Interviste Cinema

Omicidio all'italiana: Maccio Capatonda e Herbert Ballerina presentano il film a Roma

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Una commedia grottesca sulle peggiori derive sociali e mediatiche italiane.

Omicidio all'italiana: Maccio Capatonda e Herbert Ballerina presentano il film a Roma

Omicidio all'italiana, nuovo film di e con Maccio Capatonda, è stato presentato a Roma dal suo autore (al secolo Marcello Macchia), in compagnia dei colleghi che in tanti hanno imparato ad amare (Herbert Ballerina / Luigi Luciano, Ivo Avido / Enrico Venti); con loro anche attrici e attori che hanno deciso di unirsi al cast, come Gigio Morra, Fabrizio BiggioAntonia Truppo e Roberta Mattei (le ultime due recenti nomination ai David). Sabrina Ferilli nel film è invece interprete della giornalista Donatella Spruzzone.

Grottesca storia di un sindaco di un misconosciuto immaginario paesino, Acitrullo, Omicidio all'italiana vede l'uomo e suo fratello impegnati nella simulazione di un delitto, per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sullo sperduto centro. La location naturale era Corvara, paesino semiabbandonato in provincia di Pescara.
"Sono stato mesi e mesi a cercare di capire e creare l'idioma che parlano i personaggi: non volevamo rifare proprio l'abruzzese", spiega Maccio, "ma un 'terronese', una lingua universale. Il dialetto alla fine l'ho inventato poco prima del primo ciak. Un processo molto istintivo."
In una vicenda che non risparmia bordate satiriche a nessuno, ci si chiede chi sia la categoria più massacrata. I giornalisti? La magistratura? La polizia? L'amministrazione? "La domanda più giusta sarebbe: chi NON viene massacrato?", suggerisce un Macchia molto più sardonico del suo Maccio. Il germoglio dell'idea è nel turismo dell'orrore, pensando all'Isola del Giglio e Avetrana: "Parte del film sono andato a scriverla a Cogne, lì mi hanno raccontato che i giornalisti sul serio spiavano nelle case dalle finestre. Mi interessava anche la morbosità degli spettatori, perché consideriamo questi delitti come delle partite di calcio." Quindi la demenzialità made in Capatonda nulla può di fronte al reale? "Chiedevo a Massimo Picozzi, un vero criminologo al quale ho chiesto diverse consulenze mentre scrivevamo il film (presente nel cast): ma questa cosa non sarebbe troppo assurda? Mi rispondeva: assurda? No, la realtà è peggio!"

Non si salva proprio proprio nessuno? Macchia lascia uno spiraglio: "Io salverei il personaggio della poliziotta Sandra Pertinente, è l'unica diversa in questa schiera di pazzi, e poi salverei il sindaco, il mio personaggio, perché ci si identifica in lui, è il simpatico, in fondo agisce con ingenuità. Il film ruota sulla ricerca della notorietà, ma si comprende alla fine l'importanza del non essere famosi. Ci sono cose che meritano di non essere sapute: ce ne sono tante che potremmo tranquillamente non sapere." Rimanere anonimi, ci sembra di capire, può essere un traguardo. La gente crede di più allo smartphone che a quello che vede? "I tempi in cui viviamo sono quelli in cui i progressi tecnologici vanno più veloci della realtà. Bisogna capire come usare i mezzi. Viviamo in un mondo troppo mediatico." Materiale molto serio. Forse qualcuno da Maccio non se lo aspetta? Ci pensa Herbert Ballerina a riportare i toni sul delirante, ammettendo: "Beh, questo è un film scomodo: già per arrivare al paesino ci vuole un sacco di tempo, poi ci dovevamo attaccare addosso tutti questi peli..."

Roberta Mattei, interprete proprio di Sandra Pertinente, ci dice: "Il personaggio mi è piaciuto da subito: a parte il nome, rappresenta una reazione spontanea di fronte alle notizie che riguardano il nostro paese. La sua reazione stupefatta a quel che succede potrebbe essere quella di tutti noi: sente la responsabilità di un paese, seppur piccolo. Mi piaceva l'idea che credesse in qualcosa di alto."
Sabrina Ferilli nel film è Donatella Spruzzone, che Capatonda considera "Una figura spietata", non temendo di collocarne le origini, esplicitamente, in Barbara d'Urso. "Quando ho scritto il ruolo pensavo già alla Ferilli, non credevo che avrebbe accettato", racconta Maccio. "Mi conosceva poco, ma quando ha letto la sceneggiatura le è piaciuta molto e ha accettato. Sul set abbiamo cercato di rendere il personaggio molto credibile. Volevo che fosse la più normale possibile. E' stata nostra complice, si è anche innamorata di Herbert!" E Ballerina, veterano del clan capatondiano ("Con lui gioco in casa"), ha un'amara recriminazione che divide con l'uditorio, circondato da Antonia Truppo e Roberta Mattei, entrambe candidate ai David: "Anche quest'anno sono stato ignorato nella cinquina dei David!"

Se l'ambizione di Herbert sembra autoironica, si capisce che Marcello Macchia prende il suo lavoro e il suo film molto sul serio (Biggio dice di lui: "E' un regista molto pignolo, un vero rompicoglioni!"). Quando gli domandano dello stile cinematografico e delle citazioni adoperate, Macchia risponde: "Io certo mi diverto, faccio questo lavoro con passione, ma soffro anche tantissimo nel farlo, perché ogni cosa mi fa stare in ansia. Cercavo un valore più cinematografico: storia e ambientazione mi hanno aiutato a raggiungere un livello più alto. C'è una citazione di Funny Games, un'altra da Point Break. Cerco di fare cose originali dal punto di vista visivo."
Insomma, si ride ma non senza ambizione. D'altronde Macchia dev'essere all'altezza di quell'insegnante di liceo che un giorno gli ha detto: "Abbiamo fatto una retrospettiva su di te e su Plauto! E io le faccio: ma perché? Eh beh, Plauto si chiamava Tito Maccio Plauto..." Marcello si è guardato dal deluderla, rivelandole che "Maccio" era nato solo come storpiatura improvvisata del suo nome...
Quando gli si domandano i motivi per cui il pubblico debba vedere Omicidio all'italiana, Macchia mantiene l'ironia ma di fondo non scherza: "Perché dobbiamo recuperare i soldi che abbiamo speso per farlo, innanzitutto, poi perché mi sono impegnato tanto a farlo e credo che ci sia qualcosa di personale e di nuovo. Poi spero che faccia ridere e magari faccia riflettere, smuovendo anche un po' le coscienze."



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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