Interviste Cinema

Pupi Avati parla del suo Gli amici del Bar Margherita

Si respirava un’aria rilassata e allegra stamani alla casa del Cinema di Roma, dove Pupi Avati, uno dei nostri più amati e prolifici registi, ha presentato in un’affollatissima conferenza stampa, il film che ha da poco finito di girare e che è attualmente in post-produzione, Gli amici del bar Margherita.

Pupi Avati parla del suo Gli amici del Bar Margherita

Pupi Avati parla del suo Gli amici del Bar Margherita

Sarà perché era l’atmosfera conseguente alla consapevolezza di aver fatto un buon lavoro, ma difficilmente ci era capitato di vedere tanta gente allegra a una presentazione ufficiale. Del cast – talmente ricco e variegato che farebbe l’invidia di qualsiasi regista – erano presenti il debuttante e giovanissimo Pierpaolo Zizzi, i veterani avatiani Gianni Cavina, Alfiero Toppetti, Diego Abatantuono, Neri Marcorè, Claudio Botosso, e tre debuttanti di lusso nell’universo del regista bolognese come Fabio De Luigi, Luigi Lo Cascio e Laura Chiatti.

Intitolato provvisoriamente – e a detta di un semiserio Avati per sviare le aspettative – Nel tepore del ballo, Gli amici del bar Margherita racconta le storie, gli eroi, e i personaggi sopra le righe di un luogo davvero esistito nella Bologna del 1954: il bar di via Saragozza di fronte al quale viveva il diciassettenne Pupi Avati, osservandone gli avventori abituali e sognando, un giorno, di entrarne a far parte. Erano i suoi modelli, personaggi sopra le righe che vivevano in un mondo “arcaico, rigorosamente maschile, con un codice di regole che tutti rispettavano, e dove le donne non erano ammesse.” Un mondo tanto al maschile che l’idea di raccontarlo, racconta Avati, è nato da un sogno da cui si è svegliato ridendo e in cui ha rivisto Barreco, il fattorino del fornaio, che ogni volta che passava davanti al bar, nell’assoluto silenzio gridava “Abbasso i busoni!”.

I protagonisti sfilano sotto i nostri occhi descritti da Pupi Avati e dagli attori: Al, il personaggio misterioso, campione di biliardo e in ottimi rapporti con le sognate entraineuse del night (Abatantuono), l’antennista che sogna di andare a Sanremo (De Luigi), l’inventore della cravatta con l’elastico, Zanchi (Botosso), proprietario del cravattificio Harem, dove lavorano solo donne che vengono scelte in base alla loro avvenenza, un conte erotomane dedito a imprese folli come guidare una macchina bendato e senza frenare attraverso un incrocio o paracadutarsi dalla Torre degli Asinelli (Lo Cascio), un tontolone fidanzato con una donna non gradita al gruppo di amici, che assumono un’entraineuse per sedurlo e salvarlo dal matrimonio (Marcorè e Chiatti). E poi c’è la famiglia di Avati: lui diciassettenne (Zizzi), il nonno (un Gianni Cavina molto invecchiato per la parte: “pelato, 85enne e con le orecchie a sventola peggio delle mie. Pupi l’ha fatto per vendicarsi della mia costante presenza e assicurarsi che dopo avermi visto nessuno mi faccia più lavorare”, dice ridendo l’attore feticcio di Avati), la madre (Katia Ricciarelli) e una strana e procace insegnante napoletana di pianoforte di cui il nonno si invaghisce fino al punto di prendere lezioni (Luisa Ranieri). Un cast corale che ricorda quello delle commedie migliori di Pupi Avati, dagli indimenticabili serial tv Cinema! e Jazz Band, alle storie cinematografiche che affondano le radici nel vissuto del regista e dei suoi amici. Stavolta, però, su una cosa sono tutti concordi: “si ride moltissimo – ci dice Botosso, che torna a lavorare con Avati tantissimi anni dopo Impiegati e Storia di ragazzi e di ragazze – e anche sul set era uno spasso, Abatantuono faceva una battuta dopo l’altra, tanto che a volte eravamo costretti a interromperci”. “E’ una comicità alta – dice Cavina – l’unica volta in cui entro nel bar faccio una partita a biliardo con Abatantuono e ti assicuro che è una scena comicissima”.

Come in ogni incontro con Pupi Avati, poliedrico e prolifico scrittore, regista e affabulatore, si parla di tante cose, dalla percezione negativa della gioventù che si ha oggi, alla libertà di cui godeva quella dei suoi tempi: “i giovani non interessavano a nessuno, né ai media, né al mercato, io sono cresciuto giovandomi della disattenzione generale. Oggi si fa di tutto per rendere i giovani rinunciatari già in partenza, e questo è terribile”. Con gli anni, dice Avati “le storie da raccontare aumentano, assieme alla consapevolezza che si ha meno tempo per raccontarle, questo è il motivo del mio essere tanto prolifico”. L’incontro prosegue poi con le conversazioni individuali col regista e con gli interpreti, da Laura Chiatti, che dichiara di esser arrivata sul set “intimidita, perché avevo un’idea di Avati un po’ burbera, idea che si è dissipata immediatamente dopo averlo conosciuto” e che si dice “felicissima di esser stata chiamata a far parte del suo mondo e di aver potuto interpretare una donna degli anni Cinquanta, io che anche nella vita di tutti i giorni e nel modo di vestirmi sono un misto tra quel periodo e gli anni Sessanta”, ad Abatantuono, che assieme a Neri Marcorè dà vita a un divertente siparietto e auspica il ritorno in grande stile “della commedia, quella per cui siamo giustamente famosi e che oggi si fa così poco”. Tutti - incluso un attore noto per i ruoli drammatici come Luigi Lo Cascio che promette di essere la vera rivelazione comica del film (“è mio fratello Antonio il mago del casting, ci ha detto Avati, è lui che pensa che un attore possa funzionare magari in un ruolo in cui non lo si è mai visto”) -sono talmente entusiasti di far parte di questo progetto che la loro goliardica allegria ci fa sembrare la data di uscita del film, fissata per il 3 aprile 2009, quasi troppo lontana.

Ciliegina sulla torta della nostalgia a cui indulge Pupi Avati in questo film, sono le musiche originali: per una volta non del fedelissimo Riz Ortolani ma di Lucio Dalla, l’amico-nemico di sempre, che con Avati condivide ricordi ed esperienze di una Bologna (e un’Italia) sparite per sempre ma ancora vive nella memoria dei giovani dell’epoca.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per l'articolo