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Percy Jackson e gli dei dell'olimpo: Il ladro di fulmini - intervista a Chris Columbus

Arriverà in Italia il 12 marzo l'atteso nuovo film di Chris Columbus Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini, che mescola la realtà di un adolescente neworchese agli eroi e alle leggende della mitologia greca. A presentarlo alla stampa romana è stato il regista Chris Columbus, autore di indimenticabili classici per r...

Percy Jackson e gli dei dell'olimpo: Il ladro di fulmini - intervista a Chris Columbus

Percy Jackson e gli dei dell'olimpo: Il ladro di fulmini - intervista a Chris Columbus

A meno di due settimane dall'uscita americana, molti si chiedono se Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini avrà lo stesso successo di Harry Potter e la Pietra Filosofale, e se darà l'avvio a una fortunata franchise in grado di deliziare per diversi anni il pubblico internazionale. E' un'eventualità che potrebbe verificarsi, sia perchè la fonte di ispirazione è una serie di romanzi che in America ha conquistato il cuore dei giovani lettori, sia perchè l'autore del film è proprio colui che ha diretto il primo capitolo della saga del maghetto occhialuto, e cioè Chris Columbus.

"Sicuramente il personaggio di Percy Jackson ha qualcosa in comune con Harry Potter" - ha detto il regista - "perchè come lui ha un punto debole, in questo caso la dislessia e la sindrome da deficit di attenzione... soffre per una mancanza, ha un vuoto interiore che non riesce a colmare. In fondo è un po' la caratteristica di tutti gli eroi e i supereroi contemporanei, che proprio per questo loro lato umano affascinano gli spettatori". Allo stesso modo di Harry Potter, Percy Jackson ha un dono. I suoi poteri speciali non dipendono dalla magia, ma dal fatto di essere il figlio di Poseidone. La minaccia di una guerra fra gli dei a causa della scomparsa del fulmine di Zeus, lo porta a conoscere la propia natura e a imbarcarsi in una missione impossibile per poter salvare il mondo. "L'avventura che capita a Percy Jackson è fantastica" - ha esclamato Columbus con l'entusiasmo di un bambino - e ha risvegliato la mia passione mai sopita per la mitologia greca. Fin da piccolo ho amato le storie degli dei e della loro progenie ... adoravo la storia di Giasone e degli Argonauti, per esempio ... e quando mi è stata offerta la possibilità di dirigere questo film, ho pensato che finalmente, grazie alla CGI e agli effetti speciali, il cinema poteva rendere giustizia a personaggi così interessanti e complessi, talmente avvincenti che ancora oggi, nelle suole, si sente il bisogno di narrare le loro gesta".

Da ragazzino cresciuto in una cittadina dell'Ohio dove l'unica possibilità di divertimento era offerta dal cinema, dai romanzi e dai fumetti della Marvel e della DC Comics, Chris Columbus non solo si è lanciato con energia nell'impresa di rappresentare realisticamente Ade, Olimpo e altri scenari cari alle divinità greche, ma ha fatto anche in modo che i suoi interpreti avessero l'impressione di trovarsi per davvero in quei luoghi. "Quando giri utilizzando esclusivamente il green-screen, rischi di spiazzare l'attore. Perchè si senta a proprio agio, è indispensabile che abbia qualcosa a cui aggrapparsi. Abbiamo quindi cercato di costruire quanti più set potevamo, riproducendo per esempio il Partenone di Nashville". Circondati dunque da pietre, templi e oggetti vari, i tre protagonisti  Logan Lerman, Brandon T. Jackson e Alexandra Daddario hanno dato il meglio si sé, non deludendo le aspettative di chi li aveva scelti dopo un casting che è sembrato eterno. "Sono molto soddisfatto dei miei attori. Credo che, se Percy Jackson funzionerà, il merito sarà soprattutto di Logan. L'avevo notato in Quel treno per Yuma e, lavorandoci, mi sono reso conto di quanto talento abbia. Nonostante sia giovane, è molto istintivo. Diventerà sicuramente una star, un artista capace di cimentarsi nei ruoli più svariati".

Da uomo di cinema con una discreta esperienza alle spalle, Chris Colubus può permettersi una totale libertà creativa. Ecco perchè rispetto al romanzo di partenza il film presenta diverse novità, a cominciare dall'età dei protagonisti spostata dalla tarda infanzia all'adoloscenza. "Abbiamo aggiunto qualche mostro e qualche colpo di scena. Il mio obiettivo era di fare il miglior film possibile, senza sentirmi in alcun modo in soggezione, come era accaduto per il primo Harry Potter. All'epoca avevamo a che fare con un vero proprio fenomeno di culto, e a spaventarci non erano né J.K.Rowling né la produzione, ma i fan. Adesso, se riguardo quel film, ci sono delle cose che non mi convincono, soprattutto per quanto riguarda gli effetti visivi. Con il secondo Harry Potter è andata meglio, perchè mi sono preso il lusso di fare ciò che desideravo".

Anche se è l'adattamento di un'opera che nasce dalla fantasia di un'altra persona, Percy Jackson racconta, nello stesso tempo, anche qualcosa di colui che lo ha diretto. L'odio per Hollywood, innanzitutto, che nel film, guardacaso, si trova proprio sopra l'Ade. "Se un tuo film non ha succeso, Hollywood può trasformarsi in un inferno. E' un luogo dove trascorro il minor tempo possibile, 3 o 4 mesi di seguito al massimo, un luogo dove non vorrei mai far crescere i miei figli. Per questo ho scelto di abitare a San Francisco". Se in Percy Jackson Hollywood è il regno dei morti e delle fiamme, Chris Columbus non crede che il suo giovane semidio sia da identificarsi con l'America. "Mi piacerebbe che l'America avesse il successo di Percy, ma siamo ancora deboli e abbiamo un viaggio ben più lungo da compiere. Intorno a me vedo crisi e povertà, e in un simile contesto mi accorgo che la gente ha il desiderio di evadere, di non pensare. Ecco perchè vorrei che il mio film fosse per il pubblico una possibilità di fuggire dalla realtà, proprio come sta succedendo con Avatar".

A proposito di Avatar, Chris Columbus ci ha spiegato per quale motivo, al contrario di James Cameron, abbia preferito girare in 2D. "Anche se adoro il 3D, volevamo uscire con il film il prima possibile, battendo un altro film che parla di mitologia e che sta per arrivare in sala, e cioè Scontro tra Titani. E' normale servirsi del 3D per film di questo genere, ma credo che sarebbe più interessante utilizzarlo per film drammatici o addirittura per un musical". Prima di andare via, Chris Columbus ha parlato di una battuta del film in cui si allude a un semidio proveniente dalla Casa Bianca. "Se Obama fosse il figlio di un Dio, credo che sarebbe il figlio di Zeus".

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