto alla tua età. Ci sono attori che rimangono intrappolati nel loro aspetto, per me invece non è un problema cambiarlo, non mi pongo il problema. Io accetto e scelgo i ruoli come ho sempre fatto, se la sceneggiatura mi prende allora entro nella storia”.

Non può non arrivare la domanda “come ci si sente a essere un sex symbol”, indirizzata a Ryan Gosling ovviamente. Lui sghignazza e risponde “ci si sente bene, mi piace questa definizione”. Ride anche Russell Crowe che in parte lo prende in giro, ma tiene a mettere in chiaro le altre qualità del collega più giovane. “Vedere la serietà con cui Ryan affrontava il suo ruolo ha arricchito il lavoro, abbiamo parlato tanto su come collaborare e per questo lo rispetto molto”. Altri scambi di battute tirano in ballo Joel Silver, preso di mira dagli attori. “Se andate online” consiglia Ryan, “potete trovare un video in cui Joel sgrida me e Russell perché non twittiamo abbastanza ed è una performance fantastica… e qualunque cosa noi facessimo davanti alla macchina da presa, non aveva pari rispetto a quello che Joel faceva fuori dal set”. Russell rincara l’ironia, “forse non sapete che l’Academy inaugura una nuova categoria per gli Oscar del prossimo anno, miglior attore nei social media”.

Nonostante il film sia centrato sui personaggi dei due protagonisti, ci sono una serie di personaggi femminili non scontanti che portano avanti la storia in modo determinante. Shane Black specifica che “le donne di questa storia vivono nella migliore tradizione del film noir, in cui c’è un’accesa paranoia tra i due sessi. Per me questo film è una fiaba, una sorta di storia moderna di cavalieri che cercano di salvare la dama in pericolo sullo sfondo di una città corrotta”. Nella vita reale “l’equilibrio tra in una coppia si raggiunge quando l’uomo e la donna si rispettano a vicenda. Se c’è una leadership da una parte o dall’altra, le cose non vanno mai bene”, chiude il discorso Crowe.

Un’altra inevitabile domanda interessa il futuro Ryan Gosling, in particolar modo il sequel di Blade Runner in cui l’attore avrà un ruolo da protagonista. “Vedi lassù? C’è un cecchino e se parlo di questo film faccio una brutta fine. Però inizieremo presto”.  Nel futuro di Russell Crowe c’è invece il Dottor Jekill e l’attore precisa che si tratterà di un piccolo ruolo nel film La mummia, primo film di un possibile universo di mostri anni 40 e 50 al quale Universal vuole dare una nuova vita. Rispetto al criticato riciclo delle idee di Hollywood, Crowe sostiene che “se si pensa al teatro, un anno sì e uno no, o forse tutti gli anni, qualcuno sale sul palco e interpreta l’Amleto, mentre nel cinema questo sembra essere un problema”. “Le risorse vengono investite su un’idea conosciuta, sulla quale si interviene a livello creativo” continua Crowe, “non vedetela tanto dal punto di vista di Spencer Tracy, ma vedetela come il personaggio di Beautiful Mind, cercando di seguire il percorso dei personaggi”.



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