Interviste Cinema

Superare la crisi mantenendo il senso della festa: Eric Toledano elogia la commedia e racconta C'est la vie.

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Presentato alla Festa di Roma è il nuovo successo degli autori di Quasi amici.

Superare la crisi mantenendo il senso della festa: Eric Toledano elogia la commedia e racconta C'est la vie.

Risate e applausi finali alla Festa di Roma C'est la vie, nuovo film della coppia d’oro della commedia sociale francese, quella composta da Eric Toledano e Olivier Nakache, già trionfatori anche da noi con Quasi amici. Per una volta hanno (apparentemente) lasciato da parte le tematiche sociali, dalla parte dei più poveri o degli stranieri, per raccontare un matrimonio. Evento corale per eccellenza, come il loro cinema, in cui si incrociano molti personaggi alle prese con l’organizzazione della festa in onore di due novelli sposi in un sontuoso castello della provincia parigina. 

La compagnia è assortita tanto quanto quella degli attori: dal protagonista Jean-Pierre Bacri, il proprietario dell’agenzia, a Gilles Lellouche, da Vincent Macaigne a Suzanne Clément. C’è anche l’emergente Eye Haidara, assistente del capo dalla parolaccia facile con ambizioni di carriera, presente oggi alla Festa di Roma insieme a Eric Toledano.

Quest’ultimo ha subito voluto precisare la sincera gioia di presentare il film in Italia, “quando vengo qui mi sembra sempre di essere in un film”, confermando quanto già detto altre volte, da lui e da Nakache: il loro cinema deve molto alle commedie italiane degli anni ’60 e ’70. “Abbiamo visto tutti i film con Manfredi, di Ettore Scola, Dino Risi. Non conosco la vostra commedia di oggi, ma quei film hanno rappresentato il punto in comune fra noi due. In particolare Profumo di donna ha molto influenzato Quasi amici, amo il modo in cui parla della società com amore, tenerezza, emozione e generosità, e poi ha una bella musica di Armando Trovajoli. Abbiamo raccontato problemi reali, dal punto di vista di un piccolo imprenditore, cosa rara nel cinema francese, dove di solito si parla di poveri o di grandi padroni, mentre Bacri è a capo di un’impresa famigliare, dove assume qualche parente e ha una relazione affettiva con il suo personale. Abbiamo cercato un realismo poetico, siamo convinti che la commedia possa ridivenire un genere nobile, superando qualche eccesso recente di banalità e volgarità. Come diceva l’umorista Wolinski, ucciso nell’attentato di Charlie Hebdo, “l’umorismo è il cammino più breve fra un uomo e un altro”.

Proprio mentre C’est la vie festeggia il superamento della soglia di due milioni di spettatori, Toledano riconosce le somiglianze fra l’organizzazione di una festa di matrimonio e il set di un film. “Abbiamo mostrato tutto quello che di solito non si racconta, ancorandoci alla normalità più banale, mantenendo lo spirito della festa, come sottolinea il titolo originale, Le sens de la fête. Uno spirito da mantenere quando niente va per il meglio e il mondo è un disastro, con l’obiettivo di essere felici e continuare a esserlo. Come dice Bacri nel film ‘ci adattiamo’. Per gli attori abbiamo attinto a famiglie di interpreti molto diverse, come le famiglie differenti di un vero matrimonio. L’interprete di cinema d’autore e di teatro Vincent Macaigne, Jean-Pierre Bacri, Benjamin Lavergne, lo sposo, che viene dalla Comédie-française. Una fotografia realistica della Francia, per forza di cose multiculturale, ma anche ripiegata su se stessa. I nostri personaggi sono costretti a fare di tutto per superare ogni ostacolo e portare a casa una festa senza disastri, un buon terreno fertile per la commedia. Il bivio per quelle persone era: mettersi insieme e provarci o rivendicare i propri problemi ripiegandosi su loro stessi. La commedia queste cose le dice meglio rispetto a un approccio frontale o serio; la distanza del non prendersi sul serio aiuta, dietro alla risata permette la riflessione.

Aggiunge Toledano, “Ci siamo detti scrivendo il film che il ritmo doveva crescere come in aereo, non poteva che salire sempre senza raggiungere una velocità di crociera. A quel punto la domanda era: come finirlo? Per questo abbiamo pensato a un pallone che vola nel cielo, una visione emozionante e poetica. Per la colonna sonora abbiamo come al solito preparato una playlist per tutta la troupe con quello che ci ha ispirati durante la scrittura, c’erano molti pezzi del musicista jazz Avishai Cohen. Allora abbiamo fatto come per Ludovico Einaudi in Quasi amici e Samba, siamo andati a proporgli di scrivere la colonna sonora. Penso ci sia un rapporto fra il ritmo e jazz e questo film, fra assoli e momenti corali. Ogni personaggio entra come uno strumento, trovo che il ritmo rappresenti il 90% del lavoro in una commedia, con i tempi delle battute che devono essere giusti: né un attimo prima, né un attimo dopo. Una dote naturale, come la bellezza: o ce l’hai o no, non si impara”.

C'est la vie uscirà nelle sale il prossimo 1 febbraio distribuito da Videa.




  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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