Interviste Cinema

Paolo Virzì e il suo cast presentano La prima cosa bella

In occasione della presentazione alla stampa di La prima cosa bella, nuova fatica di Paolo Virzì, abbiamo raccolto i pareri del cineasta livornese e dei principali interpreti di quello che si presenta come uno dei suoi film più personali.

Paolo Virzì e il suo cast presentano La prima cosa bella

Paolo Virzì e il suo cast presentano La prima cosa bella

Dopo Io, loro e Lara di Carlo Verdone, è stato presentato alla stampa il secondo film italiano del 2010, l’altrettanto atteso La prima cosa bella di Paolo Virzì. A partecipare all’incontro con i giornalisti il regista ed il nutrito cast di protagonisti, composto da Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli.

Ma partiamo proprio dal cineasta livornese, che questa volta è tornato nel suo luogo d’origine per raccontare la storia che dagli anni ’70 arriva fino ai giorni nostri, quella di una madre problematica e del suo rapporto difficile con i suoi due figli. “Non è necessariamente un lungometraggio autobiografico – ci tiene subito a precisare Paolo Virzì – Ovviamente in qualche modo pesca dal vissuto, di cui vorrebbe restituire l’autenticità. Più che altro sentivo più o meno inconsciamente il desiderio di tornare da dove sono partito ed in qualche modo far pace con le mie origini. Allo stesso modo non vuole essere un lavoro nostalgico, non è un passato che volevo raccontare in maniera elegiaca, tutt’altro. Più di tutto volevo rendere omaggio alla forza ed alla follia amorosa del personaggio centrale della mia storia, Anna Nigiotti” Lui che è abituato a comporre storie corali, come ha lavorato con un cast talmente composito? “Come al solito mi sono trovato di fronte un puzzle variegato di grandi professionisti e di attori alla prima esperienza, come i bambini. Devo dire che,a vendo già lavorato con molti di loro, si è trattato più che altro di una festa. Tanto per raccontare, una scena tra le più drammatiche del film, quella del confronto finale tra la Sandrelli e i due figli, Mastandrea e Claudia Pandolfi, l’abbiamo girata come me e Stefania che ci eravamo sbronzati di grappa: così mentre io l’avevo presa a male ed ero intristito, lei invece se la rideva sdraiata sul letto, ed ha dato alla scena qual senso di leggerezza ed ottimismo che erano assolutamente necessari.”

Passando a Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli, che interpretano entrambe in epoche differenti il personaggio della protagonista Anna, come hanno lavorato per rendere omogenea la loro recitazione? “Io prima di tutto mi sono studiata lo stile inimitabile e di modi di fare di Stefania – esordisce Micaela – in classici che ha recitato come Io la conoscevo bene, Sedotta e abbandonata, C'eravamo tanto amati, oppure in film più vicini come ad esempio nel magnifico ruolo di Mignon è partita.” “ Per me è stato molto più semplice – confessa invece la Sandrelli –avevo appena finito di girare il mio primo film da regista, Christine Cristina, che sono arrivata sul set e Paolo mi ha dato delle scene già montate, quindi ho potuto basare il mio lavoro su quello che avevano già fatto in precedenza, e quindi ho fatto mio quello che avevano costruito tutti gli altri attori, in particolar modo Micaela.”

“Grande merito sotto questo punto di vista va dato agli attori di Livorno – interviene Valerio Mastandrea – che ci hanno aiutato sia con l’accento che nell’intento di costruire un microcosmo preciso, famigliare, intimo. Con Paolo si lavora sempre benissimo, non necessariamente con precisione sul personaggio, ma anche sul senso totale della pellicola. Con questo film abbiamo sperimentato ad esempio molti piano-sequenza, in modo da entrare tutti noi attori nel tono e nel sapore specifico del film.” C’è qualche attinenza con un altro personaggio fortunato che Mastandrea ha impersonato recentemente, quello di Stefano in Non pensarci? “Non molte a dire la verità. Per lavorare su bruno ho adoperato quello che avevo lasciato fuori di quella figura. Ho adoperato altri aspetti che non avevo sentito la necessità di sviluppare con Stefano. Il filo conduttore tra i due è l’amore che li lega alla loro famiglia, che viene espresso in maniera conflittuale.”

Questo il resoconto della chiacchierata avuta col cast di La prima cosa bella, il lungometraggio con cui Paolo Virzì torna a raccontare in maniera dolceamara figure e situazioni che molto si avvicinano a quelle descritte con uno dei suoi lavori più riusciti, Ovosodo.

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