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Predators - il resoconto della live chat con Robert Rodriguez

Ecco che cosa ha raccontato su Predators il suo produttore e sceneggiatore Robert Rodriguez nel corso nella live chat trasmessa live da Comingsoon.it alle 14 del 31 marzo.

Predators - il resoconto della live chat con Robert Rodriguez

Predators - il resoconto della live chat con Robert Rodriguez

Sostituito il cappello da cowboy con un berretto con visiera, il consueto giubbotto di pelle e circondato da accessori del film, Robert Rodriguez ha risposto alle domande di pubblico e addetti ai lavori sull’atteso Predators nel corso di una live chat organizzata dalla 20th Century Fox.

Rodriguez ha raccontato che è nel 1996 che ha inizato a lavorare su una sceneggiatura che riportasse al cinema le creature del film originale di John McTiernan. “Fin da allora mi era chiaro che volevo riportare i Predator nella giungla, come nel primo film, ignorando l’ambientazione urbana del sequel,” ha raccontato. “A dire il vero ho del tutto ignorato Predator 2, e quando ho iniziato a scrivere la serie di AvP ancora non era nata, quindi questo film si ricollega direttamente alla mitologia originale dei personaggi: non avete bisogno di altri riferimenti se non il film con Arnold Schwarzenegger.”

In questo caso l’ambientazione, ha rivelato Rodriguez è quella di una giungla “aliena” che è una specie di riserva di caccia dei Predator, popolata anche da altre creature aliene che sono vittima dei terribili cacciatori. “Per ricostruirla siamo andati alle Hawaii, dove abbiamo scelto le aree meno conosciute e patinate. Volevamo l’effetto di una giungla inedita e inquietante. Poi abbiamo girato anche in location texane e nei nostri studi di Austin.”

La scelta di non dirigere il film in prima persona è stata per l’autore di El Mariachi quasi obbligata: “La Fox voleva assolutamente uscire con il film a luglio, ed alcuni miei altri impegni non mi avrebbero permesso di rispettare questa deadline. Perché ho scelto Nimród Antal per il lavoro? Ma perché ha un nome bellissimo, il mio e il suo insieme suonano davvero bene. Scherzi a parte credo che sia bravissimo: sia Kontroll che soprattutto Armored sono film che dimostrano come sia capace di motivare al meglio troupe e cast, proprio quello di cui avevo bisogno per questo progetto. Girando nei miei studi ho comunque potuto seguire da molto vicino la lavorazione: e gli scambi tra me e Nimrod sono stati molto utili, a noi due come a tutto il film. D’altronde, abbiamo gusti molto simili. In più il fatto di non dirigere non ha sottratto nulla all’amore che ho per il film: mi ha permesso di seguirlo con meno pressione, in modo diverso dal solito.”

Quanto alla scelta di un nome insolito per questo genere di storie come Adrien Brody per il ruolo principale, Rodriguez ha spiegato che “quando hai l’occasione di lavorare con un premio Oscar, la cogli al volo. Cercavamo bravi attori, indipendentemente dal loro background, in grado di alzare il livello complessivo del film: un bravo attore regala quel senso di realtà di cui hai bisogno in un film pieno di elementi di fantasia come Predators.”

Sul contenuto del film in senso stretto, Robert Rodriguez non ha voluto svelare moltissimo: “È sia ricco di azione e di violenza che di atmosfera e di attenzione ai personaggi. Contiene anche dell’umorismo, perché hai sempre bisogno di una certa dose di leggerezza, ma questo non toglie nulla alla tensione generale né agli spaventi che vi abbiamo riservato.” Quanto ai Predator, il produttore e sceneggiatore ha raccontato che alla razza “originale” se ne affianca anche un’altra, con armi nuove e diverse, tutte nate dall’idea di essere strumenti perfetti per la caccia. “Ad esempio ci sono delle specie di “falconi”, con cui i Predator possono effettuare delle ricognizioni visive dell’area di caccia senza spostarsi direttamente. Di tutti gli umani del film, solo il personaggio di Laurence Fishburne sa esattamente con chi si trovano ad avere a che fare. Lui ha ucciso un Predator in passato: è un personaggio un po’ folle, ma con dell’esperienza preziosa.” Ma Rodriguez ha anche lasciato intendere che tra i Predator potrebbe esserci una sanguinosa guerra tra clan. “Ci sono molti elementi nuovi. Alcuni li conosciamo già, da spettatori del film originale. Altri dovremo impararli assieme ai protagonisti.”

Predators è un film che è stato realizzato in tempi molto brevi: “Abbiamo iniziato il casting circa due settimane prima dell’inizio delle riprese, che poi sono state rapidissime: più o meno una cinquantina di giorni in tutto. È stato un processo molto intenso, e questo si è ripercosso positivamente nel film. Inoltre abbiamo utilizzato poca CGI, e ci siamo appoggiati molto ad effetti tradizionali ai quali hanno lavorato alcune persone coinvolte nell’originale assieme ad un team tutto nuovo.”

Ma da dove nasce la fascinazione di Robert Rodriguez per Predator?: “Il film di McTiernan era una specie di mash-up ante-litteram: partiva come un action alla Commando e si tramutava in una storia fantascientifica di alieni. In qualche modo mi ha influenzato molto: basta pensare a Dal tramonto all’alba, che parte in un modo e diventa qualcosa di completamente diverso.” Ci possiamo aspettare un sequel di questo Predators? “Direi proprio di sì, ci stiamo già pensando. Ci sono un sacco di idee pronte: alcune nuove, alcune della sceneggiatura originale che poi non siamo riusciti ad inserire nella versione definitva.”



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  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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