Remi, la nuova versione del romanzo di Hector Malot presentata a Roma

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Remi, la nuova versione del romanzo di Hector Malot presentata a Roma

Alla Festa del Cinema di Roma abbiamo incontrato Antoine Blossier e Maleaume Paquin, rispettivamente regista e piccolo protagonista di Remi, nuova versione del romanzo "Senza famiglia", pubblicato nel lontano 1878 da Hector Malot. Con loro c'era il produttore Éric Jehelmann.

Com'è approdato Antoine alla regia di Remi, un tale classico? "Volevo fare un film con dei bambini, il tema mi è stato suggerito da mia moglie, che aveva letto il libro, io avevo visto solo il cartone. Mi ha detto: "Leggi il romanzo e immaginalo come se dovessi fare un film alla Steven Spielberg." E' la storia di un bambino solo in un mondo ostile, che supera con la speranza tutta una serie di prove, e c'è un rapporto bellissimo con il suo mentore. Dal tema della speranza e della famiglia ricomposta è venuto fuori il progetto. Altro tema universale è l'avvicinamento di classi diverse, poveri e ricchi."
Il piccolo Maleaume è d'accordo, anche se non conosceva il libro: "Confesso che non avevo letto il libro e non avevo visto il cartone, e poi sono nuovo nel mondo del cinema! Il personaggio era molto bello, mi è piaciuta la sceneggiatura, è un bambino che vive in un mondo ostile, affronta tante vicissitudini, ma grazie al coraggio e alla bontà, le cose che mi sono piaciute di più, riesce a sopravvivere con tutte le avversità. Non bisogna mai arrendersi, c'è sempre speranza. Ecco cosa ho imparato."

Quanto può essere difficile rivisitare una storia così amata? Risponde Eric: "Eravamo consci delle difficoltà, era anche un film caro, non eravamo sicuri di trovare partner finanziari, ma c'è stato un allineamento di pianeti: dopo aver prodotto La famiglia Bélier, abbiamo visto che c'erano partner interessati, volevano partecipare a un progetto sul tema della famiglia. Di solito sull'argomento in Francia si fanno commedie, nel passato c'erano più titoli come questo, è un genere di film per famiglie un po' scomparso. Speriamo che dopo Remi questo taglio ritorni in auge, io da produttore vorrei andare avanti su questo schema. Speriamo in un buon risultato."

Cosa voleva Antoine nel suo Remi, specie dopo l'anime? "Conoscevo gli altri adattamenti, compreso l'anime, però mi mancava qualcosa. Viviamo in periodo di grande difficoltà e crisi, volevo affrontare una storia universale letta attraverso temi moderni, senza però fare manifesti. Un altro concetto importante è il canto, il bambino che trova un'identità attraverso il canto, è anche l'arte che gli dà la forza. Mi interessava anche la trasmissione dei valori, tra il maestro Vitali e il ragazzino." A proposito di questo, quanto ha contato l'intepretazione di Auteuil? "Lui l'avevo già scelto nella mia testa, non solo perché è un grande attore e per quello che rappresenta in Francia: ho bisogno di lavorare con attori che stimo, che mi affascinano. C'è stato un effetto specchio tra lui e l'Yves Montand in Jean de Florette, era un ruolo di mentore anche quello. E' bravo nello svolgere un ruolo che non è a senso unico. Ha una fisicità diversa da quella descritta nel romanzo, ma pazienza."

Come sono arrivati a scegliere proprio Maleume come protagonista? "La scelta è stata piuttosto facile, quando si deve girare un film con un bambino di solito in Francia ti dicono che i provini saranno infiniti. Lui era appena il sedicesimo, e per me è stato facile! Mi sono frenato, ho dubitato: possibile che l'abbia già trovato? Ne ho provinati altri trecento, ma mi sono ancorato a quella scelta."
Secondo Eric, cosa rende Senza famiglia un classico sempreverde? "Ogni generazione ama l'aspetto del racconto avventuroso, Remi è anche un road movie, ci fa vedere una grande parte di regioni francesi. Rispetto ad altri adattamenti, c'è un elemento di modernità visiva molto forte. Ha dentro un'iconografia alla Harry Potter o alla Spielberg, ma allo stesso tempo Antoine ha realizzato un prodotto con tanti riferimenti al patrimonio culturale del nostro paese."



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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