Interviste Cinema

Roland Emmerich e Rhys Ifans presentano Anonymous

Abbiamo incontrato a Roma Rhys Ifans e il regista Roland Emmerich per la promozione di Anonymous, un nuovo punto di vista sulla genesi delle opere shakesperiane, tra avventura e melodramma.

Roland Emmerich e Rhys Ifans presentano Anonymous

Roland Emmerich e Rhys Ifans presentano Anonymous


Forse il nome di Edward De Vere, conte di Oxford deceduto nel 1604, non vi dirà nulla, ma di sicuro conoscete qualcosa di Romeo e Giulietta, del Riccardo III o del Macbeth. Le opere e il personaggio in questione potrebbero essere legati a doppio filo, se si abbraccia la teoria che vuole  l'attore William Shakespeare come un semplice prestanome di un nobile desideroso di mantenere l'anonimato: una teoria alla base dell'incrocio tra melodramma e thriller politico Anonymous, in uscita nelle sale italiane il 18 novembre.

L'hanno presentato a Roma il suo protagonista Rhys Ifans e un regista che non ci si aspetterebbe impegnato su un film di questo tipo: Roland Emmerich, sostenitore del progetto da dieci anni.
Come quest'ultimo ci spiega, revisionismi letterari su tale linea ci sono sempre stati, ma solo otto anni fa due stimati attori inglesi shakesperiani, Derek Jacobi e Mark Rylance, hanno lanciato l'iniziativa della Shakespeare Authorship Coalition, un manifesto che si impegna non a imporre delle verità, ma a instillare un “ragionevole dubbio” sulla paternità delle opere di William.
Ifans è ironico: premettendo che ciò che conta sia soprattutto l'esistenza di opere che hanno cambiato la civiltà occidentale, secondo lui ci sono troppi dettagli geografici e culturali nelle opere del Bardo per poter essere frutto di un uomo che verosimilmente non viaggiava.

Anonymous fa del suo solido cast la sua principale attrattiva. Ifans loda (come non si potrebbe?) la collega Vanessa Redgrave, inedita e incanutita Elisabetta I, mentre invidia con una battuta il giovane collega Jamie Campbell Bower, che porta sullo schermo Edward da giovane (“molto più attraente di me: a lui tutte le scene di sesso, a me solo l'inchiostro!”). 
Per Emmerich, abituato a gestire catastrofi e attori di scuola americana, il set di Anonymous, con nomi del calibro di David Thewlis, è stato una vacanza: “sono gli attori migliori che abbia mai avuto nella mia carriera”.
Ifans, che scherzando dice di aver creato il suo Edward di mezza età fondendo il Karl Lagerfeld proposto dal regista col David Bowie proposto da lui, sostiene a spada tratta il risultato ottenuto da Emmerich: la sua capacità di creare (e distruggere) mondi era perfetta per riportare sullo schermo la Londra di un tempo e per narrare il collasso, questa volta solo metaforico, dell'epoca elisabettiana.

Venendo dopo The Patriot, ci chiediamo come mai Emmerich nei suoi epici excursus storici abbia trattato l'America prima e l'Inghilterra adesso, ignorando la sua natale Germania. A sorpresa, ci dice che progetti ce ne sarebbero, ma che è davvero difficile avere la possibilità di girarli in lingua tedesca, paletto per lui imprescindibile: sarà anche un Tedesco naturalizzato Americano, ma – per carità - i Tedeschi parlino in tedesco.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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