Interviste Cinema

Raya e l'ultimo drago, una "guerriera vulnerabile" nel nuovo cartoon Disney

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Abbiamo incontrato registi e sceneggiatori di Raya e l'ultimo drago, 59° lungometraggio animato del canone dei Walt Disney Animation Studios, dal 5 marzo su Disney+ in Accesso Vip.

Raya e l'ultimo drago, una "guerriera vulnerabile" nel nuovo cartoon Disney

Il 5 marzo debutterà Raya e l'ultimo drago, il 59° lungometraggio animato del canone dei Walt Disney Animation Studios: in Italia il film sarà disponibile sul servizio di streaming Disney+ in Accesso Vip a pagamento (venendo poi sbloccato dopo tre mesi per tutti gli abbonati, come già successo per Mulan). Di questa spettacolare storia fantasy, immersa nel folklore asiatico, abbiamo discusso in conferenza stampa virtuale con i registi Don Hall e Carlos López Estrada, con la produttrice Osnat Shurer e con gli sceneggiatori Adele Lim e Qui Nguyen.

Due guerriere, due facce della stessa medaglia in Raya e l'ultimo drago

La protagonista Raya è diventata un personaggio complesso via via che il progetto ha preso corpo: tecnicamente è una principessa ma è anche una guerriera, che eredita da suo padre il compito di custodire una gemma, in grado di mantenere un fragile equilibrio tra i cinque regni in cui si divide la terra immaginaria dove il film si svolge. Da ragazzina sbaglia, si fida di una finta amica di nome Namaari, dando origine così a un periodo nero che da adulta s'impegna a rettificare, con l'aiuto di un mistico Drago mutaforma, Sisu. Raya porta un grande peso, vive un forte senso di colpa, è energica ma non per questo invulnerabile: ha perso la fiducia, che è il tema fondante della storia.
Secondo la sceneggiatrice Adele Lim, proprio Namaari rappresenta l'altra faccia della medaglia di Raya: vive lo stesso perenne conflitto tra i regni, ma lo affronta in modo diverso. "All'inizio era più tradizionalmente una villain, poi è diventata più tridimensionale." Le fa eco Qui: "Devi capire anche chi si comporta male. Spesso si vogliono le stesse cose, ma da prospettive differenti".

Raya e l'ultimo drago, tre donne al centro della scena

Contando anche il drago Sisu, che ha un'identità femminile e in alcuni momenti del film proprio le fattezze di una donna, Raya e l'ultimo drago presenta quindi ben tre protagoniste, un passo avanti persino rispetto al binomio Anna-Elsa nei Frozen. Don Hall respinge al mittente l'idea che un approccio del genere sia figlio di un'agenda femminista specifica: "Sono tre protagoniste grandiose e basta, ci ha guidato la storia". La producer Osnat conferma: "È stato un processo organico, il problema di questi personaggi non è il loro genere, è ciò che succede intorno a loro." Adele sottolinea comunque come quella di Raya e l'ultimo drago sia una rappresentazione dell'amicizia femminile inedita nel contesto dei lunghi animati Disney, un piccolo traguardo importante. E con l'amicizia arriva anche l'idea del tradimento, ma si superano i traumi con "il coraggio di riprovarci e di essere vulnerabili". Leggi anche Us Again è il nuovo corto animato Disney, abbinato a Raya e l'ultimo drago

L'inclusività nella storia di Raya e l'ultimo drago e nella famiglia Disney

Raya e l'ultimo drago è un film inclusivo all'ennesima potenza, una sorta di sintesi della diversità culturale, ma ancora una volta Adele spiega: "La nostra squadra è una famiglia, il nostro stare insieme traspare naturalmente nella storia, non ci sono agende. Siamo noi." In effetti, con un regista americano, un altro messicano, una producer israeliana, una sceneggiatrice malese e uno sceneggiatore di origine vietnamita, il melting pot non va cercato, è spontaneo. Osnat sottolinea: "Guardando a come va il mondo, la divisività ci richiede una risposta di rispetto e fiducia. Il mondo è diverso. Quando fai un film, più sei culturalmente preciso, più il messaggio diventa universale". Naturalmente, come spiega Qui, c'è stata una forte spinta personale nel caratterizzare l'atmosfera del film: "Io e Adele abbiamo le radici nella cultura asiatica, realizziamo un film avventuroso, che parla di inclusività, anche per i nostri stessi figli".

Raya e l'ultimo drago, un film attuale (ma involontariamente)

Nella storia di Raya e l'ultimo drago si parla di distanze, di chiusura al mondo esterno e dei Druun, cupe nubi senzienti che trasformano gli esseri umani in pietra, un "morbo" che ha la meglio sul mondo, quanto più quest'ultimo è fratturato. Di questi tempi, è un'immagine che evoca un morbo non metaforico. Don Hall ne è consapevole: "E pensare che all'inizio tra noi chiamavamo i Druun proprio col nome di morbo, ma il film non suona attuale volontariamente! Di sicuro abbiamo avuto bisogno anche noi di appellarci alla fiducia, quando si è trattato di lavorare da casa". In effetti il clou della lavorazione di Raya e l'Ultimo Drago è coinciso con lo scoppio della pandemia del Coronavirus, aumentando il lavoro della producer Osnat Shurer e del suo team di produzione, per organizzare lo smartworking a tempo di record. Nel suo piccolo Carlos López Estrada, al suo debutto nel mondo dell'animazione dopo il cinema indipendente dal vero, spera che un film animato Disney possa aiutare a sopportare le angosce: "I film Disney hanno espanso la mia immaginazione e hanno segnato la mia vita, la fantasia è nodale, ci nutriamo di fantasia per andare avanti".

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