Interviste Cinema

Panama Papers, uno scherzo che ha fregato tutti noi: la parola a Meryl Streep e Gary Oldman

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Protagonisti del film di Steven Soderbergh in concorso al Festival di Venezia 2019.

Panama Papers, uno scherzo che ha fregato tutti noi: la parola a Meryl Streep e Gary Oldman

“Avete davanti due primi ministri, non è una cosa da poco”, dice sornione Gary Oldman incontrando alcuni giornalisti italiani. Non solo, ci viene da aggiungere, visto che Mr. Churchill Oldman e la signora seduta accanto a lui, Meryl “The Iron Lady” Streep, rappresentano un bel po’ di decenni di grande cinema, da questa e dall’altra parte dell’Atlantico. Oggi sono protagonisti a Venezia del nuovo film di Steven Soderbergh, The Laundromat in originale, Panama Papers in italiano, che, dopo un’uscita nelle sale, anche italiane, sarà disponibile su Netflix dal 18 ottobre prossimo.

La trama ufficiale recita così: una vedova (Meryl Streep) indaga su una frode assicurativa inseguendo a Panama City due soci in affari (Gary Oldman e Antonio Banderas) che strumentalizzano il sistema finanziario mondiale. Detta così sembra una storia raccontata in maniera classica e lineare, ma come sappiamo Soderbergh ama sperimentare e giocare con la forma cinema. Lo ha fatto assolutamente anche questa volta, presentando Oldman e Banderas, fin dall’inizio, come due veri e propri narratori e maestri di cerimonia, delle voci in campo, sguardo in camera, per raccontare un po’ meglio, con la giusta ironia, come siamo passati dal baratto (“una mucca per tot banane”) ai prodotti derivati. 

Ma cosa sono esattamente i Panama Papers? Una massa di documenti arrivati nelle mani dei giornalisti nel 2016, per una organizzata fuga di notizie, che hanno rivelato un gigantesco schema globale messo in piedi da una società legale panamense per aiutare aziende e ricchi clienti privati di tutto il mondo a evitare il pagamento di miliardi di dollari in tasse. Spulciando nei documenti, il regista americano ha scelto alcune storie e personaggi, costruendo una sorta di sequenze autonome, quasi dei corti, raccordati dalla vicenda principale di cui sopra, con la Streep che è una donna della classe media truffata che inizia a fare domande scomode.

Insomma, per dirla con la ventuno volte nominata all’oscar , è “la storia di un terribile scherzo che è stato fatto a tutti noi. I toni del film sono ironici e da commedia, ma molte persone hanno perso la vita. È un film divertente, ma anche molto, molto importante, basti pensare alla giornalista maltese che è stata uccisa per aver utilizzato informazioni dei Panama papers che compromettevano politici locali. Un piano sequenza cruciale del film lo abbiamo girato molte volte, perché volevo usare le parole esatte, neanche una doveva essere al poso sbagliato, in omaggio alle persone coraggiose che si sono esposte per denunciare queste deformazioni dei sistema. Siamo tutti sulla stessa barca, il marcio che viene da un paese coinvolge anche gli altri, in un inquinamento globale. Tutti abbiamo soldi investiti in un sistema che supporto questa frode internazionale. Non mi interessano le persone che guadagnano come me, ma quelle fregate dal sistema, che vanno avanti con poco e, paradossalmente, supportano lo status quo più di me. Persone oneste che non ottengono giustizia.”

Gary Oldman ha sottolineato come la portato globale del fenomeno raccontato ben si concilia con una piattaforma ormai mondiale come quella di Netflix. “Sono fortunato, nella mia carriera, ho potuto provare ruoli molto diversi uno dall’altro, da Harry Potter, che ha comunque un potente messaggio positivo, a persone veramente esistite, quelle che preferisco potendo usare molto materiale per documentarmi. La scelta dei ruoli dipende sempre dall’industria, dalle sceneggiature che ti arrivano sulla scrivania, ma la varietà ti apre la mente: ho fatto thriller, film di spionaggio, maghi, dipende tutto dal regista e dal materiale. Mi piace sfidarmi, lanciarmi molto in alto, in modo che, se cade e fallisco, mi faccio molto male e subisco una botta proprio dura”.

Non ci risultano, va detto, grandi cadute da parte di questi due mostri sacri. Nel frattempo il loro film Panama Papers, diretto da Steven Soderbergh, sarà su Netflix dal 18 ottobre e prima in alcuni cinema italiani.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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