Interviste Cinema

Sergio Castellitto e il suo cast presentano La bellezza del somaro

E’ stato presentato a Roma il nuovo film di Sergio Castellitto, La bellezza del somaro. L’asino non era presente in sala, ma il cast quasi al completo ce ne ha parlato in conferenza stampa.

Sergio Castellitto e il suo cast presentano La bellezza del somaro

Sergio Castellitto e il suo cast presentano La bellezza del somaro

E’ stato presentato a Roma il nuovo film di Sergio Castellitto, La bellezza del somaro. L’asino non era presente in sala, ma il cast quasi al completo ce ne ha parlato in conferenza stampa. A sei anni di distanza da Non ti muovere, Castellitto torna alla regia con una storia scritta assieme alla moglie Margaret Mazzantini. Con il racconto, pennellato dai toni leggeri della commedia, del duello fra due generazioni, quella giovane, coraggiosa, confusa e spesso più matura dei propri genitori, e quella adulta, dei cinquantenni energici ma insicuri.

Marcello e Marina (Sergio Castellitto e Laura Morante), genitori moderni, illuminati e dalle ostentate larghe vedute, vengono sorpresi, durante un affollato week-end di festa in un casale della Toscana, dall'arrivo del fidanzato settantenne della figlia adolescente (Nina Torresi).

“La storia di un uomo anziano con una ragazza è sempre fonte di scandalo. Abbiamo (con Margaret Mazzantini) scelto di parlare di una materia scomoda e conflittuale come questa attraverso una 'pernacchia' (o 'un calcio in culo' se preferite, come sottolinea Marco Giallini). La commedia - continua il regista  - offre quegli strumenti di leggerezza, umorismo e intelligenza che ti permettono di osare di più”. Sergio Castellitto ha parlato a lungo della genesi di questo film, pensato come parabola umana alta e bassa, cinica ma anche malinconica ed affettuosa nei confronti di due mondi apparentemente lontanissimi.

“Di fronte a dei genitori con la sacca della palestra sempre pronta che tentano con accanimento di apparire più giovani, ci sono dei ragazzi irrequieti e curiosi che non vedono l'ora di diventare grandi”. In questa situazione di reciproca scomodità e ricerca, Armando, il vecchio (interpretato da un inedito Enzo Jannacci) irrompe come elemento alieno, perché incarna un tabù. Quello di avere settant'anni e non nasconderli, essere gentile, pacato e affidabile, praticamente una mina vagante, che farà vacillare tutte le convinzioni del “giovanilistico” gruppo di amici raccolto in Toscana.

Una storia corale di forte stampo teatrale, dove i personaggi, tanti, sopra le righe, vivaci e nevrotici “mi hanno fatto pensare a Cechov” - dice sempre Castellitto - mentre Laura Morante ha parlato di un progetto rischioso e interessante, per questa sua traccia grottesca e farsesca. “Questi personaggi sono delle maschere dietro le quali si cela un grande vuoto. Lo scandalo è non riuscire ad essere se stessi”.

Dicevamo dell'eccentrica combriccola di parenti e amici che fanno da coro ai coniugi Sinibaldi. Marco Giallini, sciupafemmine incallito ed eterno giocherellone, e Gianfelice Imparato, assorbito dal lavoro ed estraneo al suo mondo emotivo e familiare, sono i migliori amici di Marcello. Barbora Bobulova e Renato Marchetti, i due pazienti che la psicologa Marina invita con sorpresa degli altri alla villa. E poi ancora le mogli o “ex”, Emanuela Grimalda, allegramente disperata, e Lidia Vitale, perennemente arrabbiata e infastidita da tutti. Erica Blank, la saggia mamma di Marina, e Svetlana Kevral, colta e severa domestica dei Sinibaldi che mette tutti in riga (anche chi in conferenza stampa ha mosso qualche perplessità sull'efficacia del doppio ruolo, regista e attore, di Castellitto). Infine Lola Ponce, seducente architetto e amante di Marcello che alla richiesta di "una ragazza carina e matta come un cavallo” ha risposto “perfetto! E' il ruolo che fa per me”.

Visto poi che del somaro non si era parlato molto durante la presentazione, in conclusione è stata fatta una domanda sulla sua performance attoriale. L'asino per tutti è stato bravissimo, ma si sa che in certe occasioni formali il buonismo fa da padrone. Il perché del titolo invece ce lo spiega sempre Castellitto: “la bellezza del somaro è quella stolta, sfacciata e spontanea della gioventù. Bella e struggente e al tempo stesso”. Quella di cui non si può fare a meno e che ti mette di fronte anche all'inevitabile verità, che poi nei panni di Armando/Jannacci non dovrebbe far così paura.

Il film arriverà nei cinema il 17 dicembre distribuito dalla Warner Bros. in 250 copie. Una uscita natalizia, “testarda” alternativa al cinepanettone.



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