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Interviste Cinema

Oceania targato Disney presentato a Roma dai registi e dai doppiatori italiani

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Le leggende John Musker e Ron Clements sono stati accompagnati da Angela Finocchiaro, Sergio Sylvestre, Chiara Grispo, Raphael Gualazzi e Rocco Hunt.

Oceania targato Disney presentato a Roma dai registi e dai doppiatori italiani

Oceania è il titolo del 56° classico animato Disney, in uscita il 22 dicembre in Italia. E' stato presentato a Roma dai registi, le leggende John Musker e Ron Clements (gli autori della Sirenetta e Aladdin) e dai doppiatori italiani Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi, Chiara Grispo e la coppia Rocco Hunt-Sergio Sylvestre, che ha collaborato per il remix di uno dei brani del film, "You're Welcome".

Musker ci dice che l'intera storia di Vaiana, che lascia la sua isola per andare incontro all'oceano e salvare la natura, in compagnia del semidio Maui sempre sopra le righe, è "basata sulla mitologia polinesiana, il semidio Maui esiste sul serio. Ho letto queste storie cinque anni fa e ho pensato che sarebbe stato bellissimo farne un film: a John Lasseter è piaciuta l'idea, ma ci ha suggerito di approfondirla, così abbiamo fatto un viaggio in quei luoghi, alle Samoa, alle Fiji, per approfondire l'aspetto antropologico che si vede nel film." Ron Clements spiega ancora: "In origine ci eravamo concentrati su Maui, ma nel viaggio abbiamo imparato cose sull'importanza della navigazione, sul rapporto con l'oceano e abbiamo così espanso la vicenda. Il rapporto col semidio è diventato quello tra un mentore e l'eroina, anche se tra i due quella forte è lei, che finisce per dare una mossa al mentore."
Sylvestre, per tutti Sergione, ci conferma di essere stato ad Tahiti e aver scoperto quella cultura, rivedendola poi nel film, anche se per lui l'essenza del lungometraggio non è solo nell'aspetto "folkloristico", ma nella più generale ricerca della forza interiore

Sia Sylvestre sia Hunt sono molto orgogliosi del loro lavoro sulla cover del film. Rocco ci dice: "Io l'ho visto due volte, è degno del nome Disney, è emozionante, ripropone i valori di una volta, la semplicità e il rispetto della natura. Quelle alghe nere richiamano quello che sta succedendo alla nostra terra." Gli fa eco Raphael Gualazzi, che nel film doppia, in recitato e canto, l'enorme granchio Tamatoa: "Mi ha colpito molto per come ha valorizzato la scoperta, il viaggio e l'audacia, e per il ritorno alle origini e all'ordine naturale delle cose. E' molto educativo. [...] Non so nemmeno se sia giusto chiamare cattivo il mio personaggio.E' egocentrico e vanitoso, quindi l'opposto di me. Ho adorato l'esperienza, per me è fantastico potersi nutrire di altre arti. Avevo già partecipato al progetto Jazz Loves Disney, dove avevo rivisitato due brani del Libro della Giungla."

Angela Finocchiaro si è cimentata per la prima volta col doppiaggio, un'esperienza non necessariamente rilassante per lei: "Interpreto la nonna Tara. Francamente non pensavo di riuscire a farlo, ho puntato i piedi. La Disney mi ha dato coraggio. E' un personaggio simpatico, è una nonna anticonformista, spinge Vaiana oltre i confini, ha senso dell'umorismo, mi è piaciuta tanto. Poi però ho visto stamattina il film e sono rimasta sconvolta, mi son detta: ho rovinato un personaggio così bello! La seconda volta andrà meglio, dovevano darmi la parte del pollo!" Ispirazioni per l'interpretazione? "Non mi sono ispirata a nulla, mi bastano i miei demoni personali!"

Chiara Grispo, in ossequio di una vecchia tradizione tipica degli anni Novanta, doppia Vaiana solo nelle parti cantate: "E' stata un'esperienza nuova, lei è giovane e superdeterminata come me, per questo è stato pure facile interpretarla. Lo rifarei anche domani, anche se è non è stato facile. Mi sono emozionata tantissimo rivedendo il film."

Vaiana è un'eroina che si getta alle spalle decenni di tradizione delle principesse disneyane. Nel film non c'è l'ombra di amore sentimentale, quella romance che non era mai mancata prima in questo tipo di storie. Vaiana è una ragazza più vera? Secondo Musker, "Non c'è mai stato romance nella storia, si trattava di un puro viaggio dell'eroe, come lo descrive Joseph Cambpell. Lei ha i destini del mondo sulle spalle. La descrivevamo come 'una principessa che mena', volevamo darle qualità fisiche. Diciamo che è un romanzo di formazione, lei non è proprio una principessa. Per noi è un buon modello per le ragazze e per le giovani generazioni in generale." Clements aggiunge: "Ogni volta che ci ammorbidivamo, le altre donne nel team spingevano affinché fosse sempre forte e non perdessimo la via! Comunque non scommetterei sull'assenza di storie d'amore nei futuri film Disney, è solo che in questo caso la romance non si adattava a quello che avevamo in mente." La produttrice Osnat Shurer, presente alla conferenza, integra: "Anche se il film si svolge duemila anni fa, abbiamo sempre concepito Vaiana come un personaggio moderno". 
Cosa ne pensa la nostra voce cantante di Vaiana? La Grispo è molto chiara: "E' vero, non c'è un principe, forse proprio per questo è più realistico!" E Angela Finocchiaro, la cui nonna Tara è una donna non meno forte della nipote, riflette: "In Italia gli sceneggiatori fanno un po' fatica, la Disney invece crea donne protagoniste. Mi sembra bello, se penso a una bambina che può vedere un film come questo... Sono uscita elettrizzata. Io ho vissuto il femminismo, ma le storie bisogna avercele, eppure con i personaggi in carne e ossa facciamo un po' più di fatica. E' un film che non ha nulla a che fare con l'amore, ma l'epicità ti trascina ugualmente, e lo dice una che era cresciuta con il mito del principe azzurro."

Nonostante siano dei veterani, John Musker e Ron Clements si sono qui per la prima volta scontrati con la CGI, visto che fino al precedente La principessa e il ranocchio erano riusciti a rimanere sull'animazione a mano libera 2D: "Non avevamo mai usato la CGI così tanto, abbiamo dovuto studiare. Da molti punti di vista è più complicata, la CGI è più lenta, ci sono più fasi, va costruito tutto, i modelli dell'ambiente e dei personaggi, mentre col 2D puoi iniziare a disegnare da subito. In compenso, una volta che imposti tutto, poi la produzione in sè con la CGI è più veloce." Osnat fa notare però che parte della magia 2D disneyana è rimasta nei tatuaggi vivi di Maui, animati a mano dall'Eric Goldberg che si occupò del Genio di Aladdin.
Una sfida è stata dare all'oceano l'importanza tecnica e artistica che meritava, sfida che spaventava i tecnici degli effetti, visto che l'85% del lungometraggio si svolge in mare. Musker dice: "Quando abbiamo fatto il viaggio di ricerca, abbiamo capito che quelle popolazioni trattano l'oceano come un'entità viva a sè stante, quindi animatori degli effetti e dei personaggi dovevano lavorare insieme sull'oceano. Abbiamo creato nuovi software per rendere al meglio sullo schermo l'acqua." Clements chiude quantificando lo sforzo epocale: "Un'acqua così non solo non si poteva ottenere all'epoca della Sirenetta, ma non si poteva fare nemmeno cinque anni fa, quando abbiamo iniziato a lavorare sul film!"

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