Interviste Cinema

Parla Almodovar: "Con Gli amanti passeggeri torno alla commedia, ragionando sulla crisi"

A Roma per presentare il suo nuovo film, Pedro Almodovar ha trovato anche il tempo di fornire un paio di consigli al neoeletto Papa.

Parla Almodovar: "Con Gli amanti passeggeri torno alla commedia, ragionando sulla crisi"

Che la cosa sia (ancora) giustificata o meno, il fatto resta: un nuovo film di Pedro Almodovar è atteso e trattato come un evento. E lo stesso accade quando la stampa, perfino quella più navigata, ha l’opportunità d’incontrare il regista spagnolo.
Non sorprende allora che, nel corso della conferenza stampa tenutasi in un’elegante residenza del centro di Roma, l’attenzione di tutti si sia concentrata su di lui, e che gli attori che lo accompagnavano, Blanca Suarez, Carlos Areces e Miguel Angel Silvestre, siano stati costretti a fare da semplici comparse, perlopiù mute.

Parte dal suo essere tornato alla commedia dopo numerosi film melò e drammatici, Almodovar, raccontandone l’origine: “Ho un rapporto molto diretto con la gente, con il pubblico. L’unico sport che pratico, oramai, è passeggiare per le strade di Madrid e spesso le persone mi fermano per parlarmi del mio cinema. Più di una persona mi ha detto cose come “Quando ci fai un’altra commedia?” o “Coi tuoi film abbiamo riso così tanto...”, e queste domande e queste osservazioni mi sono rimaste impresse. Non che io faccia i film che mi si richiede di fare, intendiamoci, ero anche io ad avere voglia di tornare alla commedia, e quando mi è venuta in mente una buona sceneggatura, mi ha fatto molto piacere farlo.”
Ma la voglia di cimentarsi di nuovo con un genere aveva anche altre motivazioni: “Volevo anche tornare ai toni dei miei primi film, per vedere se fossi stato capace di farlo,” aggiunge infatti il regista, “e devo dire che penso di esserci riuscito. Penso che questo film sia un omaggio ad un decennio molto importante per la Spagna: non sono una persona nostalgica ma mi ricordo bene l’esplosione di libertà e la vitalità che c’erano negli anni Ottanta. Mi manca molto, manca molto a tutti noi: la situzione spagnola di oggi è la peggiore mai vissuta dall’inizio della democrazia.”

Ambientato tutto a bordo di un aereo costretto a volare in cerchio sopra Toledo in attesa che si liberi una pista per un atterraggio di emergenza, Gli amanti passeggeri racconta con gusto tutto camp e queer le vicende dei passeggeri di business class (gli unici a non essere stati sedati dal personale di bordo) e dei tre gayissimi stewart che si devono occupare di loro, con intrecci da soap spesso e volentieri all’insegna del sesso libero e gioioso, dialoghi ininterrotti e battute fulminanti.
“Credo sia passato tempo a sufficienza dall’11 settembre da poter parlare nuovamente con ironia del volo,” spiega il regista, “come avveniva nei decenni in cui, dalla serie drammatica di Airport, nasceva L’aereo più pazzo del mondo. Non so cosa avvenga davvero negli aerei e non ho mai vissuto momenti estremi o particolari in volo: volevo solo riunire un gruppo di gente in un unico luogo dal quale non si poteva uscire, e nel quale sono sottoposte ad una grande pressione.”
Almodovar poi non nega affatto che il suo film possa avere una valenza metaforica sulla situazione socio-politica ed economica di questi anni: “Certo,” ammette, “ogni giorno di più questo film è metafora della situazione spagnola attuale: un aereo che non sa dove andare, costretto a un rischioso atterraggio forzato: qui tutti si salvano, tutto va bene, nella realtà non si sa dove atterreremo, chi ci piloterà, che ne sarà di noi. Il modo per potersi divertire e per lottare contro la paura e l’incertezza è, allora, l’uso della parola: la parola è lo spettacolo che esorcizza la paura, che torna alla sua funzione primaria, quella di a creare relazioni tra le persone. E poi sì, c’è il sesso: per me il sesso è una festa, è una celebrazione. La celebrazione di qualcosa che ci è stato dato dalla natura e che nessuno ci può togliere. Nel film la catarsi erotica dei personaggi mi sembrava il modo migliore per esorcizzare e accompagnare il loro possibile accomiatarsi dalla vita. E l’amore, l’amore non fa mai male: amare vuol dire cercare di risolvere i problemi.”
Sarebbe possibile, secondo Almodovar, utilizzare queste ricette anche nella realtà? “Dovremmo ipotizzare un governo che s’innamorii del popolo spagnolo: ma non è così, non succederà,” risponde il regista. “Quanto al sesso, rimanendo nella stessa metafora, un governo innamorato del suo popolo dovrebbe essere composto da politici che vogliono sempre scoparsi il maggior numero di elettori.”

Da qui al parlare senza filtri e senza cinema della realtà politica che ci circonda, il passo è breve. Almodovar ammette che, se oggi si votasse in Spagna, si avrebbe con tutta probabilità un risultato elettorale frammentato che poterebbe all’ingovernabilità molto simile a quello recente italiano (“Ma noi non abbiamo Beppe Grillo”, aggiunge); mentre, interrogato sul nuovo Papa Francesco, il regista dissimula inizialmente riluttanza e poi si lascia andare.
“Non saprei, non lo conosco. Del nuovo Papa potrei solo commentare la sua prima apparizione, le sue prime parole, ma non l’ho vista. Certo è che,” aggiunge dimostrando di non essere del tutto ignaro di chi sia Jorge Mario Bergoglio, “tutti però abbiamo un passato, e lo ha anche il Papa. Credo inoltre che sia un Papa della continuità e questa non è una buona notizia. In ogni caso, vorrei dare due consigli al nuovo Papa, rivolgergli due preghiere: per favore, per prima cosa elevi le donne al medesimo livello degli uomini; penso che chi intraprende una vita religiosa deve avere accesso ai due miracoli, quello del perdono e quello della consacrazione, e che la Chiesa in questa parte del mondo non sia allineata alle funzioni che le donne hanno nella società. Quindi chiedo parità tra sacerdoti e sacerdotesse. Il secondo consiglio: via il celibato, scacco matto al celibato. Scomparirebbe così il problema degli abusi sessuali, si normalizzerebbero le pulsioni. E quindi, di conseguenza, si dovrebbe conferire ai religiosi anche l’accesso al matrimonio in tutte le sue combinazioni, che poi alla fine son solo tre: uomo/donna, uomo/uomo, donna/donna.”

Gli amanti passeggeri, nuova commedia di Almodovar, sarà nelle sale italiane dal prossimo giovedì. E, se amate il regista quando si applica a questo genere, non lasciatevelo scappare. Perché, ha detto lo spagnolo chiudendo l’incontro con i giornalisti, “il mio prossimo film non l’ho ancora scelto, ma quel che è certo è che non si tratterà di un’altra commedia.”

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