Interviste Cinema

Sister raccontato dalla sua regista Ursula Meier

di
1

Abbiamo incontrato la regista franco-svizzera Ursula Meier in occasione dell’uscita nelle nostre sale del suo secondo film,premiato all’ultimo Festival di Berlino.

Sister raccontato dalla sua regista Ursula Meier

Abbiamo incontrato la regista franco-svizzera Ursula Meier in occasione dell’uscita nelle nostre sale di Sister, suo secondo film premiato all’ultimo Festival di Berlino con l'Orso d'Argento Speciale.
Ecco un estratto dell’intervista:

D: Com’è nata la sceneggiatura di Sister?
R: “E’ nata da un ricordo della mia infanzia. Sono cresciuta in Svizzera ai piedi del Massiccio del Giura e spesso salivo alla stazione sciistica. Un giorno, quando avevo l’età più o meno di Simon (il personaggio principale del film) delle persone mi avevano detto che bisognava diffidare di un ragazzino, perché era un ladro. Qualcosa in lui mi intrigava, se ne stava sempre per conto suo, sciava molto male eppure affrontava piste pericolose. La figura di questo piccolo ladro rimase un mistero per me, ma colpì in modo indelebile la mia immaginazione. E poi volevo tornare a lavorare con Kacey Mottet Klein, che aveva recitato nel mio precedente film, Home. Léa Seydoux è arrivata più tardi e mi ha permesso di decollare da un film puramente sociale, perché trovo che, grazie al suo viso, si riesca ad evitare la fatalità sociale. Si va verso la favola con Léa. E poi c’è Gillian Anderson che ha adorato fin da subito la sceneggiatura”.

D: Come in Home, protagonisti di questo film sono dei personaggi che vivono ai margini della società. Voleva realizzare una storia sull’opposizione tra ricchezza è povertà?
R: “Anche se Simon è diviso tra due mondi, la stazione sciistica, dominio di ricchi turisti che vanno a divertirsi sulla neve, e i grigi quartieri industriali della pianura, non volevo fare un film sui ricchi e i poveri. Ho evitato di cadere nelle pieghe di una satira della borghesia in alto o dei miserabili in basso. Ho cercato di riequilibrare i due estremi portando ad esempio un tocco di immaginazione in basso ed essendo più realista in alto, quando filmavo sulle piste da scii. Le scene del Natale, ad esempio, hanno una luce che tende al blu, questo per dare l’idea di decollare dal reale e di portare il film verso la favola, come in Andersen. In basso, a parte gli amanti di Louise, non ci sono adulti. Lei è circondata da bambini, cosa che ci rimanda a Biancaneve e i sette nani. Anche Simon ha un che di Robin Hood nel momento in cui rivende in basso ciò che ha rubato in alto. Credo che al cinema quello che non mostri sia altrettanto importante di quello che mostri. E' una vera e propria scelta di regia, di scrittura”.

D: Sister evoca il cinema dei fratelli Dardenne per la sobrietà con cui descrive la durezza della vita del giovane protagonista, a quali altri registi si è ispirata?
R: "Mi sono ispirata molto a L’enfance nue di Maurice Pialat. Come il personaggio di questo film, Simon non trova il suo posto tra l’alto e il basso. Robert Bresson mi ha fatto venir voglia di fare cinema quando ho visto L’argent a quattordici anni. Ingmar Bergman, Jean Eustache, François Truffaut, Maurice Pialat e Yasujiro Ozu hanno poi contato molto per me, come François Ozon che quest’anno ha fatto parte della giuria a Berlino".

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming