Interviste Cinema

Pacific Rim: un'intervista esclusiva al regista Guillermo del Toro

L'action fantascientifico con Charlie Hunnam, Idris Elba e Rinko Kikuchi arriva domani nelle sale italiane.

Pacific Rim: un'intervista esclusiva al regista Guillermo del Toro

Guillermo, ti va di raccontarci come è stato selezionato Charlie Hunnam? Che cosa vi ha portato a pensare che sarebbe stato adatto al ruolo?

Ho incontrato Charlie quando stavo selezionando il cast di Hellboy 2, e conoscevo il lavoro che aveva fatto sia in I figli degli uomini sia per gli adattamenti di Dickens in Nicholas Nickleby, e mi è piaciuto molto. Ho pensato che fosse un attore con un sacco di freschezza, con un buon carattere e un cuore puro, e quando l'ho incontrato, era come un grande bambino. Non lo selezionammo per Hellboy 2, ma comunque gli dissi: "lavoreremo insieme un giorno."

Quando dovevamo selezionare il cast di Pacific Rim, la mia conversazione con la Legendary fu veramente breve. Mi chiesero:"Secondo te chi potrebbe interpretare Raleigh Becket ?" Io risposi, "Charlie Hunnam" e Thomas [Tull] rispose: “Charlie è grande." Questo è tutto. La conversazione finì lì.


Ci parleresti del passaggio dal cinema su pellicola al digitale, cosa che avete fatto in questo film? È stato difficile rinunciare alla pellicola? Pensi che tornerai indietro?

Bene, abbiamo voluto realizzarlo in digitale perché l’idea iniziale era quella di girare il film in 3D, perciò abbiamo testato diversi sistemi. Mi è piaciuta la saturazione del colore che si ottiene con l’Epic (videocamera per 3D), ma il modo in cui reagisce ai colori è piuttosto strano, non regisce allo stesso modo della pellicola, soprattutto per quanto riguarda il colore blu. Molti blu risultavano innaturali e bizzarri. Per questo abbiamo dovuto provare più del normale per cercare la tavolozza di colori adatta al film. Preferivo che la saturazione fosse vivida. In verità è difficile da ottenere la saturazione con qualsiasi altro formato. E così abbiamo utilizzato l'Epic. Alla fine abbiamo anche deciso di non girarlo direttamente in 3D ma di convertirlo successivamente.


Eri più attratto dall’idea di realizzare un film con mostri giganti o eri più interessato all’idea della "deriva", del collegamento tra le menti dei piloti dei robot?

L'idea della "deriva" è la prima cosa che ho lanciato. Il pericolo consisteva nell’uso che ne avremmo fatto, un uso troppo "serio" o profondo poteva confliggere con il tono necessario per realizzare un film con mostri e robot giganti, era difficili farli convivere. Ho deciso così di bilanciare le due cose mantenendo un certo equilibrio, ne è nato un film ibrido, ma se Dio vuole riuscermo a fare un secondo film in cui  mi piacerebbe esplorare e sviluppare di più l'idea della "deriva".

Puoi raccontarci di più sulla tua collaborazione con L'ILM (Industrial Lights and Magic di George Lucas), quanto ne se sei stato contento?

Questa è stata una delle esperienza più divertenti per L'ILM. E' ben noto che ogni artista degli effetti visivi al mondo ama i mostri, i robot e i Cheetos, gli snack fritti al gusto di formaggio. (Ride). In questo ordine. E hanno avuto tutti e tre. Sono stati rimpinzati di Cheetos e di ogni altro genere di snack color arancione mentre stavano tutti realizzando il loro sogno.
Voglio dire, è un film; la cosa più complicata è mantenerlo semplice. Non avevo intenzione di realizzare un film esistenziale e distopico che usasse un genere amato e ben conosciuto per mostrare il lato oscuro dell'umanità. Molte persone amano i gattini e i cuccioli di cani, io amo i mostri e i robot, e sorrido quando sento queste due parole. Non ci posso fare niente. E penso che tutti quelli che hanno lavorato a questo film hanno provate le stesse sensazioni.

Puoi raccontarci di quando hai visto i primi test fatti dall'ILM sul film?

E' stata una battaglia difficile quella di riuscire ad avere l'ILM per film, perché il loro budget era altissimo. Sapevamo che potevamo tenere basso il costo del film essendo molto rigidi sulla questione effetti speciali. Ho spiegato allo Studio che ero riuscito a tenere bassi i budget di Hellboy 1 e 2, perché avevo fatto un uso molto responsabile dugli effetti speciali. E' stata una discussione complicata. Poi L'ILM ci ha mostrato un fantastico primo test e la realizzazione degli effetti è stata affidata a una struttura poco costosa e così siamo riusciti a lavorare insieme.


Guillermo, come è stato tornare alla regia dopo la pausa abbastanza lunga che hai fatto?

Bene io penso di essere preparato per cose difficili e penso che questa cosa invece fosse facile. Questa è la risposta. Voglio dire, ho preparato l'inferno al di fuori, e, di conseguenza, credo, che il resto fosse facile. E 'uno dei lavori cinematografici più piacevoli  che io abbia mai fatto. Creativamente è la migliore esperienza che io abbia mai avuto. Ero supportato e non sono mai stato lasciato da solo, per questo è stata un’esperienza felice. E il film mi è piaciuto per questo.

Da chi hai preso il tuo senso dell’humour?

Penso da mio padre. Anche da mia madre, ma mio padre è più simile a me. È una persona molto dura ma allo stesso tempo la più divertente che io conosca. Assume un atteggiamento super impassibile su tutto e ci riesce sempre. È risponde con battute sorprendenti.

Guillermo, qual è il tuo film preferito di tutti i tempi?

Trovare una risposta a questa domanda è veramente difficile. Penso che dipenda dal giorno della settimana e dal mio bioritmo, credo. La risposta cambia, posso dire Luci della città di Chaplin, posso dire Frankenstein, oppure Rapacità di Von Stroheim. E posso andare avanti e dire Mad Max oppure Blade Runner.





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