Interviste Cinema

Roberta Torre e il suo cast presentano I baci mai dati

Ha già fatto Venezia, Mosca, il Sundance di Robert Redford. Insomma l'ha presa larga il film di Roberta Torre I baci mai dati, che arriva nelle nostre sale il prossimo 29 aprile. Il cast e la regista milanese, siciliana d'adozione, ci hanno parlato di questa storia "miracolosa"...

Roberta Torre e il suo cast presentano I baci mai dati

Roberta Torre e il suo cast presentano I baci mai dati

Ha già fatto Venezia, Mosca, il Sundance di Robert Redford. Insomma l'ha presa larga il film di Roberta Torre I baci mai dati, che arriva nelle nostre sale il prossimo 29 aprile.
Il cast e la regista milanese, siciliana d'adozione, ci hanno parlato di questa storia "miracolosa", che unisce toni favolistici, melodramma, un pizzico di spiritualità e una vivacità di colori notevole.

Nell'infuocata periferia di Librino, sobborgo di Catania (costruito dall’architetto giapponese Kenzo Tange per essere qualcosa di decisamente diverso), la giovanissima Manuela (Carla Marchese) dice di aver visto la Madonna in sogno. Tanto basta per cambiare la sua vita e quella dei suoi familiari. La piccola diventa improvvisamente una “santa” a cui tutto il paese chiede aiuto, la mamma Rita (Donatelella Finocchiaro), una manager che accoglie in casa tutti i bisognosi di un incontro, ricevendo in cambio grandi quantità di doni floreali e denaro. Un equilibrio fragile che porterà a scontri, situzioni comiche e una svolta imprevista.

Roberta Torre ha fatto tesoro dell’esperienza estera del suo film. “Non ho voluto dare una particolare connotazione regionale alla mia storia, volevo solo fosse ambientata in una periferia, a quel punto è arrivata Librino. Le reazioni ricevute dagli spettatori non italiani mi hanno sorpreso - dice la regista - ho capito che, al di là del contesto regionale, il fulcro di tutto erano i messaggi trasmessi. Una parola che suona così antica e che non uso mai, tuttavia sono stati proprio i rapporti, le emozioni e anche la commozione a lasciare il segno”.

Dagli Stati Uniti le è stato chiesto come mai un Paese dove regna tanta bellezza sta vivendo un tale momento di degrado. "Una domanda che sinceramente in Italia non mi è stata mai posta," ha detto Roberta, la quale ritiene possa essere difficile, ma non impossibile, trovare la bellezza anche a Librino, quartiere satellite fatto di palazzoni e cemento.
“La Sicilia, luce, caratteri, colori particolari: questa terra per me è come un palcoscenico del mondo, una regione che è luogo di un immaginario potente, per questo non smette di affascinarmi e di essere fulcro del realismo delle mie storie. In un momento di così triste immaginario e povera realtà, mi piace vivere in un posto che mi faccia scoprire le nuove strade della fantasia”.
Le chiediamo cosa rappresentano le figure femminili, vere o sognate, che nel film compaiono con la loro femminilità vistosa, i capelli cotonati, un trucco deciso su visi anche angelicati: “Credo faccia sempre parte del mio immaginario favolistico e da fumetto. Fin dai primi film ho sempre raccontato delle favole, pur se includono toni inquietanti o poco rassicuranti”.
La lavorazione de I baci mai dati, dopo un iniziale sospetto e diffidenza dei locali, è stato accolto con gentilezza e disponiblità. “Nelle periferie lavoro da sempre, in quei contesti mi trovo bene, quelli in cui il contemporaneo trova le sue forme prima di ogni altro luogo. Probabilmente ormai fa parte di me”.

A distanza di otto anni (da Angela) Roberta Torre e Donatella Finocchiaro si ritrovano. “E’ stata la mia mamma artistica – dice Donatella – in questo anno pieno di commedie quella di Roberta ha segnato nuovamente il mio debutto, in una storia che unisce ai toni comici, il realismo e l’onirico”.
Interpretare una donna con una femminilià così provocante? “Non è stato facile all’inizio, ammette divertita, questa nuance biondo Librino, le unghie laccate, stretta in abiti leopardati e tacchi alti, non è un’immagine che mi appartiene, ma ho avuto fiducia in Roberta”.
Donatella interpreta una donna sopra le righe, vistosa, accattivante, ammaliatrice, molto presa da sè. “La causa scatenante, lo snodo di tutti i rapporti nel film è proprio la visione della Madonna che mia figlia dice di aver avuto. Da quel momento ci si accorge di come tutti nel paese sentano il bisogno di sperare in qualcosa ed essere ascoltati da qualcuno”.
Le donne qualche bacio lo conservano da parte (più che non darlo) sapendo quale sarà l’occasione buona? “Mi viene in mente mia nonna quando diceva, in dialetto siciliano, che i bambini si baciano solo di notte, quando dormono. Forse sì, c’è un perchè abbastanza antico nel dosare l’affettività. Ma nel film assistiamo a una bella svolta”.

Nel cast de I baci mai dati ci sono anche Giuseppe Fiorello, Pino Micol e Piera Degli Esposti, nel ruolo di una parrucchiera che nel suo coloratissimo negozio legge anche le carte. “Mi piace aggiustare la testa fuori e dentro” spiega  l’attrice, che si è divertita molto a interpretare questo ruolo, aggiungendo alla figura una sana crudeltà. “E’ l’unica che dubita dei poteri di questa ragazza, in realtà è un po’ invidiosa perché fino a quel momento ci aveva pensato lei a rendere felici o meglio a illudere (con le altissime acconciature e un giro di carte) le sue clienti”. Le chiediamo quale è il ruolo che vorrebbe nel prossimo futuro: “il commissario, spero proprio che a forza di dirlo qualcuno accolga la mia idea. Mi affascina e inoltre penso di essere portata per le indagini, nella mia testa ho risolto anche qualche caso”.

I fedeli alla piccola Manuela chiedono soprattuto lavoro e fama, in una lunga processione che costringe l’esordiente Carla Marchese ad indossare abiti “da suora” e ascotare pazientemente.
“Al contrario del mio personaggio che inventa la visione della Madonna per attirare l’attenzione, io cerco di non farlo mai, i miei compagni hanno saputo solo ora che ho girato un film”.
Quindici anni, un’esperienza sicuramente piacevole, che in futuro (adesso pensa a studiare) magari ripeterà, e una sintesi del film genuina. I baci mai dati per Carla è “emozionante, dolce e divertente”.



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