Interviste Cinema

Si vive una volta sola: "avevo bisogno di fare un film corale". Carlo Verdone racconta il suo nuovo film

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Con lui nel cast Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora. Il film sarà al cinema dal 26 febbraio in oltre 700 copie.

Si vive una volta sola: "avevo bisogno di fare un film corale". Carlo Verdone racconta il suo nuovo film

"Dopo due film fatti solo con un co-protagonista o una co-protagonista, avevo bisogno di fare un film corale," dice Carlo Verdone. "E credo che la coralità sarà il mio futuro, fino a quando vorrò continuare a lavorare: condividere i miei film con altri attori, noti o emergenti, e esaltare il loro lavoro."
Gli attori che il regista romano ha esaltato e che con lui si sono esaltati in questo nuovo Si vive una volta sola sono Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora. Con Verdone interpretano un'equipe chirugica d'eccellenza, quattro ottimi professionisti "bravi nel lavoro e smarriti nella vita", come li definisce Verdone; amici tra loro e accomunati - oltre che dal lavoro - dalla passione per gli scherzi e la goliardia. Specialmente quando la vittima è il personaggio di Papaleo.
"Ci frequentiamo oltre misura anche dopo il lavoro," precisa Verdone sui personaggi, "perché a tutti nel privato manca qualcosa. Ma così l'amicizia si usura e degenera, arriva la noia, e per reazione gli scherzi sul personaggio più fragile e mite." Al quale, però, un giorno viene diagnosticato un male incurabile, e per comunicarglielo nel modo meno traumatico possibile i colleghi e amici lo portano a fare una vacanza in Puglia che assumerà risvolti tragicomici (e riguardo alla trasferta, Verdone commenta: "Roma è coprotagonista un po' ingombrante, che in qualche modo ti cattura e ti blocca. A un certo punto devi uscire, esplorare: i miei film migliori li ho fatti quando sono uscito da Roma").

"Questo era un film difficile: semplice in apparenza, ma a rischio di diventare una storiellina. Pieno di momenti intensi che richiedevano un equilibrio giustissimo negli equivoci e nei colpi di scena," spiega poi Verdone. "Lo abbiamo portato a casa grazie all'alchimia tra noi attori, alla grande concentrazione che abbiamo avuto per arrivare alla misura perfetta dei toni, all'attenzione e alla pignoleria che abbiamo adottato per non inciampare.
E allora è stato difficile ma non faticoso, perché abbiamo lavorato in perfetta sintonia e siamo ancora più amici tra noi dopo le riprese. Ci sentiamo spesso, e mica solo perché sta uscendo il film. Ci chiamiamo per chiedere all'altro 'come stai?', una cosa che non fa più nessuno."
"L'esperienza del set è stata fortunata, ma ancora di più lo è stata quella fuori," dice Anna Foglietta. "Abbiamo raggiunto una verità nei rapporti rara e serena, e un grande spirito di unione. E quella verità nei rapporti sta anche nel film, ed è il suo valore aggiunto."
"La fregatura è che la Foglietta ha detto tutto quello che volevo dire io," scherza Papaleo. "Comunque so stato bene anche io: anche se non è stato molto facile girare la scena in cui devo baciare Anna Foglietta."
"Carlo ci ha fatto sentire liberi di aggiungere e sperimentare, nel rispetto del copione ovviamente, e in più protetti dalla sua supervisione forte e autorevole," aggiunge Max Tortora. "L'equilibrio e la misura che servivano al film c'erano già in scrittura, ma spero e credo sia stato restituito anche nella recitazione."

A scrivere il film con Verdone sono stati un fedelissimo del regista come Pasquale Plastino ("che è un po' come un arbitro tra noi sceneggiatori, quello che media, attento a non farmi ripetere cose fatte in precedenza e che mantiene l'equilibrio della storia", dice il regista) e Giovanni Veronesi.
"Giovanni è venuto da me col seme della storia, con quello che poi sarebbe diventato il soggetto, e in tre mesi il film era scritto," racconta Verdone. "La sua comicità è quella toscana cinica e un po' cattivella, molto diversa dalla mia, e insieme facciamo uno strano cortocircuito creativo: lui mi fa trovare il coraggio di fare certe cose e io gli tolgo molte asprezze. Gli sono molto grato: e uno dei miei pochi veri amici."
Quando poi qualcuno paragona certe cose di Si vive una volta sola al cinema di Pietro Germi, Verdone si schermisce: "Germi era un regista enorme, per me il più importante della nostra commedia e quello che ho più stimato. Sicuramente c'è qualcosa che viene da lui, e da Pietrangeli, nella cialtroneria e nella solitudine dei personaggi: però in maniera inconscia."

Si vive una volta sola sarà nei cinema italiani dal 26 febbraio in oltre 700 copie, nella chiara speranza di poter continuare a surfare l'onda del rinnovato successo al botteghino del cinema italiano degli ultimi mesi. "Il cinema italiano ha ritrovato la fiducia del pubblico," commenta Verdone. "Ed è perché si fanno meglio i film, e con più cura. Per continuare a far tornare il pubblico, per competere con la concorrenza delle serie e dello sport c'è poco da fare: dobbiamo fare del nostro meglio, e proporre commedie intelligenti che lascino qualcosa, che sia solo un gran divertimento o magari anche una critica di costume e sociale che racconti le fragilità attuali."



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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