Interviste Cinema

Ogni tuo respiro: le nostre interviste esclusive a Andrew Garfield, Claire Foy e al neo regista Andy Serkis

14

Il film tratto dalla vera storia di Robin e Diana Cavendish, arriva nei cinema il 16 novembre.

Ogni tuo respiro: le nostre interviste esclusive a Andrew Garfield, Claire Foy e al neo regista Andy Serkis

La straordinaria storia vera di Robin e Diana Cavendish, (genitori di Jonathan Cavendish, produttore cinematografico) è portata sul grande schermo da Andy Serkis, qui alla sua prima regia nel lungometraggio. Ogni tuo respiro, nei cinema italiani dal 16 novembre, è una meravigliosa storia d'amore e di coraggio che affronta con leggerezza e british humour non solo una grande tragedia umana, ma anche il sempre controverso tema del testamento biologico e la scelta di terminare la propria esistenza.

Abbiamo incontrato a Londra il regista, Andy Serkis, gli straordinari interpreti, Andrew Garfield e Claire Foy, e il produttore Jonathan Cavendish.

La storia dei suoi genitori è semplicemente straordinaria Jonathan, come mai non ha pensato prima a portarla sullo schermo?

Da produttore sono sempre alla ricerca di belle storie da raccontare, e un giorno mi sono reso conto che una di queste storie ce l'avevo praticamente davanti agli occhi. Ma per darle vita avevo bisogno di un vero scrittore. Avevo rivisto da poco, Shadowlands, e mi sono reso conto che aveva il tono giusto, la giusta atmosfera che avrei voluto per la mia storia. Per cui ho contattato William (Nicholson, scrittore e sceneggiatore candidato all'Oscar ndr) chiedendogli se gli andava di scrivere la "mia" storia, e lui ha risposto che l'avrebbe fatto ma ad una condizione, (che dal punto di vista di un produttore è sempre eccellente direi), e cioè quella di non essere pagato finché non si fosse fatto il film. E da allora ci abbiamo lavorato per molti anni. Fino a che si è finalmente presentata l'occasione di poter avere due attori davvero meravigliosi come Andrew Garfield e Claire Foy che hanno accettato di interpretare i miei genitori.

Per lei Andy, cosa l'ha portata a decidere di dirigere questo film?

Jonathan ed io abbiamo fondato una nostra società, Imaginarium, una piattaforma multimediale che si occupa di sviluppare diversi progetti, ma appena ho letto la sceneggiatura scritta da Bill non ho avuto dubbi sul progetto che volevo seguire: una storia così potente, vera, di persone reali che rompono ogni cliché, non credo mi fosse mai capitata. Robin e Diana sono state due persone che attraverso una grande forza d'animo e un immenso amore l'uno per l'altra sono riusciti a cambiare non solo la loro vita, ma anche quella di tante persone. Per cui ho chiesto a Jonathan se potevo occuparmi in prima persona di questo progetto meraviglioso.

E lei, Andrew, ha avuto la stessa reazione a questa storia la prima volta che ne ha sentito parlare?

Si. La sceneggiatura di Bill è così emozionante, così incredibile, che mentre leggevo non riuscivo a smettere di piangere. La mia faccia era un disastro di lacrime e moccio e so per certo che è quello che è successo ad ognuno di noi. Per cui, l'unica cosa da fare era cercare in ogni modo di renderle giustizia, di darle il nostro meglio. Di dare alla loro vita l'importanza che si meritavano. E non nascondo che per me ora sono un modello di come vivere la mia vita. Sono stati straordinari per come hanno affrontato sempre con incredibile forza e coraggio e anche allegria, le avversità che li hanno colpiti fino alla fine. Che possano davvero essere un'ispirazione per tutti, perché la loro è una storia universale.

E lei Claire?

Io non sono riuscita nemmeno a finire di leggerla. Ho pianto troppo. Non mi era mai capitato prima. E avere due persone vicino che con tutte le loro forze volevano portare questa storia sullo schermo, non mi ha fatto esitare a lungo.

Andrew la sua performance è incredibile considerando gli impedimenti fisici. Cosa ha comportato questo?

Ho avuto delle difficoltà tecniche, ho dovuto fare miei dei limiti fisici, come il ritmo della macchina per respirare, per esempio, che per me è stato molto difficile da seguire all'inizio. Siamo così abituati a respirare seguendo il flusso delle emozioni, che non ci rendiamo conto di quando si affanna per l'emozione, per esempio come me ora; invece per le persone attaccate ad una macchina c'è un unico flusso, continuo e monotono di respiro, che non permette affatto di esprimere alcuna emozione. Mi rendo conto che è molto difficile da spiegare. Tutto lo sforzo che compie Robin si vede negli occhi, tutte le emozioni confluiscono solo negli occhi. Il padre di Jonathan ha dovuto subire tutto questo e ha dovuto adattare tutta la sua vita ad una macchina. E ci sono stati momenti di frustrazione continua.

Sembra incredibile vedere nel film momenti di assoluta comicità, davvero esilaranti anzi. Come è stato girare queste scene rispetto a quelle più drammatiche?

CF: Perché erano tutti assolutamente divertenti! Davvero! E Andrew era il più divertente di tutti. A parte gli scherzi, credo che l'intera atmosfera del set sia stata settata proprio su come si svolgeva la vita di Diane e Robin Cavendish. Erano loro stessi ad essere così. Sempre circondati da amici, a fare feste a vivere la loro vita infatti. E cercare di trovare sempre il lato positivo in una situazione davvero terribile. Credo che sia proprio nella natura umana in fondo, ridere molto e piangere molto, cosa che abbiamo tutti fatto molto in questo film. La cosa fondamentale, è che tutto quello che vedete, è vero.

Andrew, ha visto i filmati originali di Robin e Diane? Che si vedono alla fine del film per esempio?

Si certo, ho cercato di vederne il più possibile, ma anche di parlare con chiunque lo avesse conosciuto. Specialmente, ovvio, con Jonathan, che è davvero sotto molti aspetti il figlio di Robin.

Lo considera un eroe moderno?

Sicuramente c'è qualcosa di davvero eroico in questo uomo, perché quello che hanno fatto lui e Diana è unico, e bisogna sottolineare il fatto che è stato uno sforzo di entrambi, per far sì che le cose accadessero. E credo anche che ci siano ancora moltissime storie di eroi dei nostri giorni che andrebbero raccontate, anche solo per mantenere fede nel genere umano rispetto a situazioni terribili che invece vediamo ogni giorno. Ed una delle cose più belle che viene fuori anche, è che moltissime persone, tutto il villaggio dove vivevano infatti, era coinvolto nella loro storia, è stato uno sforzo di tantissime persone, che dà il vero senso di quello che significa comunità. Se non ci fossero state tutte quelle persone, la vita non sarebbe stata così bella per i Cavendish.

Andy, la storia di Robin e Diana ha avuto risonanza per lei perché ha a che fare anche e parecchio, con la tecnologia?

Voglio fare un passo indietro perché forse non tutti sanno che mio padre era un medico chirurgo che ha aiutato a costruire ospedali nel Medio Oriente e mia madre era insegnante per bambini disabili, per cui ho avuto accesso alla tecnologia fin da piccolo e l'ho sperimentata in prima persona. Inoltre mia sorella Kath soffre di sclerosi multipla e anche lei è su una sedia a rotelle. Per cui si, per rispondere alla sua domanda, la storia mi interessava anche da questo punto di vista perché se a malapena riesco ad immaginare a volte quanto possa essere difficile stare su una sedia a rotelle nel 2017, per me è semplicemente impossibile immaginare cosa volesse dire stare su una sedia a rotelle nel 1960. Mi ha anche ispirato molto la storia di Philippe Petit, nel documentario Man on Wire, questo vivere la sua vita tra il costante dualismo vita/morte, e la necessità di doversela inventare ogni momento. E Robin anche è un uomo che ha dovuto oltrepassare i suoi limiti.

Per lei Jonathan, da produttore, c'è qualcosa che cambierebbe nel film?

È molto raro che capiti un film dove non si abbiano dei ripensamenti, seppur anche piccoli, per cui sono particolarmente grato ad Andrew e Claire per aver non solo còlto interamente lo spirito dei miei genitori ma di averli letteralmente vissuti. E se per Claire è vero cha passato molto tempo con mia madre, Andrew non ha avuto un modello diretto, e per me quello che è riuscito a fare è semplicemente straordinario. Ho un unico rimpianto, davvero uno solo: quando abbiamo mostrato il film a mia madre, chiedendole di non dire niente, assolutamente niente, lei non ha potuto trattenersi su un'unica cosa, e mi ha detto: "Jonathan, sai bene che io non avrei mai indossato *quel* cappello."
Ma per il resto le è piaciuto moltissimo e l'ha visto tutto d’un fiato, che per lei è stata una cosa piuttosto forte, ma mi ha anche detto di esserci riuscita perché, cito, "ho deciso che questo film non è affatto su di me".

In un'epoca in cui le relazioni sentimentali sembrano sempre più usa e getta, quali sono i vostri pensieri su una storia che invece non solo è stata d'amore infinito ma anche e soprattutto che è sopravvissuta ad una tragedia?

CF: Credo semplicemente che loro due fossero l'esatto prodotto dei loro tempi, e si comportavano di conseguenza. C'erano sicuramente altri standard, morali e non, e loro li applicavano. Non credo affatto però, che al giorno d’oggi una relazione vada in frantumi se uno dei due si ammala. È cambiata la società, le possibilità, ma la gente non evita i problemi. Credo che le persone continuino a comportarsi esattamente nello stesso modo. Se amano qualcuno gli rimangono vicino e lo aiutano fino alla fine.
AG: Tendiamo tutti ad avere questa concezione dell'amore ideale, che sia per tutta la vita o per quanto possa durare. Personalmente sono refrattario all'idea puritana che possiamo amara solo una persona per tutta la vita. Se funziona per qualcuno va benissimo, a me va bene tutto, tranne che una regola vada bene per tutti, perché siamo tutti davvero diversi e ci sono davvero tanti modi di vivere una vita piena e felice.



Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming