Interviste Cinema

Presentato Reality di Matteo Garrone, amaro e ineffabile film sul pubblico

Matteo Garrone e il nutrito gruppo che lo accompagna, composto dal cast e dai tre co-sceneggiatori insieme al produttore Domenico Procacci, hanno presentato a Roma l'atteso film post-Gomorra.

Presentato Reality di Matteo Garrone, amaro e ineffabile film sul pubblico

Matteo Garrone e il nutrito gruppo che lo accompagna, composto dal cast e dai tre co-sceneggiatori insieme al produttore Domenico Procacci, hanno presentato a Roma Reality, l'atteso film post-Gomorra, che tanto deve (come dice il regista stesso) alla commedia italiana degli anni 60 e al teatro di Eduardo De Filippo. "In questo film c'è molto di Matrimonio all'italiana, ma anche del cinema di Monicelli. Avevo bisogno di affrancarmi da Gomorra e necessità di leggerezza, qualcosa che mi potesse, in un modo o nell'altro, anche divertire, questa più che altro è una favola, e il piano sequenza iniziale è l'apertura fiabesca che da tempo volevo girare, proprio in quella location, catena di montaggio del matrimonio perfetto".
Certo una favola amara, e impastata con la grana del nostro, più che reale, contemporaneo. Un racconto sull'ossessione per la popolarità, che non necessariamente vede più inclini soltanto persone dai limitati strumenti culturali, sostiene Garrone, "il film affronta un problema esistenziale, io stesso potrei inciampare nell'assoluta fascinazione che suscita la fama".

Il fatto vero a cui si ispira Reality è il punto di partenza per mostrare uno smarrimento, muovendosi sempre in modo da evitare il grottesco, il racconto sospeso di una trappola esistenziale, della perdita di identità del protagonista, che aspetta dalla televisione la certificazione della propria esistenza. Scritto a "otto mani" insieme a Massimo Gaudioso, Ugo Chiti e Maurizio Braucci, squadra consolidata da anni di collaborazione, il film ha certo un discorso profondamente filosofico sotteso, "In fase di scrittura abbiamo pensato a La Ricotta di Pasolini, in cui uno dei personaggi muore sulla croce mentre girano un film, e questo è l'unico modo perché gli altri si ricordino che esisteva", dice Braucci. Ma Reality è anche un continuo e quasi vertiginoso gioco tra reale e fittizio, (vero e ricostruito) nella sua natura stessa, fatta di piazze e vicoli realizzati con scenografie che si alternano ad ambienti reali, in cui la riproduzione del mondo del Grande Fratello si confonde con quella del "vero" format televisivo.
E' Aniello Arena, ergastolano ("in galera" dice "c'è solo la televisione") e ormai da anni attore teatrale di indiscutibile talento, ad interpretare Luciano, estatico personaggio che sceglie la fissità come chiave di lettura per questo "smarrimento di sé". “Con Matteo, abbiamo girato in sequenza, questo ovviamente rende più facile far entrare dentro di sé piano, piano il personaggio, e poi tanto dialogo e confronto, per raggiungere la giusta emotività. Anche Nando Paone, cugino del protagonista del film e controcanto semplice e paziente delle sue stranezze, trova che girare in sequenza sia la dimensione ideale, molto più simile al lavoro teatrale: "magari poterlo fare sempre!". In conferenza ci sono anche la brava Lorendana Simioli "donna tutta di testa che interpreta Maria, che invece è tutto cuore" e Nello Iorio e Giuseppina Cervizzi, a cui Matteo Garrone non manca di fare riferimento. "Questo è un film corale, la sua sostanza è data dal sincrono di tutte le interpretazioni che vediamo, ogni ruolo deve avere il peso giusto, e questi attori hanno fatto un lavoro straordinario diventando la famiglia, il detonatore dentro la quale scoppia questa follia personale”.

Reality uscirà in 350 copie venerdi 28 settembre, è un film importante, dice Domenico Procacci di Fandango, "costato circa sette milioni e realizzato con una forte partecipazione francese, il sostegno di Rai Cinema di Intesa SanPaolo", in risposta alle polemiche del dopo Cannes che hanno visto esercenti e giornalisti lamentarsi per la mancata uscita del film in estate Procacci tiene a precisare: "per quel decantato prolungamento di stagione che voleva in sala Reality, beh questo è un film di un autore che fa con fatica un film ogni 4-5 anni, non una produzione stagionale, di uno di quei registi che gira uno-due film all'anno, forse adesso non cambierà molto, ma relegarlo all'estate sarebbe stato una grossa ingiustizia visto quanto è faticoso tenere viva l'affluenza alle sale in estate".



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