Se son rose: Pieraccioni presenta la sua commedia… e non crede nel lieto fine

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Se son rose: Pieraccioni presenta la sua commedia… e non crede nel lieto fine

Com'era logico e doveroso a poche ore dalla notizia della scomparsa di uno dei maestri e poeti del cinema italiano, Leonardo Pieraccioni ha voluto aprire la conferenza stampa di presentazione di Se son rose ricordando Bernardo Bertolucci, e tracciando una linea immaginaria che separa gli autori dai cabarettisti, i film da tenere a mente come modelli di riferimento dal cinema fatto in casa. Del regista di Ultimo Tango a Parigi, il "toscanaccio" ha amato in particolare Io ballo da sola e racconta ai giornalisti che hanno appena visto la sua commedia su un cinquantenne alle prese con cinque ex di averlo visto almeno quindici volte, e di averlo tanto amato per l'ambientazione a lui così familiare e per la bella e giovane attrice americana (Liv Tyler) che ne era protagonista.

Dopodiché Pieraccioni inizia a parlare della sua tredicesima fatica, un film che arriva dopo attente riflessioni e una serie di commedie sentimentali dall'intreccio a volte simile: "Sono passati ventitré anni dalla prima volta in cui ci siamo incontrati. Ho pensato al tempo che passa velocemente e ho compreso che dovevo chiudere un capitolo. Questo è il primo film di un'ideale seconda serie. Il primo della prima serie era I laureati, che raccontava i trentenni, poi ho narrato un'altra età, legata all'illusione del 'vivremo per sempre felici e contenti'. Infine, a cinquant'anni, sono arrivato a un grande punto interrogativo. Il film si sarebbe dovuto intitolare Gli evitanti, in riferimento alle persone che hanno preso coscienza del fatto che, come spiega un famoso libro francese, l'amore non dura più di tre anni".

In un lungo monologo-flusso di coscienza, che diverte e in qualche modo intenerisce, Pieraccioni spiega poi quanto sia autobiografico il personaggio del giornalista Leonardo e come, in ognuna delle vecchie fiamme del film, ci sia qualcosa delle donne da lui amate o frequentate in passato: "Ho tentato di alzare il livello del copione dicendo la pura e semplice verità, inventandomi un gruppo di ex fidanzate che rappresentano le ragioni per cui ci si lascia: i litigi, i cambiamenti, la noia, la gelosia e il tradimento. Io credo di aver sinceramente annoiato le mie fidanzate, credo di essere stato superficiale. Claudia Pandolfi è la mia ex Laura Torrisi, madre della mia meravigliosa figlia Martina. Le ho detto: 'Leggi questo film, ti va di fare il personaggio della mia ex moglie?'. Mi ha tirato il copione addosso, rispondendo: 'Non ho intenzione di dirti in un film le cose che già ti dico nella vita'. Il personaggio dell'anziana vicina di casa riunisce in sé le domande sull'amore che per anni ho fatto ai miei amici reputandoli l'Oracolo di Delfi. Infine, perfino Quarantotto, il personaggio di Elena Cucci, esiste per davvero".

Di cosa parlerà allora Leonardo in futuro? Magari di relazioni sentimentali effimere, o di nuovi innamoramenti, ci viene da pensare. E invece non è così, perché il regista de Il ciclone ha tutt'altra intenzione: "Adesso indagherò i problemi dei cinquantatreenni, ma non saranno problemi sentimentali. Non sento il fascino di una nuova passione, parlerò di figli, ecco, narrerò storie di padri e di figli, e di figlie, oppure farò un film solo di maschi e allora spero che al mio fianco possa esserci Vincenzo Salemme, che qui fa solo una piccola parte. Nella vita come nel cinema, credo sia importante andare per lidi nuovi piuttosto che tornare con le zuppe riscaldate".
Cambiamento non significa per Pieraccioni totale mutamento di rotta: "Continuerò con le commedie. Tutta la mia malinconia di artista, l'ho messa nei miei tre libri. FrancescoGuccini, dopo averne letto uno, mi ha detto: 'Fai qualcosa, figlio mio, non ho dormito'. Qui la malinconia è appena accennata, in una scena con Michela Andreozzi in cui ripenso con nostalgia a quando ero studente: è stato il periodo più bello della mia vita e mi manca".

Per fortuna, dopo il simpatico one-man show di Leonardo Pieraccioni, c'è tempo per un intervento da parte di ognuna delle sue ragazze, che racconta del lavoro con il regista e dice la sua sulle minestre riscaldate. Comincia Michela Andreozzi, che nel film è Angelica, una ragazza che sta perdendo la memoria : "Leonardo ti spiega con chiarezza ciò che vuole, i suoi set sono perfettini. A me è capitato di rimettermi con il mio fidanzato delle medie e a 40 anni abbiamo consumato quello che non abbiamo consumato da ragazzini. La storia è durata un nanosecondo".
"Mi guardo bene dal rifrequentare un ex" - afferma invece Claudia Pandolfi. "Leonardo, ci hai detto che tutte insieme siamo un branco di psicopatiche, ma tu guidi il pulmino!”.

"Leonardo mi ha chiamato e mi ha detto: 'Vuoi fare una mia fidanzata pazza?' - racconta Gabriella Pession, che interpreta una professoressa di filosofia un po’ fuori di testa. "Ho accettato senza nemmeno leggere il copione. Con Pieraccioni abbiamo fatto tre film insieme, il primo è stato il mio debutto davanti alla macchina da presa, perciò tengo tanto a lui".
"Leonardo è Leonardo"- dice Elena Cucci, a cui è andato il ruolo di una ragazza dal quoziente intellettivo non molto alto. "Ha una grande energia positiva, abbiamo lavorato bene nonostante avessi paura di questo personaggio perché temevo di cadere nel cliché".

Felice di cambiare genere, Antonia Truppo ha avuto in sorte il personaggio di una donna che sta cambiando sesso, cosa che non immaginava di certo quando Pieraccioni l'ha chiamata: "Quando mi hanno mandato la sceneggiatura, ho pensato: evviva, vado a fare la figa, invece poi ho capito perché mi avevano cercato, ma mi entusiasmava l'idea di non stare sempre attaccata alle tende con ara disperata, e di strappare magari una risata. Comunque, secondo me, se uno si è lasciato con un ex, che motivo c'è di tornarci insieme?".
"In passato Pieraccioni mi ha fatto fare due provini e non mi ha presa" - si lamenta scherzosamente Caterina Murino (che nel film è una suora laica), mentre la giovanissima Mariasole Pollio (che è la figlia del protagonista)chiude l'incontro stampa con sincere parole di affetto per Pieraccioni: "Leonardo è un babbo eccezionale, un super regista e una bellissima persona, rifarei un film adesso con lui".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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