Samuel L. Jackson ci parla di Glass: "I supereroi nella vita reale sono le mamme che salvano le vite ai figli"

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Samuel L. Jackson ci parla di Glass: "I supereroi nella vita reale sono le mamme che salvano le vite ai figli"

Glass, nei cinema italiani dal 17 gennaio, conclude la trilogia dei supereroi di M. Night Shyamalan, cominciata con Unbreakable e proseguita poi con Split. Nel nuovo film ritroviamo tutti i personaggi, compreso l'Elijah Price interpretato da Samuel L. Jackson.
In occasione dell'anteprima a Londra, lo abbiamo incontrato e intervistato

Come è stato per te recitare solo con le espressioni del viso, rispetto a James McAvoy, specialmente nelle scene insieme?
In che senso?

Nel senso che James fisicamente si è potuto esprimere
Uhm sto cercando di capire cosa vuoi dire. Anche io mi esprimo fisicamente, sono attivamente comatoso, ecco. E ti assicuro che è difficile lo stesso. Ma sono anche un ascoltatore attento in quelle scene, “ci sono”, come ti dicono a scuola di recitazione, sono una presenza attiva e reagisco quando sento qualcosa. In teoria il mio personaggio è completamente sedato e non dovrebbe reagire a niente, per cui mi sono dovuto concentrare proprio a non reagire troppo quando Elija sente e vede qualcosa.

Perché le persone hanno bisogno di supereroi?
Perché piacciono, perché li fa sognare. Tutti si immaginano di essere la versione migliore di quello che sono. Quando ero bambino mi ricordo che sognavo di volare, sognavo di poter trattenere il fiato sott’acqua il più a lungo possibile, come Aquaman, volevo essere di più. Molte persone vorrebbero avere qualcosa che li renda “di più”.

Credi che ora piacciano di più i film di supereroi? Quando è uscito Unbreakable non c’erano tutti questi film
No, ma fumetti sì, e comunque ci sono stati film con supereroi che sono andati molto bene in passato, Batman con Michael Keaton per esempio, o lo stesso Superman. Ci sono stati sempre film con supereroi. Sono cambiati gli effetti speciali, quello sì. Ma la fame per le cose “più grandi della vita” c’è sempre stata, basti pensare al primo Godzilla

Sei molto attivo sui social media, twitter in particolare.
No

Come no? Hai più di 7 milioni e mezzo di followers e twitti regolarmente. Ti piace coinvolgere il tuo pubblico
Sono loro che seguono me.
Uhmm, sì, twitto ma non più come una volta. Cosa mi vuoi chiedere?

Se per te è importante essere una voce attiva
Non è importante essere una voce, sono come tutti gli altri credo, sono solo famoso. E quando twitto, come hai detto, molta gente vede quello che scrivo. La maggior parte delle volte in realtà mi impongo di non dire tante cose, ma ci sono giorni che davvero non ne posso semplicemente più. E anche se scrivo, cerco ancora di contare fino a 100 prima di inviare. Poi lo faccio, ma non posso twittare ogni giorno, non sono un maniaco, e non credo che la mia voce sia più importante di quella di altri. Non è più importante di altri che come me sentono, vedono e parlano. È che sono uno a cui prestano più attenzione, per qualche motivo, ma non voglio influenzare nessuno. Cerco solo di esprimere quello che provo in quel momento particolare.

Qualcuno tra questi giovani che ti seguono potrebbe prendere ispirazione da te, e forse quello che posti e quello che dici politicamente può essere importante per loro, perché ti rispettano.
Ok, ho capito, forse perché sono riuscito a superare delle difficoltà, e da giovane attore che si sforzava, ho avuto successo, (qualsiasi significato tu gli voglia dare) e all’improvviso mi sono ritrovato nella posizione di poter fare delle scelte importanti, sono stato fortunato, molto, ancora mi piace fare i provini per dire, c’è gente che prende dei lavori solo per i sodi, e odiano il lavoro, odiano il regista, odiano tutto il processo. Per me non ha senso.

Ti capita di essere avvicinato e scambiato per uno dei tuoi personaggi?
Non saprei, per me è difficile interpretare quello che pensa la gente, credo che mi si avvicinino con paura inizialmente, dipende da come li guardo quando mi si avvicinano, ci sono delle volte che davvero cerco di non farmi disturbare e cerco di fare quella espressione facciale che gli faccia dire, “mi dispiace” prima ancora di qualsiasi cosa, ancora prima di salutare, dipende. Sono come tutti gli altri, ci sono giorni che sono molto disponibile a farmi fotografare con le persone e ci sono giorni che non lo sono affatto, perché ho un mucchio di altre cose per la testa. Dipende.

Pensi che questo film sottolinei ancora di più il concetto che i supereroi sono persone con superproblemi?
Ci sono regole diverse per ogni ruolo, i supereroi vivono in una società che accetta il fatto che la gente possa volare o che vengano da altri posti, o che si manifestano da altre dimensioni. Non vale lo stesso per noi, noi viviamo in un mondo basato sulla realtà, non crediamo che si possa volare così come non crediamo a nessuno che ti dica eccoti una pistola, sparami perché io sono indistruttibile, tu lo guardi e gli dici, ok, parliamone, (che poi è il ruolo di Sarah Paulson nel film). I supereroi nella vita reale sono le mamme che in situazioni estreme salvano la vita ai figli, questo succede.

Hai appena festeggiato un compleanno molto importante..
Ogni compleanno è importante, specialmente se ci arrivi da vivo.

Se ti guardi indietro c’è qualcosa che ti rende particolarmente soddisfatto
Il mio lavoro, i ruoli che ho fatto, le storie in cui sono stato. Sono sicuro che ci sarà sempre qualcosa che mi soddisferà ancora, che mi farà ancora alzare la mattina, che mi darà gioia…

Cosa significa per te essere ufficialmente uno degli attori più influenti del mondo? Uno tra quelli che genera più profitto
Cosa? Influente? Non so nemmeno cosa significa. So cosa significa profitto, quello sì, ma non considero le mie opinioni, sia politiche sia non, più importanti di quelle di altri.

Però ispiri le persone
Ah si?



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