Interviste Cinema

Risate in bianco e nero e impegno politico al Montecarlo Film Festival

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Eclettica edizione fra Costa-Gavras e la commedia Orecchie.

Risate in bianco e nero e impegno politico al Montecarlo Film Festival

Il cinema italiano si è fatto notare al Montecarlo Film Festival grazie alla vittoria del premio del pubblico per Orecchie di Alessandro Aronadio e dell’esordiente protagonista Daniele Parisi come miglior attore. Uscito dal lodevole Biennale College di Venezia con applausi, è una piccola commedia in bianco e nero che merita spazio nelle sale, dove arriverà finalmente il 25 maggio per 102 distribution. Particolarmente soddisfatto, oltre che per i riconoscimenti soprattutto per le risate di John Landis, ospite del festival dedicato alla commedia, Aronadio ha ricordato come il film sia stato girato in sole tre settimane, nei 9 mesi previsti dal regolamento di Biennale College, per di più in bianco e nero. Tempi comici poco usuali nel nostro paese, libertà creativa totale, Orecchie è stata una sorpresa per il pubblico del Principato, meno per noi di Comingsoon.it che ve ne avevamo già parlato da Venezia.


Un piccolo ruolo nel film anche per Rocco Papaleo, uno dei premiati nella serata conclusiva. Insieme a lui anche Costa-Gavras, uno dei maestri del cinema politico, scappato a 19 anni dal suo Paese, la Grecia, alle prese con un regime liberticida, e adottato in pieno dalla Francia.

“È difficile realizzare film con tematiche delicate”, ha dichiarato il regista. “Il non abituale fa sempre paura, anche considerando come i finanziamenti dipendono molto dalle televisioni, a cui non piace trasmettere in prima serata storie difficili; preferiscono far dormire gli spettatori sereni sul divano. Per parlare della società ritengo sia meglio la finzione del documentario, grazie alla distanza che rende più facile arrivare al pubblico.”

Sulla situazione attuale del nostro continente ha avuto parole preoccupate, riconoscendo lo straordinario esperimento politico rappresentato dall’unione di così tanti paesi, con lingue diverse. “Invece di iniziare dalla cultura, l’educazione o la politica, siamo partiti dall’economia. Così sembra un supermercato, serve un cambiamento deciso che torni a coinvolgere i popoli.”

Costa-Gavras ha avuto un’importante esperienza anche a Hollywood, dove ha girato cinque film come Missing, con Jack Lemmon e Sissy Spacek, Music Box, protagonista Jessica Lange, o ancora il film del 1997 Mad City, con l’inusuale coppia composta da Dustin Hoffman e John Travolta. “Ho detto che volevo lavorare con una troupe francese, fare la post produzione a Parigi, altrimenti non l'avrei fatto. Hanno risposto positivamente a tutte le mie richieste, ho avuto sempre l’ultima parola, come quando nessuno voleva Lemmon per un ruolo non comico, o Travolta per una parte che altrimenti non avrebbe mai fatto”.

È al lavoro nella scrittura di un libro di memorie, che uscirà a settembre in Francia. “Non parlo di me, della mia storia, ma di come sono nati i film che ho fatto, dalle passioni che mi hanno spinto uno dopo l’altro, non da necessità programmate. Descrivo poi la mia vita in Francia, come questo Paese mi ha accolto, oltre all’avvntura a Hollywood.” Sollecitato sugli incontri che hanno segnato la sua carriera, non ha dubbi: “Yves Montand e Simone Signoret, oltre a Jorge Semprum. Il loro gruppo mi ha fatto capire come la politica vada analizzata con la ragione, io che avevo una mentalità da giovane mediterraneo impulsivo che volevo agire subito”.

La giuria era presieduta a Montecarlo dal regista britannico Michael Radford, da noi conosciuto soprattutto per il suo sodalizio con Massimo Troisi nel toccante Il postino, successo da Oscar che lanciò Maria Grazia Cucinotta. Particolarmente contento di confrontarsi con un genere da lui non molto frequentato come la commedia ha parlato del film che sta finendo di montare. Si tratta di un biopic su Andrea Bocelli, possibile anteprima al prossimo Festival di Venezia. “All’inizio l’avevo rifiutato varie volte, non mi convinceva raccontare la vita di una persona ancora in vita, ma Bocelli ha evitato di intervenire con commenti o perplessità su come raccontavamo la sua storia. Ha prestato la sua voce, anche quando cantava male. Sono molto contento del film e della musica, della storia di una persona che ha superato cose tremende. Raccontiamo anche delle cose che nessuna sa, oltre a strappare qualche risata”.

Il 14° Montecarlo Film Festival è stato vinto da Il cittadino illustre, ottimo film già premiato a Venezia.

Costa-Gavras Photo by Marco Piovanotto


  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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