Interviste Cinema

Raya e l'Ultimo Drago: la ricerca della fiducia perduta nelle nostre interviste sul film Disney

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Chiacchierando con gli autori di Raya e l'Ultimo Drago, 59° lungometraggio animato dei Walt Disney Animation Studios, da oggi in streaming su Disney+, abbiamo toccato i temi su cui si regge il racconto. E abbiamo citato Mushu di Mulan.

Raya e l'Ultimo Drago: la ricerca della fiducia perduta nelle nostre interviste sul film Disney

Oggi 5 marzo sbarca in streaming su Disney+ in Accesso VIP Raya e l'Ultimo Drago, 59° lungometraggio animato del canone dei Walt Disney Animation Studios. Ne abbiamo parlato a distanza con cinque dei suoi autori, rappresentanti di un'opera che non è mai stata così collettiva, multiculturale e inclusiva. La conversazione sui temi del film ha coinvolto i registi Carlos López Estrada (messicano), Don Hall (americano), gli sceneggiatori Qui Nguyen (di origini vietnamite) e Adele Lim (malese), nonché la producer Osnat Shurer (israeliana). Abbiamo anche trovato il tempo per toglierci una curiosità riguardante Mushu. Ricordate chi era? Leggi anche La nostra recensione di Raya e l'Ultimo Drago

Raya e l'Ultimo Drago: le tematiche di una fiaba Disney moderna e fantasy

Raya e l'Ultimo Drago è un film che punta sui contenuti tanto quanto sull'azione, costruendo un messaggio piuttosto chiaro di apertura verso il prossimo, ma non aproblematica, anzi. L'eroismo della protagonista Raya, alla ricerca dei pezzi della gemma che riunirebbe i regni rivali della sua Terra, è un eroismo cercato con fatica. Ce ne parlano il regista Don Hall e la sceneggiatrice Adele Lim.

Quando Namaari tradisce Raya, dice: "In un mondo diverso, saremmo state amiche". Secondo me è la battuta più tragica del film: l'innocenza è una delle tante vittime dei conflitti? Avete costruito la storia di Raya e l'Ultimo Drago su quest'idea?

Don Hall: È sicuramente costruita sull'idea di fiducia e, essendo Raya la protagonista e noi gli architetti della storia, volevamo rendere la sua accettazione dell'idea di fiducia la più difficile possibile. Il tradimento di Namaari è uno degli aspetti più importanti, stavano sperimentando l'amicizia forse per la prima volta. Per come la vedevamo noi, Raya è cresciuta con un sacco di adulti, è stata addestrata ogni giorno per diventare la guardiana della gemma. Forse non ha mai avuto un'amica come Namaari. Anche se c'era un tradimento, per noi il legame era genuino. Anche per Namaari, che aveva in Raya un'amica. Sono contento che tu l'abbia sottolineato, perché anche per noi era in effetti la cosa più triste del film. Un'amicizia agli albori che in altre circostanze sarebbe sbocciata sul serio.

Qual era il nucleo emotivo da cui siete partiti per costruire il copione? Avete iniziato da un tema sul quale volevate costruire, oppure avete cominciato da un personaggio specifico, da una scintilla specifica d'ispirazione?

Adele Lim: Un film di animazione Disney, a differenza della maggior parte dei film, è il prodotto di uno sforzo narrativo molto collettivo. Sapevamo che il tema della storia era l'essere divisi, e rifletteva il mondo in cui noi come autori e tutti quanti di fatto viviamo. Come potremmo riunirci? Ci siamo chiesti quale personaggio avrebbe avuto questo compito improbo. Anche se Kumandra è una terra inventata con personaggi inventati, i problemi che affrontano nel loro mondo sono praticamente i nostri. La soluzione allora non è semplice: Raya pensa che basti trovare un drago che magicamente aggiusti tutti i problemi, ma non va così. Si tratta invece di trovare una soluzione umana in tutti noi. Nel viaggio continua a cercare di creare legami: anche se non funziona, anche se fallisce, anche se la tradiscono e perde tutto quello che per lei conta, l'ispirazione del drago, il recupero di gioia e speranza, necessarie a riunire le persone, alla fine salveranno il mondo.


La storia sembra più parlare del cattivo dentro di noi, piuttosto che del cattivo fuori.

Adele Lim: Sì, assolutamente, sono felice che tu l'abbia colto! Perché lo vedi in Raya e anche nella nostra "cattiva" Namaari, che si è evoluta moltissimo, all'inizio era per noi una villain classica, ma se ci pensi lei e Raya hanno tanto in comune. Sono leader fiere ed energiche, che tengono alle proprie famiglie e alle proprie terre, solo affrontano la cosa in modo diverso.
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Raya e l'Ultimo Drago: i legami con le tradizioni popolari... e con la tradizione Disney

Il tessuto narrativo e visivo di Raya e l'Ultimo Drago è molto ricco. Abbiamo chiesto allo sceneggiatore Qui Nguyen e alla producer Osnat Shurer di illuminarci sulle radici culturali di questo viaggio, non solo per quel che riguarda le tradizioni asiatiche, ma anche per i legami con un classico disneyano al quale siamo sicuri molti penseranno...

Ho letto una lista piuttosto lunga di consulenti culturali nei titoli di coda. Come avete lavorato con loro, cosa avete cambiato dopo quegli incontri nel copione?

Qui Nguyen: I nostri consulenti sono stati importanti, il nostro film si basava sulle culture del sudest asiatico. Io stesso ho origini vietnamite, anche se non sono cresciuto lì e ne ho una conoscenza non approfondita. Avere questi consulenti per quell'area, specialmente antropologi che si occupano della rappresentazione visiva, è stato fondamentale per aiutarci a costruire il mondo del film, per assicurarsi che la gente cogliesse le radici dell'ispirazione artistica. Anche se non si basa su una realtà che capiamo e che vediamo, in culture che celebriamo, essere specifici porta all'universalità. Volevamo che la gente, guardando il film, fosse ispirata a imparare di più su queste culture, sullo stile del vestire, il cibo, le arti marziali...

Sisu continuava a ricordarmi Mushu, il draghetto del Mulan animato. L'avete concepito come una sorta di omaggio al Rinascimento Disney degli anni Novanta?

Osnat Shurer: Non particolarmente, non l'abbiamo visto così, l'abbiamo pensato come cardine di un rapporto tra il suo personaggio e quello di Raya, non è una spalla, Sisu è un personaggio fondamentale. È la ragione della trasformazione, incarna ciò a cui aveva dato origine il padre di Raya, cioè questo sogno di unità, di fidarsi l'uno dell'altro per poterci riunire, invece di aspettare. Era un personaggio con una necessità specifica in questo film, sviluppato dai nostri collaboratori nel sudest dell'Asia, per rappresentare il naga, il drago del sudest asiatico. Era una cosa a sè stante, ma pensiamo che come tutto il resto del film trovi un posto nell'eredità disneyana, di cui siamo molto fieri!
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