"Siamo tutti meravigliosamente differenti": Javier Fesser e Non ci resta che vincere, film dell’anno in Spagna

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"Siamo tutti meravigliosamente differenti": Javier Fesser e Non ci resta che vincere, film dell’anno in Spagna

I numeri di Non ci resta che vincere sono notevoli: questa commedia dai buoni sentimenti spagnola ha incassato in patria oltre 18 milioni di euro, piazzandosi al 4° posto fra gli incassi dell'anno, primo fra i locali. Non solo, il successo di pubblico di questa storia di accettazione della diversità l’ha spinto addirittura a rappresentare il paese per i prossimi Oscar, superando il film girato da quelle parti da Asghar Farhadi, Tutti lo sanno, con le glorie locali Penelope Cruz e Javier Bardem.

Non ci sono grandi star in questo Campeones, come suona in originale. il protagonista è Javier Gutiérrez, premio Goya per La Isla minima, nei panni di Marco, allenatore in seconda di una squadra di vertice del massimo campionato spagnolo di basket che litiga una sera con il suo capo, guida ubriaco rimanendo coinvolto in un incidente e viene condannato ai lavori sociali. Il suo compito, per la precisione, sarà di allenare una squadra di basket composta da persone con deficit mentale. Diffidenza iniziale, carattere scontroso, per una lezione di vita finale facilmente prevedibile. Un feel good movie in cui Gutierrez, e la fidanzata nel film Sonia, Athenea Mata, recitano insieme a una squadra tutta composta da attori disabili.

La Mata e il regista, Javier Fesser, sono venuti oggi a Roma per presentare il film alla stampa, in un incontro con dei ragazzi delle scuole elementari e una rappresentativa di sportivi italiani paralimpici di grande successo. 

“Il film è stato possibile per l’aiuto di associazioni e individui che da molti anni lavorano per l’inclusione di queste persone. Ci hanno facilitato il lavoro e permesso di fare un casting che ha coinvolto oltre 600 persone, con un esame profondo. Non incontravamo solo attori potenziali per il film, ma per me è stata l’occasione per conoscere le loro vite, le esperienze, le famiglie, tanto che poi abbiamo riscritto la sceneggiatura una volta finito il casting. Potete pensare sia stato difficile girare con loro, ma è stato il più facile dei miei cinque film, o almeno così lo ricordo per l’affetto che ha circondato il film, nonostante i pochi soldi e le poche settimane di riprese. Ho cercato di girare la storia più onesta, divertente e rispettosa possibile, con personaggi di cui mi sono innamorato fin dalla prima volta che ho letto la sceneggiatura. Il segreto del successo credo sia legato a questo, alla capacità enorme di trasmettere sincerità.”

Il punto di partenza è spiegato con molta chiarezza dal regista. “È diverso da tutto quello che ho mai fatto prima, si basa su una realtà che conosco e parte dall’idea che tutti siamo uguali e finisce con l’idea che tutti siamo meravigliosamente differenti. Questa diversità ci ha dato modo di imparare molto, di ridere, emozionarci, invitando tutti a non usare etichette con cui classificare le persone e le circostanze. L’ispirazione non è venuta da un caso unico, ma da un insieme di esperienze vissute da molte persone che si trovano a lavorare in situazioni differenti, per realizzare qualcosa di diverso da quello previsto. Lo sport è il paesaggio del film, uno sport in cui non esiste la sconfitta, una scusa per socializzare e superarsi, in cui tutti vincono. Una lezione enorme che contrasta con la vergognosa vicenda che ha coinvolto la Spagna nelle Special Olympics del 2000 di Sydney, quando schierarono una squadra di basket composta da solo due atleti affetti da disabilità. Vinse con numeri record, e proprio da allora si cambiò il regolamento, in una maniera che mi sembra riassuma bene lo spirito giusto; ora, quando una squadra vince di più di venti punti, ogni canestro viene attribuito alla squadra indietro nel punteggio.

<Non ci resta che vincere sarà nelle sale dal 6 dicembre prossimo, distribuito da BIM in collaborazione con Movies Inspired.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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