Rabbia furiosa: in arrivo Er Canaro nella versione di Sergio Stivaletti

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Rabbia furiosa: in arrivo Er Canaro nella versione di Sergio Stivaletti

"Quando Garrone ha annunciato il suo film, ho deciso di fare un passo avanti e di annunciare a mia volta il mio,” racconta Sergio Stivaletti, maestro degli effetti speciali che con Rabbia furiosa - Er canaro firma il suo terzo film da regista dopo M.D.C. La maschera di cera e I tre volti del terrore. “In fondo,” prosegue, “io avevo una sceneggiatura già pronta, e ho capito che era inutile continuare a vedermi chiudere la porta in faccia da produttori, che era inutile continuare a ripetere il mantra ‘non ci sono più i produttori di una volta’, e che quel produttore sarei dovuto essere io. Produttore di un film fatto in casa, usando come location i capannoni dove realizzo gli effetti, e il lavoro degli allievi dei miei corsi, ma senza sembrare tale.” 
Era da molto tempo, infatti, che Stivaletti pensava di fare un film che raccontasse, proprio come Dogman, di questo terribile caso di cronaca nera romana degli anni Ottanta: “fin da quando Galliano Iuso mi aveva chiamato per dirigere uno degli episodi di un film che doveva essere tratto dal libro “Fattacci” di Cerami,” spiega, “e già allora io avevo scelto quella storia lì.”
Ma, come Garrone, a Stivaletti non interessava ricalcare la cronaca, quanto rielaborarla. “Volevamo ispirarci, e non ricostruite, lavorare sul sedimento di quel che abbiamo letto e visto allora. Su quello che a me, come a tutti quelli che erano rimasti colpiti e impressionati, era rimasto dentro leggendo i giornali, o ascoltando i discorsi al bar. Da regista mi pareva interessante rielaborare il ricordo.”
E infatti, Rabbia furiosa non si svolge alla Magliana, né negli anni Ottanta, ma al Mandrione, e ai giorni nostri, e non solo per motivi di budget. “Questo, in fondo, è un Canaro ideale, che in tutti gli elementi - dalla scenografia ai costumi - abbiamo cercato di far sembrare sì attuale, ma anche un po’ fuori dal tempo,” dice Stivaletti. Antonio Tentori, sceneggiatore assieme ad Antonio Lusci, parla di “una chiave visionaria e onirica che fin dalla scrittura era pensata per lo stile del regista, che emerge chiaramente in alcuni momenti ma che abbiamo cercato di spargere in tutta la vicenda.”
“Il Mandrione, poi, mi piaceva molto,” aggiunge Stivaletti, “è un quartiere popolare ma non squallido, con della poesia, e squarci molto belli, e angoli che appunto sembrano venire da altre epoche.”

Considerato il nome del regista, si potrebbe pensare a Rabbia furiosa come a un film esageratamente splatter. Ma se si escludono i pochi minuti finali delle sevizie (che, racconta Antonio Lusci, “ho scritto ricalcando i verbali della polizia”), quello di Stivaletti è un film che mira a qualcosa di più sottile. “Lo splatter arriva solo alla fine, e c’è perché io volevo mostrare tutto quello che da spettatore avrei valuto vedere, ma l’orrore prima è tutto psicologico,” dice il regista. “Tutto il cinema che ho fatto, anche quello coi maestri, ha sempre peccato un po’ d’attenzione nei confronti degli attori. Nel cinema horror si tende a trascurare la recitazione per privilegiare altro, l’effetto speciale, che poi però in questo modo rischia di non funzionare. Per questo per il mio film ho preteso attori veri, e ho lavorato con loro discutendo assieme le varie scene, affiché loro potessero dare il loro meglio, e rendere così migliore tutto il film.”
Se questo vale per Riccardo de Filippis, che interpreta Fabio Er Canaro, e per Virgilio Olivari, che invece è Claudio Er Pugile, vale in qualche modo ancora di più per Romina Mondello, che dopo aver lavorato con Stivaletti in La maschera di cera, qui è Anna, la moglie di Fabio. “Perché,” spiega il regista, “oltre a essere una bravissima attrice, Romina ha dato un apporto fondamentale al suo personaggio aiutandoci a scriverlo meglio, a renderlo più vero e credibile attraverso la sua ottica femminile, perché noi maschi cosa ne capiamo davvero, delle donne?
Romina Mondello, impressionabile, ha detto di non aver visto e di non aver intenzione di vedere Rabbia furiosa ma che spera “dal film emerga che Sergio Stivaletti è una persona di straordinaria umanità.”
Se invece voi avete intenzione di andare al cinema, Rabbia furiosa - Er Canaro debutterà nelle sale il 7 giugno, in una quarantina di copie che dovrebbero arrivare in tutte le principali città italiane.



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