Interviste Cinema

The Last Witch Hunter: la nostra intervista al protagonista Vin Diesel

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La star ha parlato a ruota libera del suo nuovo film, del suo desiderio di dirigere Hannibal e del dolore della perdita...

The Last Witch Hunter: la nostra intervista al protagonista Vin Diesel

New York, 11 ottobre 2015

La stanza del Four Season Hotel è gigantesca. E vuota.

E’ quindi il silenzio più totale che viene rotto da una specie di suono roboante: “Se non ti dispiace vorrei stare in piedi durante l’intervista, sono stato seduto tutto il giorno…”Così si presenta Vin Diesel, impeccabile nella sua ormai iconica camicia attillata. E' venuto per parlare del suo nuovo fantasy-action The Last Witch Hunter, nelle sale dal prossimo 29 ottobre.

Fin dalle presentazioni si capisce immediatamente che è lui a volere il controllo della situazione, a pilotare l’intervista. La prima domanda infatti la pone proprio Diesel: “Hai visto il trailer prima di vedere il film? E come pensi sia venuto? ” . “Vedo sempre i trailer dei film per capire come cercano di venderlo al pubblico. Per quanto riguarda The last Witch Hunter mi aspettavo forse più scene ambientate nel passato…”“Interessante…- sorride - L’ho fatto in parte per mostrare al pubblico un volto diverso di Vin Diesel dentro un film nuovo e originale. Per la prima volta ho potuto lavorare su una storia che in qualche modo ricorda i viaggi fantastici che facevo da bambino. Un po’ come i giochi di ruolo a cui ancora oggi sono molto affezionato.”

 

Cosa l’ha interessata maggiormente del personaggio di Kaulder?

Prima di tutto il fatto che ha ottocento anni, è stata una sfida molto emozionante. Pensaci, come attore ti arriva questo script che dice che sei immortale: cosa puoi fare per renderne la forza? Devo raccontarti questo: lo sceneggiatore originale Cory Goodman ha visto la prima proiezione in assoluto e poi mi ha chiamato dicendo: “Sapevi già che quando ho scritto il film avevo te in mente per il ruolo di Kaulder. E per uno sceneggiatore a Hollywood che scrive per un attore specifico, è molto raro che poi riesca a vederlo nella parte. Sono così felice di vedere la persona per cui ho scritto il film recitare sul grande schermo. Ma ciò che trovo più soddisfacente è che quando guardo negli occhi di Kaulder vedo veramente qualcuno che ha vissuto per ottocento anni…” E questo è stato il miglior complimento per me, perché era ciò da cui ero attratto, l’idea di impersonare un uomo che capisci ha viaggiato nel tempo così tanto. Una battuta nel film recita: “Di cosa ho paura io? Nulla!” perché ha già visto tutto. E’ sopravvissuto a tutto.

 

Sente di avere dei tratti in comune con Kaulder?

Certo. All’inizio mi sono concentrato sulla sua solitudine. Una delle mie scene preferite è quando Chloe, il personaggio interpretato da Rose Leslie, sintetizza la sua vita con una sola parola: solo. All’inizio pensavo che vivere per sempre non fosse una maledizione, poi pian piano lavorando sul personaggio ho iniziato a immaginare quante persone ha dovuto vedere morire nella sua vita. Quante persone che ami devi perdere prima di iniziare a sentirti solo? Questo aspetto malinconico mi ha affascinato.  Nel Silmarillon Tolkien ha creato un mondo in cui leggiamo di uomini ed elfi. E l’entità che regge questo modo, siccome gli uomini solo i suoi preferiti, gli ha regalato il dono della mortalità.

 

Anche se si tratta di un film fantastico c’è un lato più leggero in The Last Witch Hunter, qualcosa che non vediamo spesso nei suoi film…

Sono contento che ciò traspaia. Il 2014 è stato l’anno più difficile della mia vita. Il più pesante, perché cercavo costantemente di mascherare il mio dolore. In ogni momento della mia giornata, anche quando ero con i miei figli, tentavo di nascondere il fatto che stavo soffrendo, la mia malinconia. Non è una coincidenza che abbia interpretato un personaggio che possiede lo stesso dolore interiore. Nella prima scena vediamo Kaulder e Dolan, interpretato da Michael Caine. Quest’ultimo cerca di parlare seriamente al protagonista, che però si rifiuta di aprirsi, e spinge la conversazione si toni più leggeri. Come facevo io. Ma alla fine della scena ci accorgiamo che Kaulder è profondamente ferito, e ciò la rende ancora più importante.

 

Come si nasconde un simile stato di dolore?

Crei un falso senso di serenità. In poche parole reciti. Sarebbe stato molto meglio lasciar trasparire il proprio disagio. Perché i ricordi, per quanto belli, trattengono il dolore e quindi a un certo punto bisogna metterli da parte. In fondo è il percorso che Kaulder inizia nel film, è la sua evoluzione.

 

Poco fa ha citato Michael Caine. Come lo ha convinto a recitare in The Last Witch Hunter?

Siamo amici da quindici anni circa, sono anche stato alla sua festa per il settantesimo compleanno. Quando vado a Londra ci vediamo sempre per cena, lo stesso avviene quando lui viene negli Stati Uniti. Quando l’ho chiamato per offrirgli la parte pensava si trattasse di Fast and Furious e mi ha risposto che non aveva nemmeno la patente di guida…Quando ha avuto lo script si stava concedendo una pausa, ma ha detto che il personaggio era un ruolo che non poteva rifiutare. La Lionsgate si è detta d’accordo quando ho chiesto di espandere il ruolo di Dolan appena per Michael, perché all’inizio aveva solo poche scene. Pensa che all’inizio volevo prendermi un anno di pausa dopo Fast and Furious 7, ne avevo bisogno. Ma quando mi hanno detto che Michael era a bordo di The Last Witch Hunter ho deciso di girarlo subito.

 

Possiamo dire che il film non sarebbe esistito senza di lei?

Se proprio vogliamo dirlo…

 

In passato ha lavorato con grandi registi come Steven Spielberg o Sidney Lumet. Ce n’è un altro con cui vorrebbe collaborare?

Se avessimo avuto quest’intervista lo scorso anno avrei detto che mi sarebbe piaciuto lavorare con Ang Lee. Sono felice di poter dire che quest’estate ho avuto esaudito il mio desiderio, ho girato con lui in Marocco un film che s’intitola Billy Lynn’s Long Halftime Walk. E’ una grande sensazione quando a livello professionale desideri veramente qualcosa e poi si avvera. E’ stato bellissimo.

 

Lei ha diretto un film intitolato Strays nel 1997. Le piacerebbe tornare dietro la macchina da presa?

Da morire. Mia madre vorrebbe che dirigessi tutti i film che interpreto. Ma dico a te quello che dico sempre a lei: “Mamma, sto ancora aspettando di dirigere Hannibal !” Eccome se sto aspettando! Sono ancora fiducioso, non vedo l’ora di avere un’intervista come questa in cui parleremo di Hannibal. Quel giorno verrà. Ogni volta che creo una trilogia o inizio un franchise per una Major mi avvicino di un passo a questo sogno…

 

State già pensando a un sequel di The Last Witch Hunter?

Credo che la Lionsgate ci stia pensando. Mentre giravo una scena con Michael Caine sono venuti nel mio camper e mi hanno detto che volevano sviluppare un altro film, senza neppure aspettare il risultato di questo. Stiamo già immaginando come potrebbe essere il prossimo capitolo, in parte anche perché penso che due ore sole non sono abbastanza per raccontare pienamente l’universo che abbiamo creato. Questo lungometraggio potrebbe davvero essere l’introduzione a un nuovo mondo e una nuova mitologia…




  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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