Interviste Cinema

Presentato l'horror indipendente Bloodline

E' sempre più difficile che pellicole a basso budget come questa trovino la via del cinema, e dunque è con molto interesse che ci siamo recati alla conferenza stampa del film, dove abbiamo parlato con attori, regista e produttori di questa scommessa.


Uscirà il prossimo 9 dicembre in una quarantina di copie, con Distribuzione Indipendente, l'horror italiano Bloodline.
E' sempre più difficile che pellicole a basso budget come questa trovino la via del cinema, e dunque è con molto interesse che ci siamo recati alla conferenza stampa del film, dove abbiamo parlato con attori, regista e produttori di questa scommessa.
Il produttore Mario Calamita ci tiene a precisare i dettagli tecnici: “E' un film nato per passione, con un budget di 150.000 euro, che è sicuramente più elevato di quello di molti film di questo genere prodotti in Italia, ma abbiamo cercato di pagare tutti quanti, e abbiamo seguito l'iter di un film “normale”, stampando la pellicola in laboratorio, con una colonna sonora per il mercato internazionale, dove il film è stato in gran parte venduto, ecc. In realtà, anche se avevamo qualche contatto con l'America, dove Bloodline è uscito il 4 agosto sulle tv via cavo, è stato un po' un salto nel buio. Successivamente abbiamo avuto il supporto distributivo di Uwe Boll, che sarà pure considerato il peggior regista del mondo ma è uno che fa e che vende i suoi film, e siamo in trattative, dopo averlo venduto in Germania, con altri paesi esteri. Il nostro intento è quello di produrre altri film di genere, non solo horror, ma fantasy, di fantascienza, storici”.

Edo Tagliavini, regista quarantenne nato a Ferrara, ex campione nazionale di skateboard, diplomato al centro sperimentale di cinematografia e autore di un corto premiato col Globo d'Oro (No Smoking Company), ci racconta le difficoltà di entrare in un progetto non suo, con attori e storia già completati, e cosa vi ha portato: “ Sono entrato in un progetto già definito, che abbiamo modificato strada facendo, era un film che aveva già delle influenze. Quando sono arrivato la sceneggiatura era alla terza stesura, io ne ho fatte tipo 12 revisioni. Di mio ho voluto portare una linea ironica, rispetto a una sceneggiatura che era più seria. Ho pensato a Sam Raimi, al Peter Jackson dei primi film. Anche perché quando lavori con un budget non altissimo, devi per forza buttare la strizzatina d'occhio allo spettatore. Per gli effetti speciali abbiamo lavorato coi ragazzi della scuola di Rambaldi a Terni, poi è arrivato Sergio Stivaletti. E molte altre cose sono cambiate in corso d'opera”.
Il regista spiega così il motivo della struttura del film, fatta di sottogeneri ben distinti dell'horror: “Di base la nostra intenzione non era quella di fare un film rivoluzionario, ma volevamo far vedere che con un piccolo budget si poteva cambiare un sistema produttivo. Ho ripensato un po' a quel che ha fatto Lars Von Trier con la bellissima provocazione del Dogma. La cosa più difficile è stata ridare una nuova veste a qualcosa che si è già visto, ricalcare una struttura degli anni Ottanta cercando di dargli un ritmo più moderno”.

Conferma il coproduttore V
irgilio Olivari che è anche uno degli interpreti e coautori del film “Mi è piaciuto fare un mix di generi dell'horror, la ghost story, lo zombie movie e il filone serial killer. Io sono un appassionato di Saw e un po' di splatter in più non mi sarebbe dispiaciuto, ma bisogna stare attenti per la censura, se vogliamo venderlo anche in paesi dove è molto più severa che da noi. Un seno non visto aiuta a piazzare il film, per questo non è un porno horror come ho letto, anche se è ambientato sul set di un film a luci rosse. A me piaceva il titolo Pornopaura perché ho pensato che in videoteca si sarebbe venduto meglio, ma me l'hanno bocciato”.
Colpisce in un film del genere la bella colonna sonora, composta in parte da Claudio Simonetti e in parte da brani. Tagliavini ci dice: “Claudio è arrivato alla fine del film, ed è bello quando uno compone delle musiche per quello che ha visto. Per altre scene, ad esempio il finale, ho usato canzoni già esistenti, sentiite su internet, come quella di un gruppo di Mantova e degli Spiral 69 di Roma”.

Girato con due Canon 70, una operata dal regista e una dal direttore della fotografia Marina Kissopoulos, Bloodline ha dovuto, come tutti i film a basso budget, scendere a compromessi. Se avesse avuto più soldi, Tagliavini dice “avrei spalmato la lavorazione su sei settimane invece che su 4, dando più spazio alla preparazione, lavorando ad esempio sulla scenografia (l'unica vera scenografia è la tana del serial killer, per il resto ci siamo appoggiati a una struttura esistente). Sono stato casto nella pornografia ma volevo essere ponografico nell'attacco degli zombi, mi è mancato un elicottero per fare delle panoramiche, mi mancano un po' di establishing shot, avrei voluto più parco lampade per aprire i movimenti, che abbiamo dovuto mantenere stretti, ricorrendo a un montaggio serrato. Ma quel che avrei sicuramente fatto con più soldi sarebbe stato fare esplodere le macchine nella scena del prefinale. Quello mi dispiace davvero”.

Tra gli attori del film c'è anche l'ex (?) divo del porno
Francesco Malcom, che dimostra nel suo personaggio una buona espressività e una vena ironica convincenti. Gli chiediamo come si sia trovato su questo set (anche se non è il primo horror per lui, già apparso in Eaters). “Mi sono divertito, anche se è stato un altro tipo di divertimento. E mi sono anche ammalato, perché dovevo andare in giro a petto nudo per le mie scene da zombi ed era freddissimo. Per cui mi imbottivo di farmaci, Stivaletti mi truccava, bevevo un cognacchino, giravo e mi riammalavo. Ma è stato divertente, e su questo set ho percepito la stessa passione delle mie produzioni passate, la stessa voglia di divertirsi e intrattenere il pubblico”.

Infine,
Calamita annuncia gli altri progetti della sua Opencinema: “Abbiamo preso i diritti di un racconto dello scrittore americano George R. R. Martin, premio Hugo alla fine degli anni Settanta, “A Song For Lya”. E' una storia molto interessante sul rapporto con una cultura aliena, basata su un aspetto più narrativo che fantascientifico”. Tagliavini, invece, ci dice di avere in programma una commedia corale sul mondo del porno, alla Altman, da un'idea di Francesco Malcom che sarà anche uno dei protagonisti. Da amanti dei generi “bassi”, non ci resta che augurare a tutti: in bocca al lupo, ragazzi!



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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