Poveri ma ricchi: Christian De Sica e Enrico Brignano presentano la nuova commedia di Fausto Brizzi

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Poveri ma ricchi: Christian De Sica e Enrico Brignano presentano la nuova commedia di Fausto Brizzi

“Hanno sempre detto che i miei film sono medio borghesi, ma stavolta non è così”. Fausto Brizzi scrive l’adattamento insieme a Marco Martani di Poveri ma ricchi e lo dirige ispirandosi al film francese Les Touche, nel quale una famiglia di poveracci diventa una famiglia di milionari grazie alla lotteria. Il capofamiglia dei Tucci è Christian De Sica, la moglie Lucia Ocone, il di lei fratello Enrico Brignano, la di lei madre Anna Mazzamauro. I figli sono interpretati dai giovani Federica Lucaferri e Giulio Bartolomei, mentre Lodovica Comello e Ubaldo Pantani entrano nella storia dopo il trasloco della famiglia nella ricca Milano.

In conferenza stampa per la presentazione del film è assente Al Bano per i recenti problemi di salute. Il cantante è protagonista nel film di una esilarante scena in cui interpreta se stesso e l’incontro con i giornalisti si apre proprio con i migliori auguri di pronta guarigione per lui. “Abbiamo adattato questa storia alla realtà italiana in cui i ricchi si nascondo, diversamente da quanto succede nel film francese dove gli arricchiti diventati divi televisivi” racconta il regista. Enrico Brignano cavalca le stranezze degli italiani aggiungendo che “noi costruiamo il lusso, lo esportiamo, esportiamo la moda e il buon gusto ma in questo paese i ricchi vengono additati come Satana”. E “non sia mai andare a fare la spesa di domenica” dice l’attore spezzando una lancia in favore di Gianni Morandi, additato sui social come “un classista di merda che faceva lavorare le persone di domenica”.

Riguardo alla ricchezza, Christian De Sica lascia intendere di essere uno scialacquatore. “Quando ho sposato Silvia, mi ha detto vai a comprare i letti. Io sono tornato con delle uova Fabergé, finte, e da allora lei mi dà una paghetta di 100 euro a settimana”. De Sica, a una domanda sulla sua longevità artistica, risponde di fare un solo film all’anno e di non bruciarsi come tanti altri giovani attori che ne fanno cinque, sei e finiscono per fare cose che sembrano tutte uguali. “Cerco sempre di cambiare quando possibile” continua l’attore, “mi hanno chiesto di doppiare un cartone animato, poi recentemente ho fatto cinque episodi di Mozart in the Jungle negli Stati Uniti”. A proposito del cinepanettone, “una volta eravamo solo io e Boldi a farlo, ora lo fanno tutti. Quanti sono? Sette, otto? Sono contento che Poveri ma ricchi non sia una sola, ma una commedia che funziona”.

Cosa comprerebbe Lucia Ocone con cento milioni di euro? “Non ne ho la più pallida idea, ma non portatemi a far spese che non sono una maniaca dello shopping. Penso che li spenderei tutti in trattoria”. L’attrice ringrazia anche Christian De Sica per la sua generosità sul set, avendo lei ottenuto un primo ruolo da protagonista comica femminile che strappa non poche risate in scena. Mentre Brizzi spiega che solo la risposta del pubblico potrà garantire la fattibilità di un sequel, è ancora Brignano ad essere particolarmente ispirato. Secondo l’attore “i periodi più prolifici per la comicità sono stati i tempi di guerra. L’ironia è l’unico metodo per contrastare le sofferenze di oggi. Se l’ISIS avesse ironia non farebbe le porcate che fa. La povertà fa paura, c’è gente che ha uno stipendio e va a mangiare alla Caritas, mentre il fisco divora i cittadini e i governanti si arricchiscono. Questo film si inserisce proprio lì, il contrasto vero è tra il supplì e l’opera d’arte da due milioni di euro. Bisogna far ridere con eleganza e noi cerchiamo di convincere più gente possibile a venire al cinema, ma solo per la loro salute il loro intrattenimento”.



Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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