Interviste Cinema

Parla Christopher Nolan - intervista al regista del Cavaliere Oscuro

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Portato in questi giorni in trionfo dalla critica di mezzo mondo, il britannico Christopher Nolan - che abbiamo incontrato a Londra nel corso della presentazione europea del film - ci parla del Cavaliere oscuro. Dalle dinamiche di scrittura all personaggio di Joker, passando per le tante tematiche del film.

Parla Christopher Nolan - intervista al regista del Cavaliere Oscuro

Parla Christopher Nolan - intervista al regista del Cavaliere Oscuro

F.G.: Il cavaliere oscuro è un film che colpisce profondamente per la quantità di temi e argomenti che che lei è riuscito ad inserirvi dentro. Si va da questioni identitarie, a temi come l'intrecciarse costante di vita privata e vita pubblica, a problematiche etiche e morali. Come ha lavorato per metterli insieme mentre scriveva? Una cosa porta ad un’altra o è lei stesso a doverle intrecciare?

C.N.: Io e i miei partner di sceneggiatura, David Goyer e mio fratello Jonathan, cerchiamo di non essere troppo consapevoli dei temi e delle sottotrame. Tentiamo di costruire una storia che ci emozioni, ci diverta, ci spaventi e ci ecciti. Penso che se si lo si fa nel mondo più sincero e ambizioso possibile, mettendoti veramente alla prova e provocando delle reazioni forti in te stesso, si riesca ad ottenere naturalmente un effetto importante sulla storia. Viviamo nello stesso mondo e quindi le cose che emozionano noi probabilmente hanno lo stesso effetto sugli altri.

F.G.: Pensa che sia sbagliato dire che alcune delle questioni di cui si parla in questo film siano già state trattate in qualche modo da The Prestige?

C.N.: Non saprei. In ogni film cerco di sfidarmi a porre delle domande, sapendo che alcune rimarranno senza risposta. E quello che scopri quando hai finito un film, è che ci sono ancora delle questioni aperte e quindi ti viene naturale continuare a porle nel lavoro successivo. Ma non è un processo conscio.

F.G.: Alla fine il film sembra voler dire che le persone, come società e come individui, non sembrano pronte ad affrontare la verità. E quindi, nel bene e nel male si debbono nascondere delle cose alle persone. Lei è d’accordo con questo o è soltanto una cosa che ha notato nel mondo e che voleva rispecchiare?

C.N.: Entrambe le cose. Si tratta di un concetto paradossale e non facile da digerire. E’ adatto ai personaggi alla fine di questo film e penso che loro facciano le cose giuste alla conclusione della pellicola, ma che in senso astratto queste azioni siano molto discutibili. Comunque, è la natura di Batman, è per questo che è interessante. E’ un vigilante che opera al di là della legge per realizzare qualcosa di positivo, ma spinto da desideri negativi infrange la legge e rischia di distruggere la società. Penso che sia una figura di supereroe complessa e molto problematica ed è per questo che è così interessante trattarlo.

F.G.: In questo senso, parlando tante questioni morali ed etiche trattate nel film, mi pare molto interessante che il personaggio che rappresenta il punto di vista più anarchico, il Joker, sembra anche quello che pone la maggior quantità di domande. E’ d’accordo?

C.N.: Penso che il Joker ami esaminare o costringere le persone ad esaminare l’insieme di regole morali ed etiche con cui pensano di condurre le loro vite. Lui adora rivoltare questo contro di loro e far sì che debbano confrontarsi con l’ipocrisia con cui conducono le loro vite. In questo senso, è decisamente il catalizzatore della storia, una forza che confronta le persone e le costringe ad affrontare quello che sono realmente.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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