Interviste Cinema

Sophia Loren racconta il suo ritorno al cinema: "questa è la storia che avrei voluto fare da anni"

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Per la terza volta diretta dal figlio Edoardo Ponti, Sophia Loren racconta il ritorno al cinema dopo anni in un La vita davanti a sé, in arrivo a novembre su Netflix con ambizioni da oscar.

Sophia Loren racconta il suo ritorno al cinema: "questa è la storia che avrei voluto fare da anni"

I premi ricevuti - fra i tanti, due oscar - li tiene in un corridoio della sua casa di Ginevra, dopo vive da molti anni e da cui non esce in queste settimane, molto preoccupata per il virus. Proprio da lì, sempre mano nella mano con l’adorato figlio Edoardo Ponti, Sophia Loren ha presentato ad alcuni giornalisti, rigorosamente a distanza, il suo ritorno al cinema dopo molti anni, La vita davanti a sé, in arrivo via streaming su Netflix dal 13 novembre

In America iniziano a sussurrare su una possibile candidatura agli oscar. Che sia un volo eccessivamente ottimistico nella fantasia o meno, è la terza volta che viene diretta dal figlio Edoardo Ponti, a undici anni di distanza dall’ultima apparizione al cinema, in Nine di Rob Marshall.

È un adattamento, ambientato nel presente a Bari, del romanzo La vita davanti a sé di Romain Gary, pubblicato in Italia da Neri Pozza, vincitore del Goncourt nel 1975, scritto dallo stesso regista insieme a Ugo Chiti. Un ruolo già interpretato al cinema da Simone Signoret, che ha subito convinto la Loren, che è Madame Rosa, un’anziana ebrea sopravvissuta ai campi, che accoglie a casa sua figli in difficoltà per mantenersi. Accetta di prendere in cura un turbolento dodicenne di origine senegalese, Momo, con cui la diffidenza reciproca iniziale lascerà presto spazio a una profonda e inusuale amicizia.

 “Finalmente ho avuto la storia che avrei voluto fare da anni”; ha detto Sophia Loren, “è stato come se tutti questi anni non fossero passati, avendo una storia che mi piaceva moltissimo. Ho fatto finta di dimenticare che per molti anni non ho più fatto un film. Questa è una storia di tolleranza, perdono, amore, tutti noi abbiamo diritto a essere ascoltati e amati, che i nostri sogni si realizzino. Madame Rosa mi ricorda mia madre, perché era così, parlava molto e si faceva sentire. Suonava il pianoforte benissimo, era un’artista. Vivevamo con quello quando arrivarono gli americani. È stato un personaggio fondamentale per la sua bellezza e il suo talento. Quando accadono brutte cose nella vita, come capitato anche a me durante la guerra da bambina, non si dimenticano più, sono sempre molto presenti, ti rimangono dentro. Nel mio caso, credo abbia influito in una maniera positiva anche per la mia recitazione. Sono cose che non si dimenticano mai mai mai”.

Perché così tanti anni di pausa, senza recitare? Così risponde l’attrice napoletana di nascita, “Non ne ho idea, non me ne sono neanche accorta, forse perché avevo bisogno di riposare la mia testa, di silenzio, di stare con i miei figli vendendoli crescere, cosa che prima non avevo fatto. Sono stata insieme a loro, per vivere una vita di famiglia come una signora che ha lavorato, ma si è fermata un po’ e poi si vedrà. Ma poi è arrivato mio figlio con questa storia di Madame Rosa, che conoscevo abbastanza bene, mi ha intenerito moltissimo e fatto tornare ai tempi in cui iniziavo a fare il cinema, quando era una cosa essenziale, importantissima e ho voluto riprendere, perché la storia era importante.”

C’è anche una scena su un terrazzo, fra i panni stesi, per Edoardo Ponti un omaggio a Una giornata particolare, il suo film preferito della madre. “Lei lo sente dire solo adesso, non lo sapeva che fosse il mio omaggio, con quei panni stesi ho voluto fare una sorta di itinerario del cinema di mia madre. Non ci sono parole per definire cosa voglia dire il legame fra di noi. Lavorare con mia madre, la fiducia e la forza che ci diamo a vicenda per raccontare una storia così, è qualcosa di molto speciale, non dico di più altrimenti mi commuovo. Mia madre approccia ogni film come fosse il primo, è questa che la rende la persona e l’artista che è. Per la location volevo una città crocevia di tante etnie, un mosaico di religioni e culture, che fosse anche esteticamente calda, umana, con grandi luci e colori, per parlare di un mondo di personaggi che vivono la vita pienamente e Bari era molto giusta per questo. Per l’adattamento, con Ugo Chiti ci siamo concentrati sulla storia d’amore e di amicizia fra queste due figure, Madame Rosa e Momo, che tutto divide ma alla fine sono molto vicine.”

Un sud che somiglia molto alla sua Napoli, come ha voluto ricordare la Loren. “Quando si nasce a Napoli non si dimentica più, sono fiera di essere napoletana, lo sono al mille per cento e non dimenticherò mai neanche di aver cominciato a fare cinema con un altro napoletano come Vittorio De Sica, che è stato fondamentale per me. La vita davanti a sé è stato un momento meraviglioso della vita mia e di mio figlio. Volevo farlo a tutti i costi, ne abbiamo parlato tutti i giorni e quando era tutto pronto per cominciare ero una donna molto felice. Ci siamo trovati benissimo a Bari, come Napoli è nel mio cuore, con la spiaggia e i suoi colori". Infine, non può mancare una parola di amore, nelle difficoltà di questi mesi. “I cinema e i teatri sono dei rifugi dove possiamo ritrovarci per capirci meglio. La salute è importante, ma anche quella emotiva conta”.

La vita davanti a sé sarà online sulla piattaforma di Netflix a partire dal 13 novembre prossimo.

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