Interviste Cinema

Profeti: Alessio Cremonini e Jasmine Trinca presentano una storia di prigionia e di ascolto

In uscita nelle sale il 26 gennaio, Profeti è un altro racconto di cattività di Alessio Cremonini, che in Medio Oriente ha messo a confronto una giornalista e una foreign fighter, in una prigione casalinga claustrofobica che diventa luogo di confronto. Il regista ha presentato il film a Roma insieme a Jasmine Trinca e Isabella Nefar.

Profeti: Alessio Cremonini e Jasmine Trinca presentano una storia di prigionia e di ascolto

Vincitore del Black Panther Award al Noir in Festival 2022, Profeti di Alessio Cremonini è pronto per debuttare nelle sale cinematografiche giovedì 26 gennaio. Noi abbiamo avuto il privilegio di vederlo proprio al Festival diretto anche da Giorgio Gosetti, che non a caso modera la conferenza stampa di presentazione di questa mattina a Roma. Insieme al regista, che conosciamo per Sulla mia pelle, ci sono le due protagoniste femminili Jasmine Trinca e Isabella Nefar. Come il film sugli ultimi giorni di Stefano Cucchi, Profeti è il racconto di una cattività, anche se la prigione questa volta è in Medio Oriente, dove l'Isis rapisce una giornalista italiana che viene data in custodia a una foreign fighter radicalizzata a Londra che ha sposato un miliziano e ora vive nel Califfato.

"La prigionia è un dato che mi interessa molto" - dice Alessio Cremonini -"e di solito viene imprigionato chi è più fragile e più debole di chi imprigiona, che sia uno stato, un'ideologia, un gruppo di individui. Chi è più forte può esserlo tanto da un punto di vista fisico quanto psicologico, perché si può stare in cattività anche in case che non hanno le porte chiuse ma da cui non si può uscire per una debolezza caratteriale o un ricatto emotivo".

La reporter Sara, nel film, viene dunque catturata e affidata a una donna di nome Nur, che dividerà con lei la quotidianità ,esercitando più o meno consapevolmente sulla prigioniera una pressione psicologica che diventerà sempre meno sopportabile e sempre più soffocante, tanto da mettere all'angolo perfino lo spettatore.

"Mi rendo conto di aver corso dei rischi" - spiega ancora il regista: "e forse molti spettatori si sentiranno rinchiusi insieme a Jasmine e a Isabella, però forse era quello che volevo. Desideravo che si sentissero la fame d'aria, la claustrofobia. Pian piano ho voluto sottrarre sempre un po’ di più, prima sono rimasto fuori e poi ho chiuso la porta, come quando stai in apnea e cominci a sentire che l'ossigeno è sempre di meno. Ecco, io volevo dare esattamente questa sensazione. Quando poi ho scoperto che solitamente rapitrice e rapita dormono nello stesso letto, ho pensato che fosse una situazione da teatro dell'assurdo e ho voluto metterla nel film. Amo quando il cinema va al contrario, quando non usa tutte le sue armi, quando sottrae, ribalta e mi porta da un'altra parte".

C'è un oggetto, o meglio una scena, in Profeti, che ha un valore ancora più simbolico della prigione, ci tiene a dire Alessio Cremonini: "Profeti è racchiuso in un'immagine in cui è presente solo l'attrice protagonista e che rappresenta l'essenza di Jasmine. Nell'immagine Jasmine sta sotto una coperta, quindi non si vede, è assente, e l'assenza suggerisce il rapimento. La coperta, inoltre, fa parte del meccanismo di dominio dell'altro, che sia una persona, una donna o un intero paese. Profeti è un film sull'assenza e su Dio, che poi è il grande assente".

Anche Jasmine Trinca ha qualcosa da dire sulla coperta: "Dovete sapere che ho passato tanto tempo sotto quella coperta. Io non ho il vezzo dell'attrice che segue il metodo, ma proprio perché il cinema è sempre un po’ dispersivo e fare un film è anche tanto rumore intorno, tante facce, tante persone sulla linea dello sguardo, stare sotto la coperta mi aiutava ad andare nel luogo in cui il film ci porta e che coincide con uno smarrimento emotivo fortissimo".

Poi l'attrice parla del modo in cui si è avvicinata al personaggio di Sara e all'argomento che il film affronta: "Un po’ conoscevo delle cose, un po’ ho studiato, anche se non so quanto senso abbia studiare, perché penso che la cosa interessante del percorso di Sara sia questa perdita di senso che in fondo è necessaria per ritrovare poi un altro orizzonte. Inoltre mi piaceva l'idea di portare nella vicenda una piccola presunzione da giornalista occidentale, lo sguardo di qualcuno, nel nostro caso una donna impegnata, che pensa di conoscere quel mondo e di insegnare a un'altra donna come le donne dovrebbero trovare la loro libertà, senza rendersi conto che, al di là del fanatismo religioso su cui tutti concordiamo, tutte le donne del mondo in qualche modo sentono addosso uno sguardo che più o meno è sempre lo stesso, che viene mutuato e abusato dalla religione ma che è conseguenza di un assetto sociale duro a morire, che poi è il patriarcato. Quindi, attraverso Sara, ho cercato di portare una mancanza di pregiudizi, su quel mondo e sull'incontro con Nur, che a un certo punto diventa un incontro di ascolto oltre che di parole".

A interpretare Nur è Isabella Nefar, attrice italo-iraniana che ha studiato recitazione a Milano e che adesso vive e lavora a Londra. Di Profeti racconta: "La cosa che mi ha interessato inizialmente era capire il senso di non appartenenza che Nur prova prima di diventare una foreign fighter, e più tardi trovare le motivazioni che portano tutti i foreign fighter ad avvertire un profondo conflitto interiore che inevitabilmente sfocia nel desiderio di far parte di qualcosa. Sono partita da qui nel mio lavoro di ricerca e ho capito il mio personaggio perché anche io appartengo a due culture diverse e non mi sono mai sentita parte né di una né dell'altra. Ovviamente non capisco perché Nur abbia preso una decisione così estrema, però credo che quello che il film vuole fare sia davvero importante: gettare luce su due donne molto lontane che però hanno un passato molto simile, che non hanno fatto scelte di vita poi così diverse, e che quindi in alcuni momenti trovano un canale di comunicazione. Credo che in questo senso il cinema abbia un ruolo molto importante, e può gridare: 'viva la libertà!', oppure, come nel nostro caso, lasciare spazio all'ascolto reciproco".

Isabella Nefar non se la sente di condannare Nur: "Queste persone, sia donne che uomini, decidono di diventare parte dell'ISIS spinte da un'incertezza. La fede le aiuta a sentirsi parte di un tutto. Chiaramente l'estremismo è una cosa diversa, però Nur avverte un grande sollievo nel decidere di prendere in mano la sua vita e seguire questa strada. Forse nella prigionia di cui Profeti parla, Nur trova invece la libertà".

Uno dei momenti più forti e spiazzanti del film è la conversione di Sara all'Islamismo. E’ una scena che può spiazzare lo spettatore e su cui Alessio Cremonini ha qualcosa da dire: "Le conversioni sono ingiudicabili, tranne che da chi sta più in alto di noi, che in caso le giudicherà. Non so dire se la conversione di Sara sia frutto della sindrome di Stoccolma, se sia una vera conversione o se sia una conversione indotta.  Lascio che sia lo spettatore a decidere".

Se il regista è un credente e un cristiano, Jasmine Trinca è fortemente affascinata dalla fede, anche se di fondo non crede. L'attrice, a fine incontro stampa, torna a parlare delle donne, di cui ha sempre voluto difendere i diritti: "Quello ci insegna il film senza volerlo insegnare" - conclude - "è che, se guardi a quello che sta succedendo in Iran in questo momento, e cioè una rivoluzione dove le prime a scendere in piazza sono state le donne, mettendo a repentaglio la loro vita, ti rendi conto di quanto coraggio abbiano queste creature decise e forti. Io mi trovo in una condizione di privilegio rispetto a loro, e la cosa mi imbarazza. Alessio ha deciso di cominciare Profeti con le parole di una guerrigliera curda, come a ricordarci che in Medio Oriente in battaglia ci vanno anche le donne, anzi, soprattutto le donne, liberando città, spesso sacrificando la propria vita. Io credo che di base le donne si aiutino fra di loro, anche se mi sembrano tutte quante vittime di una cultura che ci ha fatto ingoiare la non solidarietà femminile".

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