Interviste Cinema

Sharm El Sheikh - le nostre interviste

E' stata presentata alla stampa italiana la commedia Sharm El Sheik, che alla verve comica di Enrico Brignano, Giorgio Panariello e Maurizio Casagrande unisce il fascino e la grazia di Michela Quattrociocche, Cecilia Dazzi e Laura Torrisi. Divertente e spiritoso, ma mai volgare, il film ha poco in comune con un classico Cinepanettone,...

Sharm El Sheikh - le nostre interviste

Sharm El Sheikh - le nostre interviste

Fare una commedia italiana con un'ambientazione esotica non significa necessariamente inoltrarsi nel facile territorio del Cinepanettone. Parola di Ugo Fabrizio Giordani e di Enrico Brignano, e cioè il regista e l'attore protagonista del film targato Medusa Sharm El Sheikh, che incrocia, nella splendida e modaiola località turistica egiziana, i destini di una galleria di buffi personaggi.

“Il punto di partenza del mio film” - spiega Giordani - “è un problema serio che affligge l'Italia di oggi, e cioè il precariato: sentimentale, familiare, professionale. Ho preso ispirazione dalla triste vicenda di un mio amico che lavorava per l'Alitalia ed è stato improvvisamente licenziato. Nasco come assistente di Ettore Scola, e anche se amo il divertimento, le gag e le battute a raffica, ho cercato di dare profondità alla storia che racconto e a tutti i personaggi, principali e secondari. Ho evitato le volgarità gratuite e le parolacce dei film di Natale, che vengono girati usando sempre il campo/controcampo. Ho utilizzato lenti lunghe, ho studiato le inquadrature, mi sono servito di continui carrelli." E sulle location il regista precisa: "Mi piace collocare le mie vicende in cornici inusuali perchè mi interessa osservare il comportamento degli italiani al di fuori delle solite cornici. ".

"Sharm El Sheikh è tutto fuorchè una commedia che punta sulle grazie di belle attrici e sulla goliardia" - prosegue Enrico Brignano. "Senza le goffagini dei protagonisti, le brutte figure e le spiritosaggini, avremmo trasformato il film in una tragedia. Perchè tutto comincia con un trauma, e cioè il rischio di licenziamento, e se avessimo spinto il pedale della drammaticità, ne sarebbe venuta fuori un'istigazione al suicidio. Non siamo poi così lontani dal neorealismo, se ci pensate. In Ladri di biciclette la premessa era il furto di una bicicletta. Là c'erano le lacrime. Noi abbiamo preferito la leggerezza, e se ci sono ragazze in costume, è perchè, forse, all'epoca del neorealismo, non ci si poteva mettere in costume. Quanto ai Cinepanettoni, non ne ho mai fatto uno e ne vado fiero. Per un attore che fa anche teatro, la parola è la cosa più importante, e non voglio sprecarmi in dialoghi che non siano scritti bene".

Anche se non è un film di Natale, Sharm El Sheikh mette comunque alla berlina vizi e manie dell'Italia contemporanea, in particolare i cosiddetti furbetti del quartierino, di cui il ricco e ignorante imprenditore interpretato da Giorgio Panariello è un ottimo rappresentante. Dopo aver comprato la società per cui lavorano i personaggi di Brignano e di Maurizio Casagrande, decide di tenerne solamente uno, costringendo così i due poveretti a corteggiarlo con una buona dose di servilismo "Nel personaggio di Panariello" - nota Enrico Brignano - "ho riconosciuto una lunga serie di capo-ufficio di cui mi hanno sempre parlato i miei amici. All'inizio Giorgio non riusciva a renderlo abbastanza sgradevole e cattivo, poi si è ricordato di alcune delle sue ultime creazioni e ce l'ha fatta, anche se sul set gli veniva da ridere".

"Panariello è straordinario - aggiunge Maurizio Casagrande, storico collaboratore di Vincenzo Salemme sia al cinema che sulle tavole del palcoscenico. "Panariello, Brignano ed io veniamo da tradizioni che sono agli antipodi. Da una parte la comicità toscana, dall'altra quella romana e ancora quella napoletana. Non abbiamo avuto difficoltà a integrare i nostri stili, perchè quando c'è il talento e c'è la stima reciproca, adeguarsi è semplice. E poi si impara sempre qualcosa di nuovo".

Anche il regista si è divertito ad avere a disposizione 3 energici capo-comici, che hanno guidato una compagnia di attori composta da 15 persone. "Ci comportavamo come una vera e propia compagnia teatrale. Abbiamo fatto diverse letture del copione a tavolino, parlando di ogni singolo personaggio. E poi ci siamo divertiti un mondo, perché Sharm El Sheikh è magnifica e si è creato un clima di grande complicità". "Anche voi giornalisti dovreste venire a Sharm" - conclude Brignano. "Chiedete ai vostri capo- redattori di mandarvi in quel luogo meraviglioso almeno per qualche giorno. Per noi è stato un paradiso. Nessun attore se ne stava chiuso nella sua roulotte a meditare sul ruolo. Eravamo una grande famiglia e sono convino che, se questo film piacerà, è perchè alla base c'è una grande alchimia fra coloro che vi hanno lavorato".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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