Rimetti a noi i nostri debiti: Santamaria, Giallini sul primo film italiano di Netflix

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Rimetti a noi i nostri debiti: Santamaria, Giallini sul primo film italiano di Netflix

Spesso vicini a tematiche sociali nei film che interpretano, Claudio Santamaria e Marco Giallini sono una strana coppia di allievo e maestro nell’arte del recupero crediti. Un’arte triste e sempre più contemporanea in cui ci conduce Antonio Morabito, dopo un altro viaggio in un piccolo ingranaggio di una società non ben oliata, Il venditore di medicine, sempre con Santamaria protagonista. Rimetti a noi i nostri debiti è infatti la storia di un uomo che perde l’ennesimo posto di lavoro, non ha un soldo, anzi, ne deve molti, per cui si propone per lavorare gratis, fino ad estinzione del contenzioso, proprio con la società che lo perseguita arrivando a picchiarlo di notte.

Viene affiancato al brillante e spietato Marco Giallini, innescando un meccanismo di reciproco studio fra i due, che arriva fino all’anticamera dell’amicizia. Rimetti a noi i nostri debiti è In arrivo sulla piattaforma Netflix il 4 maggio, con l’etichetta di loro primo film italiano originale. Ne abbiamo parlato con regista e protagonisti nel corso di un incontro a Roma, in cui l’ironia dei due attori ha spesso preso il sopravvento.

“Ho apprezzato in particolare l’atmosfera di questa storia”, ha detto Giallini, “che mi ha ricordato L’odore della notte, non sembra temporalmente collocabile. I vestiti ricordano gli anni Settanta, nonostante si veda la Roma di oggi. È un film duro, come le apparenze del mio personaggio, che vive una doppia vita, divisa a compartimenti stagni: quella professionale discutibile e eticamente faticosa e quella privata, con una moglie e i figli, da marito e padre amorevole.”

Santamaria, che aveva già lavorato con Morabito ne Il venditore di medicine, sottolinea come il suo personaggio, Guido, “è una persona che sopravvive dopo aver perso l’ennesimo lavoro. Come nel film precedente rappresenta l’ultima ruota dell’ingranaggio del macrosistema. Prova a essere uno squalo anche lui, perseguitato com’è dai debiti, ma entra in gioco la sua coscienza, rappresentata da un suo amico e vicino, il professore, interpretato da Jerzy Stuhr.”

Nel suo tentativo si trova alleato con il professionista di successo incaricato di insegnargli il mestiere, “uno dei migliori”, come viene detto. “All’inizio non li vedi tanto insieme, come i personaggi de Il sorpasso, nessuno dei due permette all’altro di essere quello che è di solito, parlando di me e Giallini, del nostro modo di recitare nel film, come mi ha segnalato un amico. Credo abbia davvero ragione”.

“Sono diversi, ma si riconoscono”, tiene a precisare il regista Antonio Morabito. “Mi sono inspirato a una società di recupero crediti spagnola, che ha un modus operandi eccentrico, veste gli esattori in frac e dà il tormento ai debitori. Studiando per il film mi ha molto colpito come le società con molti clienti, dopo vari tentativi di rientrare del prestito, cedono i nominativi a terzi, a percentuale. Se ritengono il caso ormai disperato ne vendono il debito per una cifra irrisoria. Mi sembra una dinamica significativa per parlare del concetto di debito a tutto tondo. Anche l’apparente cinismo senza cedimenti di Giallini nasconde un uomo che per andare avanti, per comprarsi la bella macchina e vedere la propria famiglia crescere in una bella casa, deve zittire una parte di sé, che ogni tanto urla, specie quando si trova di notte, sul balcone, a fumare una sigaretta perché non riesce a dormire.

Parlando della particolare uscita, in streaming su Netflix come primo film originale della piattaforma, Morabito ha le idee chiare. “Hanno messo sul piatto della bilancia un’uscita in 190 paesi e 22 lingue, ma soprattutto la voglia di puntare su questo film, lo stesso non posso dire dei distributori tradizionali. Lo hanno visto e subito amato molto”.

Rimetti a noi i nostri debiti sarà disponibile su Netflix dal 4 maggio prossimo.




Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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