Shazam!: ce ne parlano in esclusiva il regista e i due giovanissimi interpreti

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Shazam!: ce ne parlano in esclusiva il regista e i due giovanissimi interpreti

Dopo ave esordito con il discreto successo dell'horror Lights Out, bissato da quello ancora più consistente di Annabelle 2, il regista David F. Sandberg ha colto al volo la possibilità di entrare nell'universo DC/Warner grazie al più scanzonato dei suoi supereroi, Shazam! (nei cinema italiani da oggi, 3 aprile).
Il cast del cinecomic vede protagonisti i due giovani attori Asher Angel nel ruolo del giovane Billy Batson - colui che usando la parola magica si trasforma appunto nel supereroe Shazam/Zachary Levi - e Jack Dylan Grazer nella parte del suo amico Freddy. A Toronto, proprio sul set del film, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il regista e i due interpreti.

Partiamo dal regista: come è arrivato alla regia di Shazam?
David F. Sandberg - Con la Warner ho un rapporto di lavoro davvero propositivo, capiscono le mie idee e me le lasciano sviluppare con libertà. Quando ho espresso loro il desiderio di provare qualcosa di nuovo, fuori dagli schemi dell’horror, hanno pensato che questo progetto potesse essere nelle mie corde. In realtà ci sono degli spunti in comune con i miei film precedenti, soprattutto Annabelle 2: anche quel lungometraggio raccontava di bambini abbandonati, che vivevano in un orfanotrofio. L'ambientazione principale di Shazam è una casa di accoglienza, un ambiente molto simile. E poi qui magari non c'è un mostro ma di sicuro c’è un cattivo, un antagonista.

Cosa l’ha attratto maggiormente della sceneggiatura?
D.F.S. - Il concetto di partenza, quello di un ragazzo con dei problemi che diventa un adulto con enormi superpoteri, è qualcosa con cui si può fare moltissimo. Ho potuto dare sfogo alla mia fantasia grazie a quest'idea. E poi invece si torna alla radice, Shazam racconta anche cosa significa essere un supereroe, quali sono le responsabilità e la maturità che questo comporta.

Passiamo ad Asher: come sei arrivato a interpretare Billy Batson?
Asher Angel - Il primo provino filmato l’ho girato con mio padre, nello Utah. Lui interpretava il Mago da cui Billy riceve i poteri di Shazam. Abbiamo spedito il video e poco dopo ho ricevuto la chiamata, mi volevano a Los Angeles per un test dal vivo. Stavo tornando a casa, ero all’aeroporto quando mi hanno telefonato di nuovo dicendomi che avevo ottenuto la parte di Billy. A dire il vero ero in bagno, la mia famiglia l’ha saputo prima di me...Ho iniziato a saltare dalla gioia, tutti all’aeroporto si sono girati a guardarmi...

E invece cosa ha spinto Jack a entrare nel progetto?
Jack Dylan Grazer - E’ totalmente differente dalle storie di Superman o Batman, dove gli eroi sono pronti a tutto e non temono nulla, sono dei veri e propri duri. Qui ci troviamo di fronte a un ragazzo nel corpo di un supereroe dai poteri pressoché illimitati. E’ spaventato, è nervoso ma è anche entusiasta come nessun altro di avere questi poteri. E’ davvero un approccio del tutto differente rispetto agli altri personaggi della DC.

Iniziamo a parlare anche dell’altro protagonista, quel bambinone di Zachary Levi
D.F.S. - Abbiamo fatto più di cento provini dal vivo per il ruolo di Shazam e visto altre decine e decine di filmati. Quando ho incontrato Zachary ho subito capito che era lui: ha veramente l’energia di un bambino coniugata con lo stesso entusiasmo. Molti attori quando recitano la parte di bambini esplorano soltanto l’innocenza e l’ingenuità, Zachary sa trasmettere anche l’entusiasmo di quell’età.

A.A. - Con Zach ci siamo incontrati per la prima volta all’anteprima mondiale di Justice League, è una persona adorabile, lo vedo come un fratello maggiore, sempre pronto a divertirsi e costantemente rilassato.
D.F.S. - Siamo partiti con un buon vantaggio perché Asher e Zachary in realtà sono due personalità molto simili: pian piano abbiamo poi trovato le piccole cose in cui dovevano somigliarsi, trattandosi di due versioni dello stesso personaggio. Qualche volta è stato complicato perché Billy è più felice quando si trasforma in Shazam, mentre nella vita reale incontra molti problemi.

Quale era il vostro rapporto con i fumetti e i supereroi prima di Shazam?
D.F.S. - Ero un fan dei fumetti ma non avevo una grande familiarità con Shazam a essere sincero. Ho iniziato a conoscerlo meglio solo dopo che mi hanno proposto questo progetto.
J.D.G. - Sono sempre stato un fan di supereroi, soprattutto della DC. Sono cresciuto leggendo i fumetti di Batman o Lanterna Verde. Conoscevo Shazam ma non moltissimo, mi sono documentato per bene dopo che mi hanno proposto il ruolo. Però devo ammettere che il mio preferito rimane Batman. Per distacco…
A.A. - Il mio supereroe preferito è sempre stato Superman. Fin da bambino mi vestivo col suo costume a ogni Halloween. E magari proprio grazie a questo film potrei avere la possibilità di incontrarlo! Non conoscevo per niente Shazam prima di avere la parte, ma dopo averla ottenuta mi sono lanciato in tutti i possibili negozi di fumetti e ho fatto un sacco di ricerche. Volevo conoscere e capire il personaggio di Billy sotto ogni punto di vista, volevo che ogni battuta che usciva dalla mia bocca fosse parte del suo universo.

Cosa vi ha sorpreso del lavorare a un progetto produttivo enorme come un cinecomic della warner/DC?
A.A. - In realtà ho iniziato a rendermi veramente conto di ciò che stava accadendo quando sono arrivato a Toronto per le riprese. È stato in quel momento che ho cominciato a sudare freddo e insieme a entusiasmarmi. Shazam è il mio primo film di queste dimensioni, è un progetto enorme e spettacolare, clamorosamente divertente da girare. D.F.S. - E’ come una maratona, bisogna saper dosare le energie. Le riprese di Shazam sono durante quanto quelle dei miei due film precedenti messe insieme. Per esempio mi sono dovuto abituare a lavorare con una seconda unità, il che praticamente significa con un altro regista che deve interpretare le tue idee e produrre ciò che ti serve, ciò che hai richiesto. Ovviamente poi c’è l’azione: mi sono entusiasmato a lavorare con gli stunt e i fili per far volare Zachary. Nell’horror quest’aspetto produttivo c’è solo in minima parte, per me è stata un’esperienza nuova, molto stimolante.

A proposito di effetti speciali, vedremo molto CGI nel film?
D.F.S. - Abbiamo cercato di fare tutto il possibile di fronte la macchina da presa, delegando il resto alla post-produzione. Abbiamo costruito strade, vagoni della metropolitana, un intero parco giochi pronto per essere distrutto!

Dopo Shazam le piacerebbe tornare a girare un horror a basso budget?
D.F.S. - Non mi dispiacerebbe affatto! Questo è stato un progetto enorme, più di due anni di lavoro, come detto una seconda unità a cui delegare molto. Io sono un maniaco del controllo se parliamo dei miei film, vorrei tornare a occuparmi di tutto in una produzione più piccola. Fare un film più piccolo sarebbe come una vacanza!



Adriano Ercolani
  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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