Interviste Cinema

Sette opere di misericordia racconta l'invisibile

di

Selezionato da parecchi festival internazionali, dove sta raccogliendo numerosi premi, quello dei De Serio è un film fuori dagli schemi del cinema italiano attuale.



Selezionato da parecchi festival internazionali, dove sta raccogliendo numerosi premi, Sette opere di misericordia è un film fuori dagli schemi del cinema italiano attuale.
Opera prima coraggiosa di due giovani documentaristi torinesi, Gianluca e Massimiliano De Serio, prodotta da La Saraz di Alessandro Borrelli in coproduzione con la Romania, racconta il viaggio di redenzione di un vecchio e di una ragazza i quali, in una specie di “parabola cristologica”, attraversano sofferenza e disperazione, fino alla scoperta di una reciproca “pietas”.

“Questo film è il punto di arrivo di una ricerca che ha caratterizzato anche i nostri lavori del passato – spiegano gli autori, fratelli gemelli – al centro della quale c’è la questione dell’identità e della sua crisi nell’epoca contemporanea”. Prototipo di questa perdita (e di questa ricerca) d’identità sono Luminita (l’attrice romena Olimpia Melinte) giovane e bella clandestina moldava, e Antonio (Roberto Herlitzka), un vecchio gravemente malato che vive in una condizione degradata.
Sono personaggi immersi in una tragica solitudine che non consente alcuna vera comunicazione tra loro: sia perché il dialogo del film non ha lo scopo di far capire le cose o di risolvere i problemi, ma solo di confermare l'assurdità della vita; sia perché ogni tentativo di comprendersi reciprocamente è fondato sull'astrazione delle parole (sofistica), che non riflettono più valori comuni, ma solo la comune alienazione (i pochissimi dialoghi si confondono con i rumori della città).
L’unico vero contatto tra la ragazza e il vecchio avviene, man mano che procede il film, attraverso i loro corpi. Corpi bisognosi, desiderosi di contatto umano. La pietas, nella sua accezione profonda, è prendersi cura dell’altro, del corpo dell’altro, il corpo sofferente, malato, morente.
Corpo che diventa centro e motore dell’azione narrativa.

Peculiare dell’estetica dei fratelli De Serio è uno stile sobrio ed essenziale caratterizzato da molti piani frontali e simmetrici che richiamano l’iconografia della storia dell’arte e la storia del ritratto: “Abbiamo una sorta di ossessione per la fissita’ della macchina da presa, con il mondo che si muove all'interno. E quando e' il mondo a muoversi, di fronte a noi può accadere qualsiasi cosa".
Un’ estetica da cui ne esce una concezione apparentemente relativistica dell'uomo. L'uomo è troppo assurdo per essere capito (mentre la natura è più semplice, inconsapevole, felice, anche se resta un paradiso perduto e rimpianto).
I personaggi di Sette opere di misericordia si dibattono fra ciò che sentono dentro (sempre mutevole) e una lotta continua per la sopravvivenza regolata dal rispetto/rifiuto delle convenzioni sociali (sempre fisse e stereotipate). La "forma" o "apparenza" è l'involucro esteriore che si sono dati o in cui gli altri li identificano; la "vita" invece è un flusso di continue sensazioni che spezza ogni forma. Ciò che da valore a a questo film è la ricerca e capacità dei fratelli De Serio di “raccontare l’invisibile” oltre la forma, attraverso i corpi:
“Abbiamo cercato di fondere attraverso la composizione del cinemascope e l’uso della luce naturale, l’unione di materia fisica e ricerca spirituale, nel tentativo di raggiungere questa spiritualità, quella misericordia (pietas) insieme relativizzata e trascendente cui approdano i protagonisti”.
Di talento i Gianluca e Massimiliano De Serio ne hanno, come conferma Roberto Herlitzka: “Ho trovato due registi con l'aspirazione a fare dell'arte. Quest'ultima ormai divenuta un lusso o peggio una cosa proibita. Questo film mi piace molto. Mi chiedo che pubblico potrà avere, visti i gusti moderni”.

Un lungometraggio non facile da digerire, a tratti forse un po’ troppo didascalico, realizzato con buone idee, un basso budget (ma con il sostegno della Eurimages, che quest'anno ha finanziato Moretti e Sorrentino) e dei bravi attori (segnaliamo la buona prova di Ignazio Oliva) che sicuramente sfida e divide spettatori e addetti ai lavori.



di Barbara Destro
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming