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Quel bravo ragazzo: Herbert Ballerina e i suoi complici presentano il film

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Presentato alla stampa alla presenza del cast quasi per intero il film di Enrico Lando che vede il debutto solista dello storico socio di Maccio Capatonda.

Quel bravo ragazzo: Herbert Ballerina e i suoi complici presentano il film

E' stato presentato stamani alla stampa il primo film da protagonista di Luigi Luciano, più noto al pubblico con lo pseudonimo di Herbert Ballerina. Diretto dall’Enrico Lando de I soliti idioti e interpretato, nelle parole dell'attore, da “un cast di tutto dispetto” che comprende Luigi Maria Burruano, Enrico Lo Verso, Tony Sperandeo, Daniela Virgilio, Ninni Bruschetta, Giampaolo Morelli, con partecipazioni dei soci storici del protagonista, Ivo Avido (anche produttore esecutivo) e Maccio Capatonda, Quel bravo ragazzo arriva in sala giovedì 17 novembre in 300 copie distribuite da Medusa.

Nella storia, Ballerina è Leone, un trentenne che, cresciuto in orfanotrofio, scopre di essere figlio di un boss mafioso siciliano in punto di morte. Il compito di questo Candido innocente e molto ingenuo è quello di gestire “l'azienda” paterna, mentre gli scagnozzi del padre (Sperandeo e Lo Verso), aiutati da un infido avvocato (Bruschetta), provano a farne un vero uomo d'onore. Non si tratta di uno spinoff del mondo di Maccio, ma di una vera e proprio storia autonoma creata apposta per la comicità del protagonista e nata da un soggetto inviato alla produzione di Mauro Belardi da un fan, Ciro Zecca, sviluppato poi in una sceneggiatura da Gianluca Ansanelli e Andrea Agnello.

In una conferenza stampa molto partecipata, si è partiti dalla domanda d'obbligo in un'operazione del genere: Si può davvero ridere della mafia? “Io sono molto pauroso – dice Herbert – e dunque ci tengo a dire che non volevo offendere nessuno. Questo soggetto ci è servito per mettere il mio personaggio in un ambiente molto più grande di lui. Si può far ridere anche distruggendo i cliché che si usano in genere nei film sulla mafia”. Daniela Virgilio, che ricordiamo sempre come la Patrizia della serie tv di Romanzo Criminale, stavolta è una poliziotta: “La cosa secondo me molto carina è che Gigi ha questa purezza e questo candore che neanche mia cugina che ha 2 anni, ed è toccante fare questo tipo di ironia con la sua ingenuità. Nel film dice cose che dovrebbero sembrare ovvie, tipo “tu non hai soldi, io ce li ho, quindi è normale che te li dia”. Il problema però è che a volte non capisci se lo è o se ci fa. Certe volte ti mette spalle al muro. E in questo modo tu reagisci in modo più spontaneo”.

Enrico Lo Verso è uno dei due goodfellas del film e se la ride un sacco: “Mi sono divertito tantissimo sia a leggerlo che a farlo, anche a fare una specie di provino senza sapere che ruolo avrei fatto e in cui ho riso come mai in vita mia. Si diceva un tempo “una risata vi seppellirà” e trovo che sia un modo molto giusto e molto bello di combattere”. Ninni Bruschetta è l’avvocato “consigliori” del padrino: “I film che ironizzano sull’argomento alla fine finiscono anche per essere totalmente antimafia, la leggerezza della comicità fa arrivare il messaggio anche più efficacemente”.

Enrico Lando risponde ai riferimenti a Johnny Stecchino, che il film può alla lontana ricordare: “Lo abbiamo visto tutti e ci abbiamo pensato, ma questo è stato costruito sul personaggio di Herbert. Quando l'ho incontrato sono stato molto colpito dal suo candore e dalla sua fisicità che mi ricordava moltissimo Buster Keaton, o un personaggio come Edward Mani di forbice. con una sua poetica. Nel film abbiamo provato a lavorare con questi aspetti”. Herbert parla dei suoi modelli: “Ho cercato di non ispirarmi a Johnny Stecchino, che ho visto 168 volte. Come ho detto altre volte a me piace molto il teatro napoletano di una volta con Totò, De Filippo, e i comici che hanno segnato la mia esistenza tra cui Benigni, Pozzetto e Maccio (quando va male)".

Se conoscete solo Toni Sperandeo per i suoi ruoli seri e drammatici, avrete una bella sorpresa. Nel film i suoi duetti con Lo Verso sono irresistibili: “Io ho partecipato a Johnny Stecchino e spero che questo film abbia lo stesso successo. Ho cominciato col cabaret ma in Italia non lo sanno. Mi sono trovato benissimo anche se non potevo esagerare più di tanto, sono contento di aver lavorato con un regista preparatissimo anche se giovane, che ha fatto un film preciso sulla Sicilia, nonostante sia milanese. Avrei voluto essere molto più comico. Lo so che voi mi associate a ruoli di poliziotto o di mafioso. Con questa faccia, però, Padre Pio non me lo faranno fare mai. L’importante è lavorare bene”. Herbert ribadisce la diversità del film rispetto alle cose in cui siamo abituati a vederlo: “Questo film è nato col desiderio di mettere il mio personaggio in una commedia più di genere, mentre il mondo Maccio è più satirico, più nonsense, anche più grottesco. Tra i film che ho visto prima di iniziare c’è Oltre il giardino e anche Titanic, che non c'entrava niente”.

Lando risponde sul finale e sulla ripresa più difficile: “Sul finale abbiamo discusso moltissimo sia prima di girare che durante le riprese e alla fine abbiamo scelto di fare quello più semplice, l’abbiamo deciso in corso d’opera. La riunione del capo dei capi è stata la scena più impegnativa, siamo stati due giorni in quel posto pieno di polvere, con la gola secca, era difficile da illuminare, ma è stata una difficoltà piacevole”. Tra Daniela Virgilio e Herbert nel film c’è una quasi storia d’amore: “Inizialmente c'era l'idea che il mio personaggio si innamorasse di lui ma poi hanno cambiato il finale e non ho potuto sperimentare questa cosa”, dice l’attrice, mentre lui aggiunge: “.Il film doveva prendere una piega più amorosa ma io non so fare le scene con le donne e poi cinematograficamente è un film troppo onesto, ci sembrava il classico finalino per accontentare tutti”.

Maccio, ospite nel film, si schermisce quando viene tirato in ballo: “A me piace l'idea di fare cose intelligentemente comiche, come autore ci vado a nozze ma qua ho solo partecipato al matrimonio”. Ma in definitiva, qual è il sogno segreto di Herbert? "Sogno che se questo film va bene lascio tutto e mi metto a cercare i tartufi col maiale".

E chi siamo noi per impedire all'adorabile Herbert Ballerina di realizzare i suoi sogni? E dunque invitiamo tutti, dal 17 novembre, a vedere Quel bravo ragazzo al cinema.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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