Interviste Cinema

Sole a Catinelle: parlano Checco Zalone, Gennaro Nunziante e Pietro Valsecchi

Presentato oggi a Roma il terzo film con protagonista l'ex comico di Zelig

Sole a Catinelle: parlano Checco Zalone, Gennaro Nunziante e Pietro Valsecchi

Riuscirà Sole a catinelle a battere il record dei 45 milioni di Euro incassati da Che bella giornata?
Ce la faranno Checco Zalone e Gennaro Nunziante a trascinare al cinema ancora una volta l’impigrito pubblico italiano avido di leggerezza?
A porsi queste domande non è solamente lo scaltro produttore Pietro Valsecchi, a cui dobbiamo l’arrivo al cinema dell’altrettanto redditizio fenomeno de I soliti idioti, ma soprattutto la stampa specialistica, che questa mattina ha letteralmente invaso la sala conferenze dell’Hotel Visconti Palace di Roma.

Del fantasma delle aspettative da non disattendere ha parlato per primo proprio Valsecchi, rasserenato, anzi inorgoglito, dalle fragorose risate in sala: “Eravamo preoccupati! Certo che eravamo preoccupati e non è un caso se a scrivere questa storia abbiamo impiegato due anni. Gli applausi che ho sentito poco fa mi fanno pensare che vincerò una scommessa che abbiamo fatto Checco ed io sugli incassi di Sole a catinelle. Se vinco io, offro una bella vacanza a Checco, altrimenti lui mi paga una cena. Sono contento anche della grande fiducia che ci hanno dimostrato gli esercenti italiani, che hanno messo a disposizione del nostro film più di 1200 sale. Sole a catinelle non è un film pensato a tavolino, scritto per compiacere, è stato più difficile degli altri due, più costoso, ma dopo la proiezione di oggi, sento che potrò dormire sonni tranquilli”.

Che Valsecchi vinca o meno la sua scommessa, a dimostrare l’affezione da parte del pubblico ci sono già le oltre 30.000 prenotazioni, registrate in poco meno di 24 ore, nei due principali circuiti cinematografici nazionali (The Space e UCI). Eppure non tutti amano i film di Nunziante, che deve innanzitutto difendere Sole a catinelle dall’accusa di buonismo: “Noi odiamo il buonismo, ma ancora di più detestiamo il cinismo. Nella commedia il cinismo non è una qualità: è una cagata che qualcuno ha incensato e che poi è diventata di gran moda. Non accusateci di essere trash. Non siamo mai stati trash, e se dite che il nostro film in alcuni momenti è sboccato, ci rovinate. Noi non siamo volgari: per noi è volgare tutto quello che è goffo. Sono goffi quei film in cui ci sono lui, lei e l’amante, in cui si vedono sempre le stesse facce: è un universo logoro di cui cerchiamo costantemente di liberarci. Ci opponiamo alla gag telefonata e alla battuta scontata e abbiamo capito la cosa per noi più importante è fare davvero quello che ci piace”.

Se dunque a Gennaro Nunziante spettano le arringhe, il compito di Checco Zalone, nell’incontro con i giornalisti, è spiegare la genesi del film, che racconta di un padre e di un figlio alle prese con una vacanza nel mondo dei ricchi: “Ci piaceva l’idea che il protagonista della vicenda fosse un padre – io lo sono diventato da pochi mesi nella vita. Non è stato semplice arrivare a questa storia: mica ci vengono sempre in mente delle cagate da farvi vedere! Ci divertiva il fatto che il Checco del film fosse il prodotto di 20 anni di berlusconismo: lui è uno che ci ha creduto, uno a cui però vuoi bene. Il nostro atteggiamento nei suoi confronti è bonario, non di condanna. Abbiamo affrontato temi seri come il razzismo e l’omosessualità di volata, non aveva senso approfondirli. Ci siamo invece concentrati sulla crisi, anche se ci siamo andati leggeri. Il nostro personaggio doveva far finta che non ci fosse. Volevamo un uomo completamente refrattario alla crisi”.

Gioioso e ottimista come il suo protagonista, ma non per questo poco mordace, Sole a catinelle è il frutto di lunghe chiacchierate fra Gennaro Nunziante e Checco Zalone, che, parlando del rapporto con il suo regista, spiega: “Siamo una coppia di fatto, viviamo in appartamenti contigui e praticamente facciamo tutto insieme, semplicemente non ci baciamo. Ci capita di raccontarci un fatto, di riderci sopra e di costruirci una storia. Questa l’abbiamo ambientata in tante diverse regioni d’Italia, in luoghi uno più bello dell’altro. Quello che ho amato di più è stato il Molise, a cui però non ho reso giustizia perché l’ho descritto come un posto terribile. Quando il presidente della regione mi ha detto: ‘Voglio ringraziarvi per tutto quello che avete fatto per noi’, mi sono sentito una cacca”.

Ancora incredulo del successo avuto sia con gli sketch comici che con il cinema, Checco Zalone non sa spiegare il segreto della fortuna dei suoi film. Al suo posto ci prova Gennaro Nunziante: “In realtà la ricetta già c’era, qualcuno l’aveva già scritta. E’ la ricetta della nostra commedia migliore, quella che ha saputo pescare dalla realtà. La commedia muore quando non descrive la vita vera. Noi non ci siamo inventati mai nulla, siamo sempre partiti dalla realtà”.

A chiudere la conferenza stampa di Sole a catinelle è Pietro Valsecchi, che prova brevemente a spiegare i problemi del nostro cinema: “Il cinema italiano è vecchio, bisogna cercare nuovi linguaggi, dobbiamo ripettare le esigenze, i gusti e i desideri del pubblico più giovane. Noi l’abbiamo fatto scommettendo su I soliti idioti. Per un produttore portare un film in sala è una responsabilità, dobbiamo incentivare le novità. Con la mia Taodue avrei potuto riposare sugli allori, invece mi sono da poco lanciato in una nuova avventura: un film con i comici Pio e Amedeo in cui credo molto”.

Distribuito da Medusa Film e interpretatao anche da Aurore Erguy, Miriam Dalmazio e dal piccolo Robert Dancs, Sole a catinelle arriverà nelle nostre sale giovedì 31 ottobre.





  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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