Interviste Cinema

Rocco vs Rocco: la vita secondo Rocco Siffredi

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A Lucca Comics and Games per presentare Rocco, il biopic in sala con la Bim dal 31 ottobre al 3 novembre, Rocco Tanica di Elio e le storie tese intervista l'amico pornostar.

Rocco vs Rocco: la vita secondo Rocco Siffredi

Prima che la terra tremasse ancora, in questo devastato paese, nel sabato gioioso di una manifestazione variegata come Lucca Comics and Games, c'è stato un altro affollatissimo incontro all'Area Movie: quello tra Rocco Tanica e Rocco Siffredi in occasione della presentazione del biopic dedicaro a quest'ultimo, Rocco, che uscirà in sala come evento speciale distribuito dalla BIM. Nel cinema Astra gremito di pubblico il componente di Elio e le storie tese ha intervistato la nostra pornostar più popolare, di cui è amico da vent'anni (dall'epoca di Rocco e le storie tese), presentando alcune clip del film. Così Rocco Tanica si è presentato e ha introdotto il film: Io sono una meteora degli anni Ottanta, tipo Den Harrow con gli occhiali, è così che vorrei essere ricordato. In genere dico tante minchiate ma adesso dico una cosa seria: ho visto il film ieri ed è potentissimo, quando dicono che il regista ha saputo leggere l'interprete e interpretare la storia ho sempre pensato che fossero stronzate, ma invece in questo caso è successo. Vedendolo, ci rimarrete male e bene, si riflette, ci si commuove e si ride, è un film destabilizzante.

E questo, in his own words, un breve estratto del Siffredi pensiero: Il film. Mi avevano già chiesto di fare un film su di me ma avevo detto sempre di no, ma ora i tempi forse erano maturi per vuotare il sacco. La prima volta che me l'hanno chiesto a 40 anni non avevo nulla da dire, a 45 me l'hanno chiesto degli italiani e non mi sono fidatio, perché un italiano non riuscirà a capire per via del suo rapporto col sesso. E' un problema che abbiamo tutti, a me hanno detto che il sesso si fa solo quando trovi la donna che sposerai, ma “lui” si è svegliato molto tempo prima, mi ha assalito il diavolo, non mi dava tregua e ho dovuto avere a che fare con una natura che mi spostava in maniera non comprensibile a chi mi stava intorno. In realtà la mia più grande paura era quella di fare il film nel film, paura di non essere naturale, visto che mi si vede coi miei figli e con mia moglie. La prima intervista è iniziata con voce un po' tremolante, volevo quasi interpretare il mio racconto, loro volevano farmelo fare in francese, mi sono incazzato e ho detto che volevo farlo in italiano, così hanno chiamato un interprete e l'altra condizione, nei due anni che ci sono voluti, è che non mi avrebbero mai dovuto chiedere di rifare una scena.

Il diavolo. Sembra inventato ma è un sogno che ho fatto, un sogno ricorrente e l'ultima volta l'ho fatto 10 anni fa. A 6 anni ho avuto la sfortuna di vedere morire mio fratello e mia mamma che quasi impazziva, io ne soffrivo e nel sogno dicevo al diavolo che se avesse alleviato le pene di mamma io gli avrei dato l'anima. Mi svegliavo sudatissimo da questi incubi e mia moglie mi tranquillizzava.

La terapia. Il film doveva finire prima dell'Isola ma poi non ce l'abbiamo fatta. Il film è la mia terapia, non sono mai andato in analisi perché sono abruzzese di testa dura e abituato a risolvere i problemi da solo, forse sbagliando, e la terapia è continuata nell'Isola. Ho deciso di fare l'Isola perché mi sono reso conto di aver bisogno di stare con me stesso. Durante questi due anni sono stato molto male, a un certo punto sull'isola sono scoppiato, la notte ho avuto incubi surreali, mi sembrava di vedere la mia vita e mi dicevo: alla fine sarai solo, senza nessuno. E' stata un'avventura molto difficile, sono rientrato e mi sono detto che avrei dovuto cambiare dimensione e abbandonare il mio autolesionismo e rilassarmi.

La scoperta del sesso. E' avvenuta con Supersex con Gabriel Pontello, un fotoromanzo a puntate che mi ha letteralmente folgorato. Andavo al mare d'estate e i camionisti li buttavano per strada. Mi masturbavo otto o nove volte al giorno e sono finito all'ospedale di Lanciano con un'uretrite spaventosa e dopo una serie di controlli l'urologo mi ha detto che dovevo smettere. E' stato Gabriel che mi ha aperto il mondo del porno, io frequentavo i locali di scambisti per cercare delle pornostar e propormi per questo lavoro. Una sera l'ho visto entrare con due donne al braccio, per me è stato come se fosse entrato De Niro e ho chiesto alla proprietaria del locale di presentarmelo. Il giorno dopo già avevo iniziato la mia carriera.

Suo cuggino. Gabriele è il mio più grande amico oltre che mio cugino, si occupa di strutturare le riprese e a volte discutiamo perché vuol dare un taglio un po' pretenzioso ai film. Ha una passione surreale per questo lavoro e per questo mondo ha lasciato la moglie e la figlia a Milano, pagandone le conseguenze. Ha un amore spaventoso e una grande creatività per questo tipo di lavoro e se non ci fosse stato lui non ci sarebbe stata la Rocco Siffredi Productions.

La trama e il romanticismo nei film porno. Il nostro obiettivo è fare qualcosa che la gente apprezzi. Non voglio meccanicità sul set e lavoro sempre con la massima professionalità, la massima umiltà e la massima ironia. Il contesto aiuta gli attori. Spesso una ragazza arriva da un casting, e nell'Est ci sono anche tante laureate. Parlare mezz'ora non serve per introdurre una scena di sesso. Noi utilizziamo la nostra sessualità al di sotto del 10 per cento, loro vanno aiutate e basta truccarle e vestirle per farle diventare qualcos'altro. Così si aprono e si rilassano perché in quel momento sono un'altra persona. Il sesso senza un perché per me è antierotico, la sensualità che voglio può essere anche nello sguardo. Noi produciamo sensazioni, non emozioni, e queste me le devono dare gli attori con gli occhi. La femminilità per me è importante, come lo è mettere insieme persone che si attraggono e da cui si può sprigionare qualcosa. Cosa sempre più difficile oggi quando gli attori maschi si tengono su a forza di iniezioni e diventano bambole meccaniche, senza amore e senza passione.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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