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Philppe Claudel ed Elsa Zylberstein presentano il film Ti amerò sempre

In una fredda e piovosa giornata romana, Philppe Claudel ed Elsa Zylberstein hanno incontrato i giornalisti nei giardini dell’Ambasciata di Francia. Il regista e una delle due attrici protagoniste di Ti amerò sempre ci hanno parlato di immagini e parole e di seconde possibilità.

Philppe Claudel ed Elsa Zylberstein presentano il film Ti amerò sempre

Philppe Claudel ed Elsa Zylberstein presentano il film Ti amerò sempre

Prima che un regista, Philippe Claudel è uno scrittore. I suoi romanzi, fra cui ricordiamo "La nipote del signor Linh", "Io me ne vado" e "Il rapporto", sono piuttosto famosi in Francia. Anche i registi e i produttori cinematografici lo conoscono, a cominciare da Yves Angelo, che nel 2002 e nel 2005 gli ha chiesto di collaborare alla sceneggiatura di Sur le bout des doigts e di Le anime grigie. Adesso Claudel ha deciso di esordire nella regia con un film drammatico che parla del difficile rapporto fra due sorelle e di segreti lungamente nascosti.

“Ho deciso di dirigere Ti amerò sempre perché è una storia che non avrei mai potuto raccontare ricorrendo esclusivamente alle parole," racconta. "Molto è affidato allo sguardo dei personaggi e ai loro eloquenti silenzi. Descriverli non sarebbe stato sufficiente. Andavano mostrati”. Philippe Claudel non riesce a spiegare quale fascino esercitino su di lui le immagini. “È una questione puramente emotiva e inconsapevole. Ciò di cui invece ero perfettamente cosciente era il desiderio di realizzare qualcosa che coinvolgesse una molteplicità di persone. Quando scrivi un libro, sei solo con i tuoi personaggi, quando fai un film, condividi l’esperienza con altre persone e la creazione artistica diventa un fatto collettivo”.

Presentato allo scorso festival di Berlino,Ti amerò sempre racconta la storia di Juliette (Kristin Scott Thomas), appena uscita dal carcere dove ha scontato una condanna per omicidio, e di sua sorella Léa (Elsa Zylberstein), che è pronta a perdonarla ed accoglierla in casa. “Sono entrambi personaggi che mi somigliano” – ha continuato il regista. “Juliette per i suoi silenzi, Léa per la sua natura a tratti infantile. Comunque aveva ragione Flaubert quando diceva: ‘Madame Bovary sono io’. C’è sempre qualcosa di noi artisti nei personaggi che inventiamo”. Passando dai personaggi del film ai loro interpreti, Claudel ci ha raccontato il suo primo incontro con Kristin Scott Thomas. “Appena l’ho vista, le ho subito detto che non l’avrei certo fatta sembrare attraente, che avrebbe dovuto recitare senza trucco. Ho lavorato in carcere e conosco le rughe e il colorito di chi trascorre tanto tempo in un luogo così alienante. Lei ha accettato. Mi piace riprendere i miei attori senza trucco, perché così viene fuori il loro lato più vero”.

Elsa Zylbertstein ci ha confessato di aver impiegato un po’ di tempo a entrare in confidenza con Kristin Scott Thomas e a trovare la giusta intesa davanti alla macchina da presa. “All’inizio ci annusavamo e ci scrutavamo, eravamo come due animali selvaggi che si studiano, poi abbiamo trovato un’ottima intesa. Lavoravamo insieme, ci ma ciascuna seguiva sempre un suo percorso”. Durante le lunghe discussioni e le prove che hanno preceduto l’inizio delle riprese, l’attrice ha capito subito che non aveva di fronte solo un regista, ma anche uno scrittore, anzi, un artista a tutto tondo. “Me ne sono accorta subito. Nei romanzi di Philippe c’è pudore e intelligenza. Come un bravo romanziere, è capace di creare personaggi ambigui, contraddittori, non monolitici, di parlare di bene e di male e di guardare con umanità alle sue creature”. Di Ti amerò sempre, la Zylberstein ha dunque amato la complessità. “È un film sottile, peno di cose. Léa, per esempio è un personaggio in continua gestazione, un paradosso vivente, è una bambina perseguitata dai ricordi e nello stesso tempo una madre coscienziosa, è vulnerabile e la adoro perché si rimette continuamente in discussione e fa i conti con il suo profondo senso di colpa”. Ti amerò sempre è un film che sembra dirci che per ciascuno esiste sempre una seconda possibilità. “Sono convita che si possa sempre rinascere” – ha detto con convinzione l’attrice – “e quando si rinasce, ci si trasforma sempre in qualcosa di nuovo, di diverso. Il dolore che ha segnato una persona sta scritto nei suoi occhi. Dopo averlo sperimentato, quella persona si costruisce una vita completamente diversa. Accade anche a Juliette e Léa, che riescono malgrado tutto a perdonarsi e a ricostruire il loro rapporto, cominciando dal quotidiano”.

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  • Giornalista specializzata in interviste
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