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Spider-Man: Homecoming: Tom Holland e Jon Watts a Roma presentano il cinecomic

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…E dicono tutto ma proprio tutto del film in cui il supereroe vola felice nel Marvelverse.

Spider-Man: Homecoming: Tom Holland e Jon Watts a Roma presentano il cinecomic

Spider-Man: Homecoming è il quinto lungometraggio con protagonista il supereroe dal costume rosso e blu capace di "sparare ragnatele" dai polsi e volteggiare fra i grattacieli di New York. Per la precisione è il primo film di un terzo ciclo che segue la trilogia firmata da Sam Raimi e i due The Amazing Spider-Man interpretati da Andrew Garfield. A differenziarlo tuttavia dai precedenti cinecomic dedicati allo stesso personaggio, è - come suggerisce perfino il titolo, che allude a un "ritorno a casa" - la sua appartenenza al Marvelverse o MCU. In altre parole, il film con Tom Holland che uscirà il 6 luglio si allaccia alla continuity dei Marvel Studios, collegandosi innanzitutto (ma non solo) a Captain America: Civil War (in cui un giovane e inesperto Spidey aveva fatto la sua apparizione) e lasciando la porta aperta a un mentore illustre come Tony Stark/Ironman.

Ma questa, signori miei, è storia, anzi una storia piuttosto conosciuta, che ci serve a introdurre la visita a Roma di Holland e del regista Jon Watts, che arrivano all’indomani della proiezione di un po’ di footage di Spider-Man: Homecoming, un assaggio di circa 15 minuti che ci ha fatto capire che abbiamo a che fare con qualcosa di succoso. Approdati in città, regista e protagonista del cinecomic hanno parlato dei temi affrontati, di un provino ad alto tasso di tensione, di costumi troppo larghi e… di molte altre cose.

La prima volta nel costume di Spider-Man (Tom Holland)
La prima volta che ho indossato il costume, sono rimasto deluso. Ero ad Atlanta a girare Captain America: Civil War. Dovete sapere che ci vogliono 15 settimane per fare quelle tute e io non ne avevo una tutta per me, così ho dovuto indossare quella della controfigura. Purtroppo non era adatta al mio fisico perché era grande, e quando l’ho messa sono rimasto malissimo. La tuta di Homecoming invece era perfetta, bella aderente. Che emozione indossarla! Era da quando avevo cinque anni che mi mascheravo da Spider-Man!

Il nuovo Spider-Man (Tom Holland)
Per ma la sfida è stata dare vita a un personaggio diverso dagli altri Spider-Man, un supereroe a suo modo unico. Volevo che la gente non andasse a vedere un film già visto. In Spider-Man: Homecoming sono "tornato al liceo" per dare vita a un ragazzo radicato nella realtà. Mi sono chiesto: cosa accadrebbe a un quindicenne che scopre di avere i superpoteri? Non tutti i supereroi amano i superpoteri. Spidey si diverte ad averli e a usarli.

Un film (e un supereroe) normale (Jon Watts)
Vedendo i film della Marvel, mi sono sempre chiesto cosa si provi a essere delle persone normali all’interno di questo universo, nella fattispecie uno che vive a New York mentre gli Avengers imperversano. Ecco perché ho voluto fare un film che raccontasse la prospettiva di un adolescente catapultato in un mondo tanto folle. E’ stato questo il punto di partenza: pensare in piccolo per poi arrivare a una rappresentazione e narrazione epica.

Il lavoro e il provino con Robert Downey Junior (Tom Holland)
Lavorare con Robert è stato un sogno diventato realtà. Ha portato una robusta dose di umorismo nel film, cosa che mi ha gasato tantissimo. Quando mi sono presentato al provino, mi hanno detto, 20 minuti prima che cominciassi, che avrei dovuto farlo insieme a Robert Downey. Naturalmente il mio livello di stress è cresciuto da 100 a un milione e non è andata granché. Una volta finito, mi sono voltato e l’ho visto entrare nella stanza. Sono rimasto senza parole: avevo recitato insieme alla sua controfigura.

Il video in soggettiva girato da Peter Parker/Spider-Man (John Watts)
E’ la prospettiva di Peter su tutti gli eventi della guerra degli Avengers. Mi sembrava interessante perché lui nel fumetto è un fotografo e oggi siamo quasi tutti fotografi, era divertente quindi usare questa tecnica per mostrare universo così complesso. E’ un escamotage di cui però ci siamo serviti soltanto all’inizio.

Il video in soggettiva girato da Peter Parker/Spider-Man (Tom Holland)
Girare il video è stata la parte più divertente del film, perché per una volta ero io il regista, e giravo con questa piccola e meravigliosa macchina da presa. Poi Jon arrivava, mi dava qualche consiglio e io aggiustavo il tiro.

Un villain basico (Jon Watts)
Pensando a Spider-Man come a un supereroe "basico", mi sono detto: voglio vedere se posso creare anche un cattivo "basico". La domanda che sta alla base del film è: cosa accadrebbe a un ragazzino normale se scoprisse di avere dei super-poteri? Pensando ad Avvoltoio mi sono quindi chiesto: cosa accadrebbe a un cattivo normale se gli toccassero di colpo in sorte i superpoteri? Di qui Avvoltoio.

Michael Keaton, Avvoltoio e Birdman (Tom Holland)
Non direi che Birdman abbia in qualche modo contribuito alla scelta di Michael Keaton come interprete di Avvoltoio, né che abbia influenzato la sua performance. Michael è un attore straordinario, che rende fortissimo qualsiasi personaggio interpreti. Lo guardavo e mi dicevo: cavolo, ho Beetlejuice davanti ai miei occhi!

Scoprire di essere stati scelti (Tom Holland)
Avevo fatto dei provini, ne avevo già fatti otto. A un certo punto mi hanno chiamato dicendomi: domani saprai. Invece non è successo niente. Dopo sei settimane di silenzio, sono e andato su Instagram e ho visto che la Marvel aveva postato delle foto di Spider-Man scrivendo: vai sul sito e scoprirai quale attore interpreterà Spider-Man. Avevano ragione, c’era un articolo con il mio nome, Tom Holland. Sono letteralmente impazzito, ho terrorizzato il mio cane e mio fratello Harry subito mi ha detto: non è possibile, c’è stato un hackeraggio, ti avrebbero avvertito prima. Per fortuna, poco dopo mi hanno telefonato e mi hanno detto: Spider-Man sei tu.

I prossimi cattivi (Tom Holland)
La mia intenzione - e quella di Jon - è di portare sullo schermo dei cattivi mai visti. Spider-Man ha tantissimi nemici, quindi non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.

I prossimi cattivi (Jon Watts)
Mi sono concentrato soprattutto su questo film, ma mi piacciono i cattivi un po’ sciocchi, Morbius, per esempio. E perché non scatenare contro Spider-Man i vampiri? Sarebbe carino, non ci avevamo ancora pensato.

Un supereroe imperfetto (Jon Watts)
Di Spider-Man adoro l’imperfezione. Lui non ha chiesto di avere i superpoteri, lui fa del suo meglio per prendere le decisioni giuste, e poi adoro il fatto che sia l’unico con un’identità segreta. E’ un bel personaggio da esplorare.

Consigli per Spider-Man? (Tom Holland)
Non ho nulla da consigliare a Spider-Man o a Peter Parker. Piuttosto avrei bisogno di consigli da Peter Parker, che è la persona più corretta che io abbia mai "conosciuto": è bravo nel gestire il denaro, è coraggioso, ha una sua moralità.

Se avessi i superpoteri (Tom Holland)
Con i superpoteri farei grandi birichinate, magari una rapina in banca.

Lo chiamavano Jeeg Robot (Jon Watts)
Non ho visto Lo chiamavano Jeeg Robot, quindi non abbiamo preso nulla da quel film, abbiamo rubato da molte altre fonti.

La vita che cambia (Tom Holland)
Questo lavoro ha completamente ribaltato la mia vita, quando ho visto il primo film degli Avengers, mi sono detto: voglio entrare in quell’universo, e il fatto di promuovere questo film in cui Spider-Man entra nel mondo degli Avengers è una responsabilità grandissima che mi rende orgoglioso.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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